

NICK:
D R A G O
SESSO:
m
ETA': 25
CITTA': Padova
COSA COMBINO: Sollazzo il Pianeta con la mia modesta presenza
STATUS: single
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STO LEGGENDO
Non ve lo dico neanche se mi pagate. Però se mi pagate davvero magari ci ripenso.
HO VISTO
...cose che voi umani non potete neanche immaginare.
STO ASCOLTANDO
Il rumore di ingranaggi che per troppo tempo non ho fatto girare e non ho oliato. E pertanto stridono un po’, ma sento che iniziano a smuoversi, lenti...
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Quello che capita. E grazi al cielo capita sempre qualcosa.
ORA VORREI TANTO...
Vorrei tante cose. Me ne basterebbe una. Ma non si può. E allora mi faccio bastare il resto.
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
diversi piani per conquistare il mondo, o in alternativa per digerire la peperonata della signora del piano di sotto che mi vede una volta ogni 3 mesi e mi invita a pranzo... e io ancora maledico il giorno in cui le dissi che mi piaceva da matti la sua peperonata. Fa un caldo che mi evaporano pure ’sti due maroni e lei mi fa la peperonata!!!
OGGI IL MIO UMORE E'...
Random. Perchè l’umore random è quello giusto. Quello che si adatta a tutte le situazioni.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
1)
2)
3)

MERAVIGLIE
1)
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Messaggio
di D R A G O da commentare:
“Lamia… non temere. Per quanto mio padre possa opporsi, non può condizionare la mia volontà. E il Consiglio non mi fa paura. Lo affronterò e non potranno far altro che rassegnarsi. Ti amo Lamia. Ti amerò per sempre e farò sì che tutti lo capiscano, in un modo o nell’altro.” “Ti amo Karn…” E si baciarono lì, nel corridoio, mentre il padre di Karn li spiava e si sentiva ribollire dalla collera verso il figlio e verso quella donna la cui esistenza minacciava di far cadere nel disonore la sua famiglia, con l’insubordinazione di Karn. Ma non glielo avrebbe permesso…
Karn e Lamia giacquero insieme e si amarono con tutta la passione di cui sono capaci solo due innamorati da soli contro un mondo che non li accetta come tali. E poi dormirono. Dormirono a lungo. Forse troppo, più di quanto avrebbero dovuto.
Al suo risveglio Karn si ritrovò in una stanzetta chiusa e buia, con mura e pavimento in pietra. Era solo. Dopo un attimo di perplessità realizzò l’accaduto… lui e Lamia erano stati addormentati con la magia e per questo non si erano accorti di essere stati trasportati altrove. Lamia… che fine aveva fatto? Karn gridò battendo i pugni contro la robusta porta di legno massiccio che trovò chiusa. Era in trappola. “Stai calmo, ragazzo. Non renderti la cosa più difficile di quanto non sia già e cerca di iniziare ad accettare la realtà.” A parlare era stato un uomo anziano, servitore del suo Casato da molto tempo. “Dov’è Lamia?” “Tuo padre ha parlato al Consiglio ed è stato deliberato che il vostro rapporto andava troncato per il bene di tutto il Casato.” “Che vuol dire? Dove l’hanno portata?” “ Lamia… mi dispiace, ragazzo… fra poco verrà sacrificata ad Helm.” “No… non può… è… lei è… NO!” E la porta della stanza prese fuoco. In un attimo scomparve, come se non fosse mai esistita. Restava solo un po’ di fumo e la puzza di legno bruciato. Karn uscì dalla stanza e fissò l’uomo che indietreggiava intimorito dagli occhi del ragazzo… i suoi occhi gialli e pieni di collera. Karn lo ignorò e corse via.. Sapeva dove Lamia sarebbe stata sacrificata: c’era un tempio dedicato ad Helm nel cuore del bosco vicino al Palazzo. Nella sua corsa incontrò diverse persone… e alcuni lo guardarono tristi, comprendendo il suo dolore, ma sapendo che ormai la tragedia era inevitabile. Non ci si poteva opporre al Consiglio. Il suo destino era quello di rinunciare a Lamia, per sempre.
