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di ecce_ da commentare:
IL SACRIFICIO DI UN GIUSTO
Massimo Gramellini
NESSUNO mai ci dirà cos'abbia pensato il dottor Nicola Calipari mentre offriva il proprio corpo ai proiettili degli «amici» americani per proteggere quello di una giornalista che nei suoi articoli non era stata certo tenera con gli 007 al soldo dell'imperialismo occidentale. Chissà se avrà colto per un attimo la tragica ironia della sorte che stava facendo di lui un potenziale eroe dei pacifisti e una prova della brutalità della guerra agli occhi dei sostenitori dell'intervento armato. Ci piace immaginare che nel suo istinto di protezione verso la donna che aveva appena sottratto ai rapitori ci fosse un riflesso del sentimento per la famiglia e la patria lontane. Ma senza retorica, con la semplice inesorabilità che certi gesti assumono quando a compierli è un uomo giusto. I giusti sono più grandi degli eroi. Spesso fanno lavori antipatici e oscuri, aggirandosi fra le ambiguità della vita come Schindler, Perlasca o il capitano Ultimo. Non agiscono in nome di un'ideologia e neppure sulla spinta di un coraggio tanto estremo da rasentare il fanatismo. I giusti obbediscono soltanto alla legge naturale che nel momento della scelta grida loro di comportarsi da essere umani. Al dottor Calipari si dedicheranno aggettivi e piazze, ma il monumento più luminoso sarebbe la riconoscenza delle migliaia di persone che sfilarono un paio di settimane fa per le strade di Roma senza una sola bandiera italiana fra le mani per chiedere che Giuliana Sgrena ritornasse a casa viva. Essi non lo sapevano, e neppure lui,ma è stato proprio un funzionario di quello Stato da cui non si sentivano rappresentati a raccogliere le loro parole e a tramutarle in gesto. Forse i gesti dei giusti non rivoluzioneranno il mondo, intanto però un poco alla volta lo migliorano. Ieri per un attimo l'Italia è sembrata una nazione. Un patriottismo sobrio si leggeva persino sui volti internazionalisti dei colleghi del «manifesto» e su quello solitamente in maschera del primo ministro, ispirandogli parole non servili all'indirizzo degli americani. I quali, bontà loro, hanno espresso rammarico. Ma non ci si rammarica mai abbastanza per la morte di un giusto. Qualcuno dovrà pur rendersene, e renderne, conto. |
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