

NICK:
D R A G O
SESSO:
m
ETA': 25
CITTA': Padova
COSA COMBINO: Sollazzo il Pianeta con la mia modesta presenza
STATUS: single
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STO LEGGENDO
Non ve lo dico neanche se mi pagate. Però se mi pagate davvero magari ci ripenso.
HO VISTO
...cose che voi umani non potete neanche immaginare.
STO ASCOLTANDO
Il rumore di ingranaggi che per troppo tempo non ho fatto girare e non ho oliato. E pertanto stridono un po’, ma sento che iniziano a smuoversi, lenti...
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Quello che capita. E grazi al cielo capita sempre qualcosa.
ORA VORREI TANTO...
Vorrei tante cose. Me ne basterebbe una. Ma non si può. E allora mi faccio bastare il resto.
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
diversi piani per conquistare il mondo, o in alternativa per digerire la peperonata della signora del piano di sotto che mi vede una volta ogni 3 mesi e mi invita a pranzo... e io ancora maledico il giorno in cui le dissi che mi piaceva da matti la sua peperonata. Fa un caldo che mi evaporano pure ’sti due maroni e lei mi fa la peperonata!!!
OGGI IL MIO UMORE E'...
Random. Perchè l’umore random è quello giusto. Quello che si adatta a tutte le situazioni.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
1)
2)
3)

MERAVIGLIE
1)
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Messaggio
di D R A G O da commentare:
“Va bene, Dhamon. Spero solo di non essermi sbagliato nel giudicare Karn. Domani lo sottoporremo alla prova.” “Ce la farà. Se non ce la facesse, non avremmo comunque speranze.” “Vero. Bene, abbiamo un paio d’ore per riposarci… sfruttiamole.”
Karn si svegliò da solo. Nella baracca non c’era nessuno. “Aerie si starà già esercitando con Dhamon, mentre Aton mi starà preparando qualche scherzo…” Disse così a voce alta, un po’ per scongiurare un’insospettabile sensazione di nervosismo che stava provando. Non ne afferrava il motivo, ma era teso. Uscì all’aperto e si accorse di avere una visuale limitata a pochi metri a causa di una fitta coltre di nebbia che era calata fino a terra nonostante gli alberi fitti del bosco. Karn si stupì nell’accorgersi che il ritmo del suo cuore andava accelerando. Non capiva come fosse possibile provare certe sensazioni in una situazione tanto banale. Pochi giorni prima non se ne sarebbe stupito, ma allora pensava di essere solo un insulso essere umano e non chi era in realtà. Interpretò quelle fastidiose sensazioni come gli strascichi di un periodo in cui aveva vissuto da umano e iniziò a farsi avanti. “Pistolero! Allora, come posso stupirti quest’oggi?” Ma rimase infastidito dalla nota tremula che aveva assunto la sua voce. Stava iniziando a capire… non voleva ammetterlo, ma proprio lui, con tutte le sue immense potenzialità, con tutta la sua forza… aveva paura. Paura che stesse succedendo qualcosa, paura di non riuscire a utilizzare la sua potenza, che in fondo non sentiva ancora sua, la sentiva lontana.
Spazientito da questa nuova presa di coscienza, si sentì ribollire dalla rabbia quando la paura crebbe non essendo arrivata la risposta del pistolero. “Allora, Aton, dove ti sei cacciato? Devo forse venirti a cercare? Questo è lo scherzetto che mi hai organizzato?” Quanto si sentì ridicolo nel parlare così, come un bambino impaurito. E quanto odiò Aton per avergli provocato quella sensazione. Ricacciò la paura pensando a come gliel’avrebbe fatta pagare a quell’umano insolente. Iniziò ad addentrarsi nel bosco.
Un odore pungente (o che tale risultava al suo olfatto finissimo) lo colpì dopo pochi passi: l’odore del sangue. E contemporaneamente sentì la paura divenire terrore. Prese a camminare più cautamente, sapendo ormai con certezza che qualcosa non andava. Non potette accorgersi degli occhi che lo fissavano dal ramo di un albero e del sorriso dell’uomo lì appollaiato.
Dopo pochi passi Karn trasalì dalla sorpresa, dal terrore e anche da un’altra emozione che non avrebbe mai sospettato di poter provare: il dolore. Per terra, davanti a lui, c’era un cadavere straziato, con gli arti mutilati: era Aerie. Karn si inginocchiò, e si ritrovò ad asciugare i suoi occhi diventati lucidi per le lacrime che volevano sgorgare. Paura, poi terrore, poi ancora dolore. Emozioni inspiegabili. E dolore per chi? Per la perdita di una stupida umana incapace di controllare i propri sentimenti? Di mettere da parte un amore vano? Sì, era questo il dolore che provava. E ad esso si aggiunse dell’odio. Ma un odio che non aveva mai provato prima: l’odio verso sé stesso. Si odiava per essersi accorto solo ora di poter provare emozioni pur non essendo umano. Si era accorto solo ora della forza delle emozioni. Anzi, non se ne era accorto. Se ne era solo ricordato; perché un tempo lui provava emozioni e ne andava fiero. Adorava emozionarsi, godere delle sue emozioni. E si ricordò della sua donna, di Lamia. Pianse, senza potersi né volersi più trattenere. Aveva compreso che la sua incapacità di provare emozioni era solo una difesa che si era costruito per evitare di patire il dolore della perdita. Aveva capito che lui, come Aerie, non poteva dominare le sue emozioni. Però… però ricordava che le emozioni, per quanto non fossero dominabili… le si poteva sfruttare… stava iniziando a portare alla luce qualcosa dalla sua memoria.
Ma proprio in quel momento un albero crollò lì vicino e quando si voltò, vide un’enorme figura squamata accanto a lui: era un Drago. Erano stati trovati… era sicuramente uno degli Anziani. Aerie era morta combattendolo e probabilmente Aton e Dhamon avevano fatto la sua stessa fine. Era solo. Solo contro una delle creature più potenti mai esistite.
Cosa poteva fare?
1-Attendere di vedere cosa avrebbe fatto il Drago?
2-Scappare via?
3-Chiamare aiuto sperando che Dhamon o Aton fossero ancor vivi e lo sentissero? |
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COMMENTI:
Autore:
Heidi
( venerdì 29 ottobre 2004, ore 17:06
)
No che non scappa, io dico la 3
Autore:
Lleyton
( mercoledì 27 ottobre 2004, ore 22:20
)
rilancio la 2!
Autore:
dulcinea
( mercoledì 27 ottobre 2004, ore 21:53
)
1 anch'io,sì sì
Autore:
Crazylara
( mercoledì 27 ottobre 2004, ore 10:46
)
1...per poi affrontarlo!
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