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adele
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CITTA': PADOVA - FIRENZE
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sono finita a Tombelle altro che centro!!
ORA VORREI TANTO...
nanne!!!!!!!!!
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
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OGGI IL MIO UMORE E'...
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di adele da commentare:
 È L’AMORE UN ARTE?
È l’amore un arte? Allora richiede sforzo e saggezza. Oppure l’amore è una piacevole sensazione, qualcosa in cui imbattersi è questione di fortuna? La gente non pensa che l’amore non conti. Anzi, ne ha bisogno; corre a vedere serie interminabili di film d’amore, felice o infelice, ascolta canzoni d’amore; eppure nessuno crede che ci sia qualcosa da imparare in materia d’amore. Questo atteggiamento si basa su parecchie premesse: la maggior parte della gente ritiene che amore significhi essere amati, anziché amare; di conseguenza, per loro il problema è come farsi amare, come rendersi amabili, e per raggiungere questo scopo seguono parecchie strade. Una preferita, soprattutto dagli uomini, consiste nell’avere successo, nell’essere ricchi e potenti quanto lo possa permettere il livello della loro posizione sociale. Un’altra, seguita particolarmente dalle donne, è di rendersi attraenti, coltivando la bellezza, il modo di vestire, ecc. Una terza via, seguita da uomini e donne, è di acquisire modi affabili, di tenere conversazioni interessanti, di essere utili, modesti, inoffensivi. Come dato di fatto, quel che la gente intende per essere amabili, è essenzialmente un insieme di qualità.
Una seconda premessa per sostenere la teoria che nulla v’è da imparare in materia d’amore, è la supposizione che il problema dell’amore sia il problema di un oggetto, e non il problema di una facoltà. La gente ritiene che amare sia semplice, ma che trovare il vero soggetto da amare, o dal quale essere amati, sia difficile. Un atteggiamento questo determinato da molte ragioni, legate allo sviluppo della società moderna. Una di queste è il grande cambiamento avvenuto nel ventesimo secolo riguardo la scelta dell’oggetto del proprio amore. Si è passati da un matrimonio contratto per convenienza, ed era opinione comune che il sentimento sarebbe nato in seguito, alla ricerca dell’amore romantico cioè dell’esperienza personale d’amore che dovrebbe portare al matrimonio. Questo nuovo concetto di libertà in amore deve avere largamente contribuito ad aumentare l’importanza dell’oggetto contro l’importanza della funzione. Strettamente legata a questo fattore è un’altra caratteristica della civiltà contemporanea, basata sul desiderio di comperare, sull’idea di uno scambio proficuo. La felicità dell’uomo moderno consiste nell’emozione di guardare vetrine di negozi, di acquistare tutto ciò che può permettersi, sia in contanti che a rate. Egli guarda la gente nello stesso modo. Per uno uomo, una ragazza attraente, e per una donna, un uomo attraente, sono gli oggetti della loro ricerca. Il senso della parola innamorarsi si sviluppa solo tenendo conto di queste qualità pratiche in quanto sono alla ricerca di un oggetto; l’oggetto potrebbe essere desiderabile dal punto di vista del suo valore sociale, e nello stesso tempo potrebbe volere me, considerando le mie caratteristiche interiori ed esteriori. A questo modo due persone si innamorano, certe di aver trovato sul mercato l’oggetto migliore e più conveniente, considerando i limiti dei loro valori di scambio.
