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ricciolina
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Messaggio
di ricciolina da commentare:
finalmente la mia giornata è terminata....... h. 7.40 -->18.10 no stop lavoro lavoro lavoro..2 ore e mezza di straordinario e poi ancora fuori ... spritz cena centro prato e finalmente nanne.. ho passato una bella serata ma sono proprio distrutta.. eppure non ho resistito a vedere se mi era arrivata qualche email da lavoro... :-S domani però sono in permesso studio.. e tutta la giornata la passerò all'università.. mi aspetta dalle 12 alle 18 lezioni no stop... messa bene!!!
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COMMENTI:
Autore:
anonimo79
( lunedì 1 novembre 2004, ore 14:08
)
Rischio di venire meno al mio anonimato, visto che a breve lo mando pure dove sono solito spedire tutte le cazzat... hem... le cose intelligenti che scrivo, postando anche qui questo estratto di una normalissima tragi-comica giornata lavorativa... ma visto che pure tu sei messa male con il lavoro magari ti senti confortata!  p.s. non ho voglia di togliere la formattazione per phpbb2, quindi si vedranno i tag.. amen! 
LEZIONI DI PUNTEGGIATURA Ovvero «Per un punto Martin perse la cappa».
Una tranquilla giornata in ufficio, tutto che fila liscio... tranne una libreria che smette di funzionare. Una breve indagine e si scopre che è stata di recente (venti minuti prima) editata da un collega. C'è solo una definizione che si adatta a quel tipo che ha messo le mani su quel programma, il mio dizionario riporta «escremento umano di forma cilindrica», vulgo: stronzo. A dire il vero poco più sopra alla voce “stronzio” recita «Metallo tenero, di colore giallo-argenteo, numero atomico 38», ma credo che la prima definizione fosse quella più corretta. Però, ora che ci penso, il tipo (all'anagrafe Antonio) somiglia molto ad un T1000, e il metallo liquido del T1000 era proprio di colore “giallo-argenteo”... vuoi vedere che forse è giusta pure la seconda definizione? Ma come al solito sto divagando. Ad ogni modo un veloce sopralluogo nel codice sorgente del programma e scopro subito il motivo dell'errore. Il T1000 in questione ha scazzato! E' proprio uno stronzio! E senza la “i”.
Dovete sapere che quel programma è scritto in un linguaggio derivato dal COBOL (acronimo che sta per “Che Orribile Boiata Ostrega Ladra”), e rispecchia bene o male la sintassi di questo obbrobrio di linguaggio. Punteggiatura in primis. E qui mi tocca aprire una noiosa parentesi tecnica, portate pazienza... sarò breve, ma è indispensabile al fine di una corretta comprensione. Intanto preparatevi pure un cuscino, perché sarò talmente noioso da farvi addormentare. Ma devo.
Spiegazione tecnica (e qui ci starebbe bene la musichetta che metteva la RAI quando metteva “l'intervallo” una decina di anni fa. C'è qualcuno che se lo ricorda? Immaginate questa sequenza di istruzioni: SE CONDIZIONE-VERA ISTRUZIONE1 ISTRUZIONE2 ISTRUZIONE3. ISTRUZIONE4 ISTRUZIONE5.
Ecco, le istruzioni dalla prima alla terza vengono eseguite solo al verificarsi di “condizione-vera”, mentre le restanti istruzioni, ovvero la quarta e la quinta vengono sempre eseguite. Questo perché il punto termina la condizione booleana (cioè quelle sotto il “se”). Quindi se si deve aggiungere un'istruzione tra la due e la tre si deve avere l'avvertenza di non inserire nessun punto, altrimenti la terza istruzione verrà eseguita sempre. Penso abbiate già intuito, il T1000 aveva proprio fatto questo errore.
E con questo chiudo la parentesi tecnica, scusatemi davvero, ma era doverosa, ora potete smettere di sbadigliare.
