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raggioverde
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Messaggio
di raggioverde da commentare:
Oggi ho lavorato come interprete in un incontra tra alcuni rappresentanti dell' impresa responsabile della pubblicazione di 2 giornali, alcune riviste, una guida televisiva etc. e due donne da un' azienda di consulenza francese che voleva aiutarli a preparare un piano d'azione per il loro reparto pubblicitario. Quello che mi ha fatto impressione era il numero di volte che non riuscivano ad intendersi, che uno diceva una cosa, io la traducevo, e gli altri capivano qualcos' altro. E dopo invece di fornire chiarimenti o cercare di spiegarsi di qualche altro modo, soltanto si ripetevano. Poi c'erano anche le occasioni in cui si chiudevano, dicendo "questo è qualcosa che non possiamo farlo funzionare" senza la minima volontà di esaminare la possibilità contraria.
Oppure dopo una tentazione da parte degli altri di approfondire l'argomento, veniva fuori che avevano davvero qualcos' altro in mente!
E mi sono messo a pensare "ma che teste di musso siamo qualche volta!" Non sarebbe la vita molto più semplice, non sarebbero le intese un pò più facili se ci mettessimo a dire quello che intendiamo davvero, e se ci mettessimo un pò più di buona volontà? Non sarebbe meglio se cercassimo di capire un pò di più cosa sta dicendo la persona che abbiamo davanti o accanto invece di soltanto afferarci alle nostre convinzioni (che spesso mica ci chiediamo perchè le abbiamo)?
Non mi piace esporre troppo pubblicamente la mia vita sentimentale, ma l'unica ragazza che posso dire che l'ho veramente amata (anche se in effetti ci sono varie a cui voglio bene, e varie che mi hanno emozionato) aveva conquistato il mio interesse (definisco interesse come la voglia di cercare di arrivare a una relazione con lei, quindi qualcosa oltre la semplice attrazione) dicendomi tre cose. Una: "se ti piacerebbe uscire insieme qualche volta, fammi una telefonata" Due e Tre: (la prima volta che siamo usciti insieme) "Mi manca la comunicazione sincera" "Do molta importanza alla cortesia"
Insomma, diciamo quello che intendiamo davvero e anche quello che vogliamo sinceramente (vabbé, forse non bisogna portare la schiettezza a livello disgustoso) invece di immaginarci significati alternativi di quello che sentiamo, dire qualcosa per fare che si capisco qualcos' altro (o nascondere quello che sentiamo davvero o vogliamo davvero dire), o lasciarci trascinare dall' egoismo o dalle reazioni impensate.
"Perchè non parla il cuore direttamente perchè non sgancia un grido la solitudine senza scene senza fingere perche apparisca quale voce è vera? ma non ho parlato, nemmeno hai sentito tu" (-- da "La ragazza di Navarino") |
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