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di sally da commentare:
Pet-therapy
Una bambina autistica che "giocando"col gattino lo sbatte al muro o gli stringe la testina con le sue mani forti e inconsapevoli; un alcolista che compra un cucciolo di cane e poi lo lascia crescere perennemente alla catena, nemmeno lunga come previsto dalla legge, senza mai una carezza, un gioco, una passeggiata; un tossicodipendente che si fa comperare dai genitori un alano da esibire agli amici e forse a se stesso come elemento sostitutivo alle proprie fragilita', poi lo tiene sempre chiuso in casa in una stanza. Questi sono alcuni casi in cui vengono affidati animali da compagnia a scopo terapeutico quando in realta' si rivelano essere veri e propri casi di maltrattamento di animali previsti dalla legge 473/93 che modifica l'art. 727 del C.P. Non dimentichiamoci di quell'idea davvero peregrina del "cane spazzino" di cui si parlo' tempo fa ed esibito in TV. Una sorta di delega all'animale di risolvere il problema degli sporcaccioni e, preconizzando gia' l'assenteismo ingiustificato degli operatori ecologici. Almeno in quel caso il buon senso ha prevalso: e' necessaria una forte "attenzione" ai propri fallimenti. L'uomo sembra teso a delegare agli animali la soluzione, o gran parte di essa, ai problemi che egli stesso crea. I disturbi del comportamento e i disagi mentali hanno radici lontane, ma e' inconfutabile che oggi nella graduatoria delle "malattie del progresso" sono posizionate ottimamente. Gli animali sono ammessi in ospedale . Anzi, sono richiesti. A Padova hanno deciso, i sapienti medici-scienziati che dirigono l'ospedale, che maiali, oche, conigli, cani, gatti, ecc. circolando nelle corsie esercitano una influenza benefica e terapeutica sui pazienti, soprattutto sui bambini. Ogni qual volta si parla degli animali "amici dell'uomo", utili cioe' a qualcosa d'altro che a fornire bistecche o a far da bestie da soma, o da cavie o da giullari nei circhi e nelle fiere, ogni qual volta che appaiono notizie su come gli animali aiutino i ciechi, o i disabili, o i malati psichici, si avverte dai giornalisti o da chi riferisce, un curioso spirito paternalistico. Par che dicano: " in fondo questi esseri inferiori possono far parte del nostro mondo, ovviamente sotto la nostra tutela e controllo". Sembra che per essi, forse per molti altri, l'essere utile al benessere materiale, innalzi almeno un poco di dignitą di questi esseri schiavi, ne giustifichi almeno in parte l'esistenza. Comunque li rende degni della nostra benevolenza. Tornando all'ospedale di Padova, la notizia e' demenzialmente assurda. Assurda perche' la premessa necessaria della terapeuticita' della relazione uomo-animale e' un rapporto sufficientemente libero e armonioso. Vi immaginate quei maialini, cani, gatti, conigli, papere, strappate a forza dai loro truogoli o aie, insomma di loro ambienti di vita, e portati di peso in corsia, in pavimenti artificiali, tra odori di medicinali e di malattia, e fetori umani? Gli faranno una disinfezione e disinfestazione perche' diventino asettici animali giocattoli? Che buontemponi questi medici e che utili idioti quelli che prestano il loro facile entusiasmo per queste trovate! E' paradossale e schizofrenico pensare che dei bambini possano avere un salutare rapporto con gli animali e chiedere al contempo di vederli gioire nel vederli dietro le sbarre dello zoo o sollecitati con pungoli elettrici a saltare nell'arena del circo. A meno che per terapeutico ed educativo non si intenda un rapporto che consoli e diverta durante la degenza ospedaliera e coltivi ad un tempo atteggiamenti di indifferenza e sadismo. Quegli zelanti medici che gridano al miracolo nello scoprire che la vicinanza con il mondo animale giova alla salute dei loro pazienti si sono pronunciati ed impegnati come al solito alla medicina di rimedio e non di prevenzione.
Vegano č meglio Sul nostro pianeta 2 milardi di persone malnutrite versano in condizioni di estrema poverta' e 7,5 milioni di uomini, ogni anno, muoiono di fame. I paesi industrializzati impiegano ben 2/3 della loro produzione cerealicola per l'allevamento del bestiame e si accaparrano le terre migliori del terzo mondo per coltivare cereali destinati agli animali da allevamento. Se tutti i terreni coltivabili della Terra venissero utilizzati per produrre cibo vegano(o vegetariano), si potrebbe sfamare una popolazione 5 volte superiore a quella attuale, risolvendo il problema della fame nel mondo. I miliardi di animali di allevamento vivono la loro breve esistenza in condizioni atroci, costretti in box e gabbie e utilizzati come macchine per produrre. Per loro, la macellazione e' l'ultimo atto orribile di una sequenza di atrocita', compiute all'insegna delle "sacre" tradizioni culinarie, quando e' accertato che il notevole consumo di carne, tipico della nostra alimentazione e' una delle cause principali di malattie cardiovascolari e tumorali. Per questi esseri, vittime di tante ingiustizie e quotidiane violenze, puoi fare sicuramente qualcosa. Commuoversi non serve, vegano(o vegetariano) si puo'.
Riflessione
"Nessuno pensa che i maiali desiderino morire. Il maiale sente il desiderio di vivere e il dolore per essere ucciso esattamente come gli esseri umani; l'unica differenza e' che non puo' dirlo a parole. Le grida dei maiali mentre vengono uccisi sono terribili. Si dice che sembrino grida umane. Con esse i maiali comunicano un grandissimo timore. Recentemente un manzo che veniva portato al mattatoio si imbizzarri' quando giunse abbastanza vicino da sentire le voci angosciate degli animali. Esso fuggi' attraverso la citta' come un prigioniero condannato a morte. Il suo improvviso desiderio di liberta' indusse tutti, persino l'autista del furgone della morte, a una pausa di riflessione. Era giusto mandare a morire un animale che desiderava disperatamente vivere? Forse si poteva fare un eccezione e risparmiarlo. Ma che dire degli altri? Non hanno tutti gli stessi sentimenti? Se si deve rispettare la resistenza, la mancanza di resistenza conferisce un diritto di uccidere? Noi sappiamo che cosa vuole il manzo: esso vuole vivere. Non vuole sacrificare se stesso per nessunissima ragione. Quando gli esseri umani rifiutano di infliggere dolore ad altri esseri umani, e' senza dubbio perche' suppongono che essi sentano. Noi rispettiamo i limiti fisici di un'altra persona non perche' puo' pensare, ne' perche' puo' ragionare, e neppure perche' puo' parlare, ma perche' puo' sentire.........Esattamente come un animale. |
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