

NICK:
il_poetO
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ETA': 20
CITTA': Around Cittadella. Onara nolla conosce nisciuno.
COSA COMBINO: Lettere e Filosofia
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STO LEGGENDO
Sigmund Freud - Il Sogno, Also Spracht Zaratustra - Nietzsche, Poesie - Andrea Zanzotto (2a volta), Il Garofano Rosso - Vittorini, i due manuali di storia contemporanea.
HO VISTO
La Città Incantata, Shrek 2, Fuoco Cammina con Me, Lora di religione.
STO ASCOLTANDO
The Future Sound Of London, Mark Hollis, Mouse on Mars, Flaming Lips, Sonic Youth.
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Nu ginz e na maglietta.
ORA VORREI TANTO...
Guardare la capovolta del cielo.
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Storia contemporanea, Letteratura contemporanea, Filmologia.
OGGI IL MIO UMORE E'...
So, why so sad?
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

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di il_poetO da commentare:
I
Un invito, un temporale, ed è bastato, camminando da un’ala all’altra della casa: “bella” dicevo, distratto –i tuoi fianchi spingevano i miei nell’intento di trascinarsi l’un l’altro alla pari- varcato il limitare della stanza, sostando ognuno nel suo quadro di finestra, cornice, teca che teme la voce dei tuoni: e sublima (nel presente il ricordo si fa oggetto) l’odore acido di polvere e pioggia, ed è subito storia, l’asfalto: corso Capitello –lo vedi- è un segmento fra due curve, lo puoi misurare a passi, scordandoti del tempo, mentre, scese le scale, mi scopro in terra, e tu al riparo fra gli archi. Ti sei offerta con un bicchiere d’acqua: -tutta questa pioggia- hai detto -non mi scivola di dosso- eppure non ti sfiorava la tempesta; la casa era un guscio di pareti screpolate, e s’è fatta poi, giudice ineffabile e censore; ma lì ci metteva al muro, lì -con in mano i nostri nomi, facce in alto alle luci della strada.
II
Lo spazio si spoglia, si libera del tempo, non varca la soglia lo sguardo; di là tutto tace allo zero assoluto, non segue un poi, nessuna azione alcuna reazione, non fonde il ghiaccio nel the, rimane la luce aggrappata al soffitto: e a noi aderiscono macerie di foderi viola. Qualcuno è morto, si fa calda l’occasione: dici qualcosa a proposito del letto, mórmori che la morte la si affronta con la lingua; contraggo i muscoli, le dita dei piedi e ricominciano a cadere cose, staccarsi le spine.
III
Qui ti conosco la veste cubista, di mille volti vestita -e la compassione- dici –è nel dolore- e ti fai catena: -in amore- ripeti –indossa la benda; nessuno là fuori passeggia né scosta tendine, nessuno lavora o muore o respira: tutto sta nell’attimo che ci divide- I giorni, in lamenti, ti spogliano un poco alla volta; sul volto, i segni, trascinano a turno una madre, un’amante, un notaio oculato, la mendicante: rappresenti –e te ne accorgi distratta allo specchio- l’idea che non sei e non sai. |
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