Quando Karn raggiunse il tempio ormai era tardi. Vide Lamia su una pira accesa, ormai priva di vita. Attorno alla pira erano disposti a cerchio i Dodici Anziani, Membri del Consiglio. E lì vicino… suo padre. “Ti avevo avvertito, figlio. Non potevi opporti al Consiglio. Non potevi gettare il disonore sulla nostra famiglia.” E Karn pianse. Cadde in ginocchio e si rannicchiò a terra distrutto dal dolore. Lamia… il suo amore… la sua ragione di vita… era morta. Non era più con lui. Era solo. Solo contro il Consiglio. Solo contro… suo padre. Era stato lui. Lui aveva permesso tutto ciò. Karn sentì la rabbia crescere dentro di sé… sentì la ragione che lo abbandonava, che andava nascondendosi forse per non dover assistere a ciò che sarebbe successo di lì a breve… e quando ormai il ragazzo non si rendeva più conto di cosa stesse avvenendo… ci fu una deflagrazione. Tutti gli alberi nei paraggi presero fuoco. E bruciarono ad una tale velocità da scomparire nel giro di pochi minuti. Le fiamme si estesero a tutto il bosco in un’area vastissima di forma circolare, il cui centro… era Karn. Il tempio crollò su sé stesso, seppellendo la pira dove giaceva il corpo di Lamia. Il ragazzo cadde a terra svenuto.
Passarono diverse ore e Karn riprese i sensi. Si alzò in piedi barcollando, sentendosi privo di energie. Si guardò attorno e vide i resti degli alberi bruciati, le colonne del tempio crollato… Chi aveva ridotto così il bosco? Chi aveva distrutto il tempio? Non lo ricordava… ma ecco comparire l’uomo incappucciato da dietro una voluta di fumo. Suo padre lo guardava, con quegli intensi occhi gialli. Si guardarono a lungo, sorprendentemente illesi in mezzo a tutta quella distruzione. Alle spalle dell’uomo, anch’esse apparentemente illese, le figure indistinte dei Dodici Anziani si avvicinavano lentamente. Il padre alzò una mano invitando Karn ad avvicinarsi. Il ragazzo non capiva perché, ma la sua collera si era dileguata. Davanti a sé aveva i responsabili del suo dolore, ma in quel momento non si sentiva in grado di provare alcuna emozione.
Mosse un passo verso il genitore, in modo automatico, senza capire se fosse davvero lui a comandare il suo corpo… guardò il volto incappucciato del padre e, anche se era in ombra, gli sembrò per un attimo di cogliere un’espressione sinceramente addolorata… forse provava del rimorso, del dispiacere per il dolore procurato al figlio… ma era possibile accettare questo suo pentimento? Avrebbe mai potuto Karn perdonare suo padre? Avrebbe potuto mai perdonare sé stesso per non aver saputo proteggere la sua donna, anzi per essere stato addirittura causa della sua morte? Questo pensava Karn mentre camminava strascicando i piedi per terra, pesantemente… ma ad un certo punto si bloccò. Vide un’ombra nera calare dall’alto. Era un ombra, ma sembrava quasi densa, materiale, palpabile… scendeva dal cielo… suo padre sembrava non essersene accorto, mentre i Dodici Anziani rivolsero gli occhi al cielo e mormorarono tra loro parole incomprensibili. A quel punto a Karn sembrò che le figure degli anziani si ingigantissero, mutassero… ma proprio in quel momento, l’ombra raggiunse terra e inglobò in sè il Consiglio e il padre di Karn.
Cosa farà Karn?
1-Correrà verso l’ombra per cercare di trarne fuori suo padre?
2-Resterà a guardare incredulo?
3-Correrà a Palazzo ad avvertire qualcuno? |
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COMMENTI:
Autore:
Lleyton
( giovedì 16 settembre 2004, ore 01:52
)
la 2 anche se sono in ritardo clamoroso!
Autore:
ZorroBobo
( venerdì 10 settembre 2004, ore 22:49
)
il padre è sempre il padre...già ha perso l'amata, ora nn può perdere anke lui...1 quindi...
Autore:
nouse86
( venerdì 10 settembre 2004, ore 15:15
)
Io sono per la 2! gh!
Autore:
Crazylara
( venerdì 10 settembre 2004, ore 12:10
)
io dico la 1.Sempre più intrigante...grande DRAGO!
Autore:
DemoMan
( venerdì 10 settembre 2004, ore 01:22
)
resta lì fermo a guardare che succede... poi deciderà il dafarsi, ha appena perso la fidanzata, cosa volete che faccia? la 2
Autore:
Spiderr
( venerdì 10 settembre 2004, ore 00:44
)
la 2. immobile!!!
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