Il terzo errore che porta alla convinzione che non vi sia nulla da imparare in materia d’amore, è la confusione tra l’esperienza iniziale d’innamorarsi e lo stato permanente di essere innamorati. Se due persone che erano estranee lasciano improvvisamente cadere la parete che le divideva, e si sentono vicine, unite, questo attimo di unione è una delle emozioni più eccitanti della vita. È ancora più meravigliosa e miracolosa per chi è vissuto solo, isolato, senza affetti. Il miracolo di questa intimità improvvisa è spesso facilitata se coincide, o se inizia, con l’attrazione sessuale. Tuttavia, questo tipo di amore è per la sua stessa natura un amore non duraturo. Via via che due soggetti diventano bene affiatati, la loro intimità perde sempre più il suo carattere miracoloso, finché il loro antagonismo, i loro screzi, la reciproca sopportazione uccidono ciò che resta dell’eccitamento iniziale. Eppure, all’inizio, essi non lo sanno; scambiano l’intensità dell’infatuazione, il folle amore che li lega, per la prova dell’intensità del loro sentimento, mentre potrebbe solo provare l’intensità della loro solitudine
LA TEORIA DELL AMORE AMORE: LA RISPOSTA AL PROBLEMA DELL ESISTENZA UMANA
Ogni teoria d’amore dovrebbe incominciare con la teoria di un esistenza umana. L’amore tra animali, o meglio, l’equivalente dell’amore, non è che puro istinto: istinto che agisce anche nell’uomo. Ma ciò che caratterizza l’esistenza dell’uomo è il fatto di essere emerso dal regno animale, dall’istinto. Quando un uomo nasce, viene sbalzato da una situazione ben definita, chiara come l’istinto, in una situazione incerta e indefinita. Vi è certezza solo per ciò che riguarda il passato e per ciò che riguarda il futuro, solo la morte è certa. L’uomo è dotato di ragione; è conscio di se stesso, della propria individualità, del passato, delle possibilità future. Questa coscienza di se stesso come entità separata, la consapevolezza della propria breve vita, del fatto che è nato senza volerlo e contro la propria volontà morirà; il senso di solitudine, d’impotenza di fronte alle forse della natura e della società, gli rendono insopportabile l’esistenza. Diventerebbe pazzo se non riuscisse a rompere l’isolamento, a unirsi agli altri uomini, al mondo esterno. Il senso di solitudine provoca l’ansia; anzi, è l’origine di ogni ansia. Essere soli significa essere indifesi, incapaci di penetrare attivamente nel mondo che ci circonda; significa che il mondo può accerchiarci senza che abbiamo la possibilità di reagire. Il profondo bisogno dell’uomo è il bisogno di superare l’isolamento, di evadere dalla prigione della propria solitudine. L’uomo di qualsiasi età e civiltà è messo di fronte alla soluzione di un eterno problema: il problema di come superare la solitudine e raggiungere l’unione. Le soluzioni sembrano molteplici ma in realtà solo limitate, e sono soltanto quelle proposte dall’uomo nelle varie civiltà in cui è vissuto e sempre più intenso diventa il bisogno di trovare nuove vie per superare la separazione. Un modo per raggiungere questo scopo consiste in tutte le forme di stato orgiastici. Questi si possono manifestare in uno stato di trance raggiunto artificialmente, con l’aiuto delle droghe. Molti riti delle tribù primitive offrono un quadro vivido di questo tipo di soluzione. In uno stato di esaltazione fittizia, il mondo esterno scompare, e con esso il senso di separazione. Finché questi riti sono praticati collettivamente si raggiunge un esperienza di fusione col gruppo, il che rende la soluzione efficace al massimo. Strettamente collegata, e spesso fusa con essa, è l’esperienza sessuale. L’orgasmo sessuale può produrre uno stato simile a quello provocato dal trance, o dall’effetto di certe droghe. Le orge sessuali collettive facevano parte di molti riti primitive. Sembra che dopo l’esperienza orgiastica, l’uomo riesca ad andare avanti per un certo tempo senza soffrire troppo la propria separazione. Poi, lentamente la tensione dell’ansia aumenta, ma viene di nuovo mitigata dalla ripetizione del rito. Ben diversa è la stessa soluzione scelta da un individuo in una civiltà che ha lasciato dietro a sé queste pratiche. L’alcoolismo e la tossicomania solo le forme alle quali l’individuo ricorre in una civiltà non orgiastica. Contrariamente ai riti proposti da un intera comunità, quelli individuali sono caratterizzati da un senso di colpa e rimorso. L’uomo tenta di fuggire all’isolamento rifugiando nell’alcool e nelle droghe, ma si sente ancora più solo quando è finito lo stato di ebbrezza, e di conseguenza è spinto a ricorrervi con sempre maggiore frequenza e intensità. Leggermente diverso da questa soluzione è il ritorno a una soluzione sessuale. Entro certi limiti, è un modo naturale e normale di superare la separazione, è una soluzione parziale al problema dell’isolamento. Ma in molti individui per i quali la solitudine non può essere superata in nessun modo, la ricerca dell’orgasmo sessuale assume una funzione che li rende non molto diversi dagli alcoolizzati e dai tossicomani. Diventa un tentativo disperato di sfuggire all’ansia suscitata dalla separazione e il suo risultato è un sempre crescente senso d’isolamento, poiché l’atto sessuale, senza amore, non riempie mai il baratro che divide due creature umane, se non in modo assolutamente momentaneo. Tutte le forme di unione sessuale hanno tre caratteristiche: sono intense, e perfino violente; coinvolgono tutto l’essere, mente e corpo; sono periodiche e transitorie. Vale invece l’opposto per quella forma di unione, che è la soluzione più frequente scelta dall’uomo nel passato e nel presente: l’unione col gruppo, il condividerne costumi, usi, pratiche e credenze. In una società primitiva il gruppo è esiguo; consiste di coloro coi quali si divide anima e sangue.
(Erich Fromm - L'Arte D'Amare) |
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