

NICK:
Destiny
SESSO:
w
ETA': 17
CITTA': Omegna
COSA COMBINO: Istituto Tecnico Commerciale
STATUS: sistemato
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STO LEGGENDO
Tanti sms...Troppi sms...
HO VISTO
Crescere tante persone.Distruggersi altrettante. E ho visto per la prima volta cosa significhi vincere un mondiale. E amare qualcuno.
STO ASCOLTANDO
Il battito del mio cuore.
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Sexy virgin di notte...Trendy casual di giorno. Di sera fare in modo che nessuno mi spogli...
ORA VORREI TANTO...
Imparare a metterci il risucchio...vero Steee??? Ho imparato a metterci il risucchio.
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
io? Studiare? AhAh...ci ho messo un po’ ma l’ho capita...
OGGI IL MIO UMORE E'...
indovinate...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
1)

MERAVIGLIE
1)
2)
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Messaggio
di Destiny da commentare:
In un freddo venerdì pomeriggio di un ormai lontano febbraio, venne al mondo una piccola stella. Il cielo era sereno, quel giorno, così la bambina venne chiamata Serena. La piccola era stata molto desiderata dalla sua mamma e dal suo papà, e anche da tutti i parenti, che le volevano bene e la coccolavano. Intanto, fra le moine e i regali che di solito si adoperano per i figli unici, Serena cresceva. Sapeva dentro se che sarebbe rimasta figlia unica per sempre, e questo non le dispiaceva. Serena amava cantare. Amava la musica, e i “grandi” le facevano i complimenti, perché era una bimba proprio intonata. A quattro anni, Serena imparò a leggere e poco dopo a scrivere. Voleva diventare un’artista. Non importava in quale campo. Vedeva le bambine sue amiche che crescevano, a volte più in fretta di lei, a volte più lentamente. Le loro mamme facevano crescer loro i capelli, lei li aveva sempre tagliati corti. Gli anziani che non la conoscevano, insensibili, le chiedevano se fosse un maschietto o una femminuccia. Lei, con un sorriso, rispondeva dolcemente. E intanto, Serena, scoprendo le prime infatuazioni, cresceva. Le vacanze a Pietra Ligure, le piacevano particolarmente. Aspettava impaziente l’arrivo dell’estate, per andare a far visita ai nonni in Liguria. Serena era infatuata del mondo, non solo dei suoi “amichetti”. Avrebbe voluto ballare, la piccola. Ci provò, una volta, sul grande terrazzo dove aveva imparato ad andare in bicicletta senza rotelle, ma il risultato fu solo una rovinosa caduta. Serena divenne presto donna. Cresceva, diversa dalle altre, ma ancora non lo sapeva. A undici anni, viveva l’inizio della tipica crisi ormonale adolescenziale. Ma Serena era sempre felice. Il bicchiere, per Serena, era sempre mezzo pieno. A dodici anni, diede il suo primo bacio. Amava la vita, perché sapeva regalarle emozioni sempre nuove. Poi, un giorno, Serena conobbe il sesso. Fu allora che cambiò. Non si sa come, né precisamente quando. Vedeva le sue amiche farsi sempre più belle, mentre lei rimaneva sempre nell’ombra. Per nascondersi? O erano le sue amiche a nasconderla? Vedeva i ragazzi che cercavano sempre le altre. Li vedeva, mentre si baciavano, mentre si guardavano con occhi che parlavano una lingua a lei sconosciuta. Avrebbe voluto capire, Serena, che non era più piccola ormai; le sue forme si facevano sempre più femminili, e almeno in questo, la Natura con lei fu generosa. I capelli le crescevano e con essi anche il seno, non più acerbo, mentre la vita le si assottigliava e i fianchi si tornivano. Serena non se ne accorgeva se non per il fatto che ogni nuova stagione doveva acquistare abiti di taglie più grandi. Tutto ciò che sapeva fare era affogare nella sua musica. La musica classica, il suo primo vero amore. Un amore che Serena non ha mai dimenticato. Che cerca ancora, quando sa che questo è l’unica cosa che la potrà salvare dal naufragare nella vita. Serena imparò ad amare gli altri. Ma tuttora non ama se stessa. Finché non troverà nessuno disposto ad amarla, Serena non si amerà mai. Me l’ha sussurrato, stanotte, mentre nei miei sogni, la vedevo ancora una bambina felice. Quella bambina che correva a piedi nudi sulle spiagge liguri, all’alba. Che non piangeva di nascosto, guardando la fotografia di un altro amore finito. O magari mai iniziato. Serena, ora, appena prima di addormentarsi, parla con se stessa. Si riconosce solo per pochi attimi, poi si dimentica di esistere. Ogni tanto, guardando il sole, le torna in mente il mare, le lunghe corse sulla spiaggia deserta. Dove era orgogliosa di lasciare le prime orme della giornata. Perché le bastava poco per sorridere. Ora Serena ha quindici anni. Un amore impossibile. Una moto che potrebbe non partire più da un momento all’altro, ma lei non la vuole cambiare, perché ci è affezionata. Con quella moto ha avuto il suo primo incidente. Eppure, Serena vola ancora sul suo cinquantino malandato, incontro al tiepido sole primaverile. Ha la sua musica. I suoi diari, pieni di poesie e pensieri. Il suo cellulare, del quale crede di non poter fare a meno. Le sue lacrime, il suo buio, il suo letto. Un ragazzo che cerca di redimere (o educare) all’amore visto non solo come materialità. Il solito giro di amicizie e inimicizie. Ma nascosta, come nel vaso di Pandora, nel profondo del proprio cuore, Serena ha ancora la Speranza, con la lettera maiuscola. Che qualcuno, un giorno, riesca ad amarla. Ma Serena ha ancora tanta paura…
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