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Kiyoaki
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ETA': 31
CITTA': Metropolis
COSA COMBINO: passeggio nella mente
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di Kiyoaki da commentare:
 Il vantaggio di abbandonare la città natale all'età di 10 anni, è che si hanno abbastanza ricordi per ricostruire i luoghi dell'infanzia ma al tempo stesso, i ricordi sono privi di quella nitidezza che assume, reale o artefatta, la memoria di eventi dell'età adulta. Intendo gli esistenti anch'essi come eventi, dato che un luogo altro non è che l'azione dei sensi che lo osservano, è l'essere lì in quel momento, in quello stato d'animo, per determinate ragioni. Ricordo nella mia mente di bambino un grosso sasso, appena fuori dalla scuola. La città era molto piccola, pur essendo capoluogo di provincia. La scuola era la succursale di una scuola molto piccola di una città molto piccola. C'erano una prima, una seconda, e così via fino alla quinta. Un edificio basso, ad un solo piano, che confinava con altri simili, un po' più grandi. Era un piccolo campus scolastico senza troppe pretese, penso che complessivamente ci fossero meno studenti di quanti ce ne siano in una qualsiasi scuola superiore di PD. Però, la quantità di prati attorno a questo agglomerato di piccole scuole senza pretese era superiore a tutti gli appezzamenti di verde di tutte le scuole di PD messe assieme. Penso anche si possa parlare di "doppio" o "triplo". Piantato in mezzo a questa distesa verde, anch'essa a modo suo senza pretese, troneggiava, pur senza pretese, questo masso. Un bambino di 7 - 8 anni ci si poteva arrampicare senza troppa difficoltà, e così si faceva nell'intervallo, che si svolgeva rigorosamente all'aperto, quando la stagione lo permetteva. Si era in pieno periodo di psicosi droga, era il post '77, e nelle piccole città senza pretese, dove non succedeva gran che, gli eventi del resto d'Italia arrivavano come onde che avevano perso la loro energia strada facendo. Però a scuola, i bambini parlavano, come è giusto che fosse. Alcuni di noi, quelli con i genitori più prudenti e maggiormente esperti delle "cose del mondo", erano invitati a prestare attenzione a una serie di cose, tra cui ad alcuni "ragazzi più grandi" che ti aspettavano fuori da scuola, ti regalavano dei francobolli che se li leccavi poi non potevi più farne a meno. La cosa si posò delicatamente nel mio cervello di bambino portato all'esercizio della fantasia, mi immaginavo questi francobolli, questi "ragazzi più grandi", arricchivo lo scenario di nuovi dettagli, mano a mano che gli amici bene informati ci fornivano nuovi dettagli. Siringhe, visioni spaventose, foglie magiche, personaggi che si muovevano col favore delle tenebre, che emergevano alla luce per fare nuovi adepti, e portarli poi con sé nel mondo ctonio dei drogati... Così, un pomeriggio, credo fosse vicina la fine delle scuole, stavo andando a trovare un amico che abitava nei pressi della scuola. Passando vicino al masso, quello senza pretese, vidi alcuni "ragazzi più grandi" seduti sopra il masso e uno di loro mi chiamò. Istintivamente mi diressi verso di loro, ma improvvisamente, la mia immaginazione reclamò la sua parte, e ricordai tutte le storie su alcuni "ragazzi più grandi", e così corsi via a gambe levate e tornai a casa. Eccitato più che sconvolto. Allora era vero!! Raccontai a mia madre quello che avevo visto e lei si mostrò molto interessata al mio racconto, ma non gli diede più importanza di quando vidi volare degli oggetti nella casa delle streghe dietro al macello, o di quando vidi una volpe rabbiosa nel cortile di casa, anche se questo evento fu poi suffragato dalla testimonianza di alcuni vicini di casa. Mi piace riconoscere in questo ricordo, nitido ma non troppo, il mio primo contatto con il mondo della droga. Qualcuno direbbe che la droga fa bene, e sinceramente non mi sento di dargli torto. Anzi, fottendomene dei distinguo, non posso che dargli ragione. Un vescovo e un barone inglese rimproverarono a Goethe l'ondata di suicidi seguiti alla pubblicazione del "Werther". La risposta, da par suo, fu:"Il vostro sistema commerciale ha provocato e provoca in continuazione migliaia di morti, potrete perdonarne qualcuno al mio libro, no?"

...occhio agli spacciatori, occhio agli zuccherini |
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( lunedì 9 maggio 2005, ore 09:11
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