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Martedì, 3 Giugno 2003

Oltre settemila sfidano il maltempo a S . Lucia di Piave per il concerto di Pretenders e Deep Purple
Pulsazioni della lunga onda rock
Si replica il 4 a Bologna. Il 9 luglio a Conegliano la voce dei Led Zeppelin, Robert Plant

S Lucia di Piave
NOSTRO INVIATO

Dopo essere passati da Pavarotti e aver riempito il Forum di Assago i Deep Purple sono arrivati a S. Lucia di Piave in una grigia giornata di mezza pioggia che non ha fermato i fan più accaniti della famosa e storica rock band britannica. Il campo della fiera di S. Lucia ha visto questa volta solo poco più della metà dei tredicimila che lo affollarono un paio di anni fa, ma questo non ha ridotto l'entusiasmo dei fan di ogni età (giovanissimi e lupi grigi) venuti a riascoltare alcuni classici dell'hard rock.

Dopo un bel set dei Pretenders di Chrissie Hynde, che hanno aperto la serata, i Deep Purple hanno riportato l'atmosfera dalle ballate elettriche della Hynde al rude pulsare della sezione ritmica più "tosta" in circolazione con Ian Paice vera macchina da guerra alla batteria e Roger Glover degno complemento al basso. È questo il "motore" del rock, così passato di moda nelle produzioni contemporanee dove basso e batteria sono quasi sempre sostituiti da macchine o campionamenti.

Il clima è rilassato, Ian Gillan è molto più in forma e in salute che nel passato anche se la sua voce si scorda le alte vette di quando aveva vent'anni. Don Airey è diventato tastierista stabile dopo il forzato ritiro di Jon Lord infortunatosi e mai più totalmente ripresosi di vari acciacchi. Don è una vecchia volpe delle tastiere, convertito dalla musica classica al rock proprio dopo aver ascoltato Jon Lord in gioventù. Non ne ha il tocco cattivo e sporco, ma il suo stile più tecnico e pulito, che sfruttò bene con "Colosseum 2" ma anche con "Black Sabbath" e "Whitesnake" è ugualmente funzionale. «Qual è una canzone popolare tradizionale di queste parti?», mi chiede prima del concerto. Così su due piedi non mi viene in mente niente a parte "La biondina in gondoleta", «ma non mi pare il caso di propinarla a una folla di hardrocker», lo ammonisco. Airey tira fuori carta e penna, disegna dei righi musicali e ordina «cantamela che la trascrivo».

Così, se qualcuno dei presenti si sarà meravigliato di ascoltare nell'ultimo solo di Airey, oltre a citazioni da Puccini e dal tema di Guerre Stellari anche due strofe della "biondina", con la platea che ha cominciato a segnare il tempo a ritmo di valzer, sapete di chi è la colpa.

Il clima dei Deep Purple oggi è ben lontano dai litigi di un tempo. Ian prende in giro la gente con giochi di parole. Come ha fatto annunciando il titolo del nuovo album atteso per agosto. Difficilmente sarà "Bananas" come dichiara il loro sito ufficiale, e neppure "Nuts" (titolo sparato a Milano) o il lungo titolo a scioglilingua sparato l'altra sera. «In realtà non ne abbiamo ancora la minima idea», confessa Roger Glover.

Chiaro invece è il paio di brani inediti anticipato in concerto, una trascinante ballata rock chiamata "Haunted" e un classico tirato rock purple iano intitolato "I've got your number".

Trentacinque anni di attività appena festeggiati, i Deep Purple attuali sono più "intrattenitori" di una volta, con la chitarra di Steve Morse che eccede in fronzoli e americanismi e Gillan che gigioneggia.

Ma il repertorio ha alcune pietre miliari insostituibili e che mantengono il loro impatto ricordando che la band inglese ha rappresentato con Led Zeppelin, Who e Rolling Stones la vera "idea del rock" su cui si è poggiato il futuro del genere.

"Highway star" apre lo show, poi "Mary Long", brano minore degli ani Settanta tornato d'attualità come canzone contro la censura e il bigottismo. «Volevamo recuperare qualcosa di oscuro», dice Gillan presentando "I'm alone" che si lega a "Pictures of Home". Dai loro album più ascoltati ("In rock" e "Machine head") migliori arrivano veloci versioni di "Speed King" e "Lazy" mentre "I've got your number" precede un finale autocelebrativo condito con inevitabili improvisazioni, da "Perfect stranger" a "Smoke on the water", Space Truckin'" e i due bis "Hush" e "Black Night".

Poco più di una breve toccata e fuga, rispetto ai tempi del passato, ma va bene così. Ora in zona si attende un altro evento del rock storico, la voce dei Led Zeppelin, Robert Plant che promette di rileggere almeno sette brani degli Zep spalmati sul suo repertorio abituale. Avverrà il 9 luglio a Conegliano, in piazza Cima. Deep Purple e Pretenders saranno invece il 4 giugno a Bologna.

Giò Alajmo



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