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"No se màgna oca" è un detto trevigiano usato (naturalmente a suo tempo) dalle ragazze per allontanare pretendenti. Ma noi parliamo dell'oca che in questo periodo comincia ad essere protagonista in tavola. L'oca, volatile che si identifica con il suo fegato, ricorda da sempre momenti di grande convivialità, per chi ama stare a tavola e la tradizione trevigiana è quella dell'oca col sedano. Infatti questo è il periodo delle fiere di San Luca e l'oca arrosta è il piatto della tradizione gastronomica trevigiana per il periodo freddo. Protagonista delle aie delle campagne con i primi freddi l'oca finiva in "tecia" e le piume utilizzate per preparare i piumini in vista dell'imminente freddo. Oche che venivano portate a pascolare nel corso dell'estate e prima di essere uccise strette in serragli, sottoposte a cura "anti-linea" per essere grasse e ingrossare il fegato da sempre prestigioso. E nella nostra cucina l'oca trova un posto di rilievo, forse grazie anche ad un territorio ricco di acque, tra canali e fiumi così il volatile è sempre stato presente prima nei cortili e poi sul piatto. Ora nelle aie viene meno visto che ci sono capannoni e non cortili. Ma in tavola è pregiata e richiesta: è il suo momento e dei buongustai. Oca arrosta in tavola (ma non si disdegni quella lessa) alle fiere di S. Luca è tradizione ed appositi stand propongono la degustare solo di oca come si moltiplicano le cene a tema in tanti ristoranti in provincia e in città come alle Beccherie dove è il piatto del menù stagionale. E a Treviso poi da giovedì 16 a domenica 19 saranno quattro giorni dedicati all'oca con la 6. edizione dell'Ocalonga proposta sulle mura a Santi Quaranta, dove sarà allestito un apposito e grande stand, dalla "Congrega per il recupero delle tradizioni trevisane" con un programma che prevede cene preparate da chef come Lorenzo dell'Antica Torre (giovedì), Celeste e Toula (venerdì) in onore ad Alba Di Pillo Campeol. Quindi gli appuntamenti di sabato e domenica quando ci sarà anche l'allestimento di una fattoria con animali da cortile e la passeggiata fra i castagni con le oche. E dopo una bella mangiata di oca? Magari una bella dormita su un piumino di penne d'oca.
Michele Miriade |
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