

NICK:
Xipe Totec
SESSO:
m
ETA': 21
CITTA': Novi Ligure
COSA COMBINO: Lettere e Filosofia
STATUS: single
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STO LEGGENDO
Alcuni libri sulla storia aztecha.
HO VISTO
Gentlemen, welcome to Fight Club!
STO ASCOLTANDO
Oggi avevo voglia di sentire Meravigliosa di Francesco Renga e l' ho beccata in radio in tre stazioni diverse.... troppo un figo quell'uomo! Ma anche Robbie Williams non scherza  Canzone preferita: Dream On degli Aerosmith, ma anche Just Open Your Eyes dei Waterproof Blonde
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Oggi camicia rosa e viola e pantaloni bianchi.

ORA VORREI TANTO...
Uccidere qualcuno di morbidoso...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Già.... che sto studiando?
OGGI IL MIO UMORE E'...
Oggi sono volatili per diabetici...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
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Messaggio
di Xipe Totec da commentare:
Questo bellissimo scritto è opera del mio amico Andrea, e trae spunto da un nostro discorso abbastanza triste, su quando saremo vecchiotti e saremo contenti di esserlo. Su quando ci accontenteremo e ci sembrerà normale. Su quando provarci con quella al tavolo di fianco sarà un qualcosa "da pervertito"...
Vi sarà oscura per molti versi, ci sono troppi rimandi alla nostra amicizia, ma sarebbe un peccato non rendervene partecipi, per quel poco che può significare per voi. ----------------------------------------
Dimitri: Quanto tempo ci metterai secondo te? A trovare divertente il silenzio di un motel nelle ferie di agosto, mentre lei si trascina sudata i suoi anni migliori a te regalati in un pacchettino niente male, che lei sa fare, tu no, i pacchi li hai sempre tirati ma col nastro e la carta non ci sono cazzi che tengano, sei un cane. Non sarò lì a ricordarti che te lo avevo detto, appena 20 anni prima, appena un secondo fa perché sarò da qualche parte anch’io intento a disegnare case con la mia piccolissima metà, ridendo ricordando i colpi sordi della nostra gioventù. E allora? Quanti anni passeranno al bancone di un bar? Ridendo della nostra amara mezz’età, ridendo del tempo che corre, e “che coglioni eravamo da ragazzi, ti ricordi? Avevi sempre voglia di dire stronzate tu, avevi sempre voglia di fare l’amore, non importa con chi, non importa perché” E allora qualcosa dentro morirà, ma non si sa perché, non potrai saperlo, io comunque non lo saprò, sono sempre stato poco poetico come figura, ma morirà in quell’attimo, nell’attimo stesso in cui ti volterai, ci volteremo, anzi mi volterò - tu non sei mai stato buono ad abbordare – e per la prima volta mi sentirò un maniaco sessuale a farlo, ad attaccare bottone, con loro. Francesco: Lei è stata bella, non altro che mia Come quando scavi il pavimento marmoreo Di una rossa utopia “Solo tua, solo tua, sono tua Perché non sei come gli altri tu scrivi alle stelle Perché ti lascio i miei segni migliori Sulla pelle Perché ho tradito il tuo sguardo altre volte Ma non la tua mente, perché non mento” Lei era il sogno di un realismo imminente Ed è la prima volta che lego il mio pugno chiuso Alle sue parole, alle sue labbra ai suoi seni Ed è l’ultima volta che sento un amore dischiuso Dal profondo dei reni Amore mio, carnale, sfinito, sudato Amore mio derubato. Dimitri: E c’era una giostra infinita in quelle tue canzoni, nei miei disegni, nei nostri segni su un muro, la vita è stata una bella risata, anche se tu ridevi tanto del mio e poco del tuo, anche se non ho mai capito cosa ti spingesse anno dopo anno a innamorarti per forza come se fosse una malattia, un eczema inestirpabile dalla tua superficie cardiaca. E avevo voglia di un amore puro in una notte fredda, avevo voglia che mi si pigliasse a calci il cuore perché non so amare, non so parlare d’amore e di morte, se non per giocare. Inventarmi Dio, cadere dall’alto dei cieli per lo sgambetto vigliacco di un amore tradente, e inventarmi Dio e salire dal basso dei cieli per un amore soffrente. Ti prego dimmi che avremo di nuovo i vent’anni, i miei capelli pasticciati all’ossigeno i tuoi tre incisivi, ti prego dimmi che ho ancora il sorriso di quando ti dissi del mio cane morto di quando ti cambiavo il cognome per esserti amico. Sono un gran fico (ride tra sé e sé). Sarà domani sarà più tardi, piangeremo romantici la traversa di un pirla, piangeremo acustici il pareggio del Parma, piangeremo e tu non saprai neanche che cazzo c’è da piangere visto che a te del Parma in fondo non te ne è mai sfottuto un cazzo. E io saprò che la mia è una scusa, per piangere un poco, per fare una tragedia finta di una vera, per quella bionda del tavolo a fianco che non posso abbordare, dannazione mi fa respirare a un suo cenno di ciglia, dannazione mi fa disperare, potrebbe esser tua figlia. Francesco: Lasciami i mie fantasmi Ho dormito molto più lontano da qui Lasciami vagabondare la notte è distante Il giorno non può essere se non così E avevo voglia di un fragola e limone sul viale Di vederti smagrito e continuare a dirti maiale E avevo voglia di un sogno che mi facesse morire Avevo voglia di droga, di lotta di essere ucciso a Firenze E avevo voglia di niente forse in fondo è finita l’estate Ma ritorna presto il tempo è rotondo “come sta tua madre?” Avevo voglia di un bacio sincero dal suo accappatoio bianco Dici che sarò vecchio, dici sarò stanco.
Avevo voglia di dirti addio per sempre amico diverso Che la mia ideologia spezzasse in autunno la tua spina dorsale Di cancellare il tuo paesino sfottuto, dalla mia poesia Dalla mia follia. |
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COMMENTI:
Autore:
albicocca
( domenica 12 dicembre 2004, ore 15:23
)
commuove...e fa crescere un piccolo nodo in gola.Capisco.
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