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NICK: il_poetO
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ETA': 20
CITTA': Around Cittadella. Onara nolla conosce nisciuno.
COSA COMBINO: Lettere e Filosofia
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STO LEGGENDO
Sigmund Freud - Il Sogno, Also Spracht Zaratustra - Nietzsche, Poesie - Andrea Zanzotto (2a volta), Il Garofano Rosso - Vittorini, i due manuali di storia contemporanea.


HO VISTO
La Città Incantata, Shrek 2, Fuoco Cammina con Me, L’ora di religione.


STO ASCOLTANDO
The Future Sound Of London, Mark Hollis, Mouse on Mars, Flaming Lips, Sonic Youth.


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Nu ginz e ’na maglietta.


ORA VORREI TANTO...
Guardare la capovolta del cielo.


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Storia contemporanea, Letteratura contemporanea, Filmologia.


OGGI IL MIO UMORE E'...
So, why so sad?


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




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Messaggio di il_poetO da commentare:

Theodore Adorno, in "Il carattere di feticcio in musica", prendendo spunto
dal "Capitale" di Marx, rivela l'inautenticità della musica nell'era del
capitalismo. Ogni opera, sia questa classica, jazz o popolare, è soltanto il
feticcio, la vestizione esteriore di un oggetto di mercanzia, veicolo di
scambio economico e quindi di guadagno. Con le tecnologie di riproduzione e
di diffusione di massa, la musica viene ridotta a sottofondo pubblicitario e
a cavallo di troia allo scopo di spingere fette disparate di consumatori
all'acquisto dell'oggetto LP, CD, MC, oppure di merchandising inerente.
L'ascoltatore quindi, anche se convinto di appartenere a un'elite
musicofila, non è altro che un atomo dell'enorme massa di consumatori che il
mercato della discografia cerca via via di creare e saturare. Senza
considerare la musica più commerciale (Adorno considerava -visti i tempi-
massima manifestazione di musica "capitalistica" il jazz, soprattutto da
ballo, be-bop etc, che con i suoi ritmi frenetici crea reazioni compulsive
negli ascoltatori, costringendoli, in parole povere, a battere il tempo e a
ballare, togliendo ogni autenticità all'ascolto individuale, e a un
livellamento quindi), basti pensare ai miti che si costruiscono
continuamente attorno alla musica classica, a partire dai direttori
d'orchestra, proseguendo poi per i solisti famosi, alla ricerca di
quell'esecuzione perfetta, che, attraverso il "si dice, si narra"
(Heidegger) crea aspettativa e attenzione nel pubblico verso determinate
esibizioni pubbliche e registrazioni. In questo meccanismo, l'autenticità
della musica di un Beethoven viene meno, perché anche il più esperto
conoscitore dell'autore, soggiogato dalla catena del "passaparola
commerciale" si dirigerà verso prodotti e manifestazioni più "pompati",
rientrando in pieno diritto nel maccanismo della musica commerciale.

La nascita dell'mp3 e la diffusione attraverso canali di distribuzioni
anarchici e totalmente liberi quali il P2P, ha svincolato per la prima volta
nell'epoca capitalista contemporanea la musica dal suo supporto-prodotto.
Con la musica riprodotta attraverso un non-supporto digitale è impossibile
attuare un processo feticistico, di vestizione, del prodotto commerciale
comunemente inteso, ossìa, come dicevo prima, dell'oggetto LP, CD etc. La
"grande macchina" (e non solo musicale) comprendendo la forza eversiva del
formato e della distribuzione digitale, ha prima cercato uno scontro legale,
per poi, secondo una naturale evoluzione che le è propria, tentare di
inglobare anche questo potentissimo canale di distribuzione, con la vendita
a peso, o a tempo, o dei supporti digitali stessi. Ipod, Itunes etc, sono
prodotti commerciali specifici concepiti per vestire feticisticamente il
flusso di bit digitale; non sono altro che le prime manovre reazionarie per
"istituzionalizzare" l'innato potere rivoluzionario dell'mp3 e della sua
distribuzione "free" via internet.
Rivoluzionario perché un mezzo che potenzialmente possa raggiungere
miiliardi di persone in tempi brevissimi, senza la necessità produttiva e
riproduttiva di un qualsiasi supporto fisico, potrebbe far crescere una
generazione di Artisti con il virginale e sincero scopo di produrre musica
per la Musica, con tutta la conseguente carica eversiva e critica nei
confronti della realtà che è propria dell'arte quando essa si manifesta
sinceramente: e sarebbe quindi la prima concreta possibilità di
realizzazione di quanto teorizzato da Benjamin nel suo "L'opera d'arte
nell'epoca della sua riproducibilità tecnica".
Saluti.

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