Vado in ufficio di Antonio, iniziando a pensare a qualche terribile punizione. Carboni ardenti? No, visto e considerato che la temperatura è scesa magari ci trova pure gusto. E' necessario una cosa esemplare, una sorta di cyber-gogna. Una volta in ufficio lo guardo e sorridendo in modo demoniaco gli dico: «uomo nefando con cervello in avanzato stato di putrefazione, ma hai mai imparato la punteggiatura o hai forsanche saltato tutte le elementari per andare a bighellonare?»[1]. Il tipo mi guarda male e balbettando mi chiede che cosa ha fatto. Attorno a noi inizia a fermarsi un po' di gente, evidentemente si stanno pregustando la scena che di li a poco si sarebbe verificata (ma sono così prevedibile? Come facevano a sapere che avrei fatto una sparata?). Lo guardo e gli dico: «Non hai forse modificato il modulo TalDeiTali?» e mentre lo dicevo prendo la sua tastiera e gli mostro il pezzo di codice incriminato. Lui guarda ma non capisce.
E in quel momento ho un'illuminazione! Il «Maestro Zen» che è in me se ne esce... cammino tra tutti i colleghi attorno a noi, e vado in fondo alla stanza, fino a raggiungere la parete dove c'è una lavagna (una di quelle dove si scrive con i pennarelli). E inizio a scrivere. Tutti si aspettavano che scrivessi un pezzo di codice... che tenessi una lezione di informatica. E invece è qui che il vero Maestro (o il demente completo, dipende dai punti di vista) da il meglio di se. Sulla lavagna appare infatti la scritta:
L'importanza della punteggiatura Ovvero: per un punto Martin perse la cappa
Nella stanza c'è già qualcuno che ridacchia, altri mormorano tra se e se, riesco persino a sentire dire da qualcuno «queo xe tutto mona» (che tradotto significa, più o meno: «che essere intelligente e superiore che è Vanni! Lui si che è avanti!»). Mi giro e inizio a dire «cari amici e colleghi, guardate la seguente frase», torno alla lavagna e scrivo: “Antonio andava a letto con una vecchia coperta di pelo.” Guardo la mia opera, sono compiaciuto di me stesso, la leggo ad alta voce... si, è proprio l'esempio di cui avevo bisogno. Mi giro di nuovo e continuo: «Ora guardate come un semplice, misero, insignificante e persino stupido punto può cambiare l'intero senso della frase». Prendo la spugnetta, cancello la “c” minuscola, la riscrivo in maiuscolo, aggiungo un punto... ed ora la frase diventa: “Antonio andava a letto con una vecchia. Coperta di pelo.” La pronuncio ad alta voce, soffermandomi dopo il punto per dare più enfasi, e mentre lo faccio guardo fisso in direzione di Antonio che continua ad aprire e chiudere la bocca, evidentemente non trovava niente da dire per controbattere il mio “teatrino”.
Quello che è seguito è stato uno scoppio di risa generali, c'è persino stato un applauso... ed io che mi sono inchinato due volte. Sembrava la scena di un film trash... povero Antonio, un po' mi è dispiaciuto per lui, ma sono certo che tra qualche tempo lui stesso racconterà questo episodio, magari cambiando “Antonio” con “Gianni”. E come dice Tonino Guerra: «Gianni, ma come cazzo fai a non essere ottimista!». Forse a ben pensarci l'intercalare “cazzo” non viene detta da Tonino Guerra, non sono molto forte con le citazioni. Ma penso che il senso fosse quello. [2]
[1] Ammetto di non aver detto proprio queste parole, ma ero talmente nervoso che qualcosa mi è scappato. [2] Il giorno dopo delle “Lezioni di punteggiatura” ho temuto davvero che mi licenziassero, non vi dico invece quanti colleghi mi volevano offrire il caffè, quanti sono venuti a stringermi la mano... e ovviamente sono ancora la che lavoro, e dire soprattutto dire vaccate! Altro che licenziato!
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