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Ogni anno nel mondo vengono uccisi 2 milioni di gatti e cani per farne pellicce. Un gatto vale da 1 a 3 dollari. Un pastore tedesco 9 dollari. Per confezionare una pelliccia servono dai 18 ai 24 gatti. Per quelle di cane si arriva a 12 animali. Una società cinese ha ammesso di aver venduto fra gennaio e marzo del '98 40 mila capi di cane e gatto.
Arrivano dall’Asia e vengono vendute con etichette equivoche. In realtà sono pelli di pastori tedeschi e gatti scuoiati vivi. L’Italia? Non ferma l’importazione.
Un pastore tedesco scuoiato vivo: così la pelle è più pregiata. Un pastore tedesco che cerca disperatamente di sfuggire a un coltello. Ma una mano lo tiene fermo e l’arma gli apre una zampa. Il povero cane guaisce, cerca di ribellarsi ma il coltello affonda nella pancia, gli attraversa tutto il corpo. L’animale si torce nell’agonia, cade in un lago di sangue. E in due minuti, ancora vivo, diventa una pelliccia. Un ragazzino cinese tiene in mano un soriano impiccato nel suo cappio di ferro. Lo esibisce come un trofeo. Sorride soddisfatto, apre la gabbia vicino, lega la corda al collo di un gattone rosso che gli va incontro con la coda alzata e soffoca anche lui. Poi li scuoia entrambi. "Massacri autentici, gli animali vengono quasi sempre scuoiati vivi": Rick Swain, uno degli investigatori, è sconvolto. "Cani e gatti sono allevati in piccole aziende o addirittura in famiglia.
Li fanno vivere al freddo perché la loro pelliccia cresca meglio. Poi, in primavera, li squartano. Una pelle di gatto vale da 1 a 3 dollari, quella del vostro pastore tedesco può arrivare anche a 9".
Le parole e l’orrore di Swain e dei suoi compagni hanno piegato gli Stati Uniti, che il 13 ottobre hanno approvato un disegno di legge che vieta il massacro, dunque l’importazione di pelli di cane e di gatto. Rimane aperta una voragine: quella dell’Europa. La gran parte delle pelli arriva in Germania, Francia, Italia. I filmati parlano. Stanze e stanze dove migliaia di pelli dondolano appese: gatti rossi, i più pregiati, gatti soriani, i più dozzinali. Continua Swain: " più di una volta abbiamo sperato che fosse un’allucinazione. Purtroppo ci siamo accorti che era tutto vero: alcuni gatti nel laboratorio si muovevano ancora". Gatti senza testa "perché una delle coperte più richieste all’estero è proprio quella fatta di teste e orecchie di felino".
Del resto per una pelliccia di gatto servono dai 18 ai 24 animali. Per un cappotto quattro o sei, per il risvolto di un piumino niente: si preferisce il cane. Killer, compratori, mediatori intervistati dagli americani sono stati prodighi di dettagli. Alcuni hanno confessato di aver in magazzino perfino 100 mila pelli di cani e di gatti. Il commercio più florido? Soprattutto con le grandi capitali d’Europa. E’ stato intercettato un carico diretto verso la Repubblica Ceca: 5.329 chili di giacche confezionate con gatto domestico per rifornire l’esercito. Una nave cinese diretta in Italia è stata messa sotto sequestro per mancanza delle necessarie autorizzazioni.
L’Italia è la vergogna più ingiustificata. La nostra legge ormai punisce e colpisce chi maltratta o uccide un animale. Peccato che l’11 settembre il ministero del Commercio con l’estero abbia risposto così a un’interrogazione della verde Anna Maria Procacci che chiedeva il divieto di acquistare pelli di gatti e di cani: "Dal punto di vista delle regole internazionali non vi sono disposizioni che ne vietino le importazioni". Sostiene inoltre di trovarsi di fronte all’ennesima campagna di movimenti animalisti contro l’Associazione italiana dei pellicciai. Del resto, continua il documento firmato dal sottosegretario Mauro Fabris (che intervistato ritiene di non aver avuto sufficiente documentazione dalla Lav, ma che in compenso deve averne ricevuta molta dall’Associazione italiana pellicciai, citata in continuazione nel documento) Per adesso, facendo un giro nei negozi di sport si incontrano facilmente cappelli sospetti, risvolti di piumini, cappucci e maniche, giacche e pellicce troppo "soriane". Insomma, per chiunque compri capi foderati o adornati di "vera pelliccia" (come è scritto sulle etichette) oggi il dubbio è legittimo: il sangue di un cane o di un gatto è compreso nel prezzo. L’inganno per chi compra si nasconde anche sotto nomi come: "Mountain cat", "Asian wolf", "Dogue du Chien". Ma attenzione soprattutto ai piccoli animali-giocattolo foderati di strano pelo: è quello di cucciolo di pastore tedesco. Ultimo commercio di grande successo. Moltissimi sono i nomi delle aziende italiane coinvolte negli acquisti e nelle vendite di queste pellicce. La Lav indaga da molti mesi in Lombardia, Piemonte, Toscana, Liguria, Veneto e Sicilia con possibilità di analisi molto difficili. Anzi impossibili. Che i pellicciai e le loro tagliole fossero molto potenti si sapeva. Non fino a questo punto. Un successo c’è stato, uno per tutti. Davanti a un parka comprato in un mercato romano, il laboratorio di analisi dell’università di Tor Vergata ha stabilito: "Trattasi di Canis familiaris". Del resto, tra tante bugie qualcuno che racconta la sua verità si è trovato. Gerolamo Groppello, amministratore delegato dell’azienda Pellimport, ha infatti confessato tranquillamente: "Io le pelli di cane le ho sempre comprate. Che male c’è? Lo fanno tutti. Il cane si lavora al tavolo, si attacca insieme pezzo per pezzo. Ha presente le piastrelle dei bagni? Oggi però non compro più queste pelli. Perché è troppo impopolare e perché non servono a molto". |
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