

NICK:
Xipe Totec
SESSO:
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ETA': 21
CITTA': Novi Ligure
COSA COMBINO: Lettere e Filosofia
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STO LEGGENDO
Alcuni libri sulla storia aztecha.
HO VISTO
Gentlemen, welcome to Fight Club!
STO ASCOLTANDO
Oggi avevo voglia di sentire Meravigliosa di Francesco Renga e l' ho beccata in radio in tre stazioni diverse.... troppo un figo quell'uomo! Ma anche Robbie Williams non scherza  Canzone preferita: Dream On degli Aerosmith, ma anche Just Open Your Eyes dei Waterproof Blonde
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Oggi camicia rosa e viola e pantaloni bianchi.

ORA VORREI TANTO...
Uccidere qualcuno di morbidoso...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Già.... che sto studiando?
OGGI IL MIO UMORE E'...
Oggi sono volatili per diabetici...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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MERAVIGLIE
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Messaggio
di Xipe Totec da commentare:
E chi potrebbe mai pensare che l'estate possa essere la più triste delle stagioni? Mare, spiagge, viaggi... Le tanto agognate vacanze. In estate non c'è tempo per essere tristi: ci sono troppe luci per strada, troppe voci, troppi suoni perchè la mente possa pensare. Eppure c'è chi cerca di chiamarsene fuori, chi cerca con tutte le sue forze di scappare a questo ciclone di vitalità, aggrappandosi con le unghie e con l'anima a qualsiasi brandello di inverno, ricordo o pensiero che sia. L'estate, checchè se ne dica, non è per tutti. Esiste, ben nascosta, una piccola comunità di persone che scappano dal sole come le prede schizzano via dal fucile del cacciatore. L'estate non fa niente per essere accomodante.
"A Rimini si cucca di sicuro!". "D'estate ci si diverte da matti!". "Si può fare tardi ogni notte, questa è vita!".
Tutte menzogne. O forse mezze verità per chi si accontenta del pacchettino marittimo in estate e in quello regalo a Natale.
C'è chi non ha il fisico per l'estate, c'è chi non ne ha la testa. C'è chi non vuole ammettere le proprie debolezze e le proprie sconfitte anche durante un periodo magico, un periodo nel quale, si dice, tutti i desideri si realizzino.
E' incapacità di adattarsi o, come fa piacere credere, segno di maggiore profondità? Ognuno la interpreta come preferisce, a seconda dei casi, a seconda delle esigenze e delle attitudini.
Filippo d'estate non si divertiva. Non la odiava, o quantomeno non più di quanto potesse odiare la primavera o l' autunno. Tuttavia trovava insostenibile questa attesa, gravosa e grondante come il sudore, o come la sconfitta, se preferite termini più poetici.
Eppure le regole del gioco sembrano così semplici: divertirsi, gioire per il Festivalbar e l'estate sulla pelle, passare il pomeriggio in piscina e la sera a farsi belli il più possibile, per uscire a bere una birra con gli amici. Andare in discoteca e bere, bere fino allo stordimento, per poi abbordare senza imbarazzo la deliziosa svedesina che, illuminata dai colori delle stroboscopiche, sembra ancora più evanescente, quasi fosse una driade moderna.
Filippo provava ad adeguarsi. Era in un locale, un disco pub, e stava seduto sorseggiando una birra fresca dal gusto deciso, mentre i suoi amici parlavano di un'imminente viaggio verso la Spagna, di prospettive sessuali allettanti, di nottate a fare la spola fra una città e l'altra. Il ragazzo guardava più in la, con i suoi occhioni scuri penetranti, che tante ragazze gli avevano sempre elogiato, pensando di risultare diverse e originali nel loro complimento. Il nostro Filippo non era un sognatore, o peggio, era un sognatore disilluso. Non dava troppa corda ai discorsi dei suoi amici, nonostante si fingesse entusiasta e partecipe ogni qualvolta gli chiedessero un'opinione. La verità è che lui, nell'estate, non ci trova niente di particolare, niente di tanto estatico, e non riesce a focalizzarsi sul presente. Preferisce pensare al passato, ai suoi tanto amati inverni, nei quali la gente si placa, vinta da una noia e una bruma che invece scorre nelle vene di Filippo come una linfa rigenerante.
"E' proprio quando la gente non si aspetta nulla che riesci a intendere davvero di che pasta sia fatta"; questo era il suo pensiero, il suo tacito mantra.
Probabilmente, essendo un'opinione come migliaia di altre, poteva essere smentita in svariati modi, con banali argomentazioni, volendo. Tuttavia riflettendoci un'attimo scopriamo che non è poi un'affermazione tanto scontata. Quale giovane non sarebbe capace di promettere fuoco e fiamme nel periodo estivo? Quanti ragazzi io, voi, Filippo ed i suoi amici hanno mai sentito dire "Passerò un'estate noiosa?".
La stagione estiva è, nell'immaginario collettivo, la "prova del nove" circa tutto quello che si è fatto nel resto dell'anno. Quasi fosse un mondo metafisico, al di là, paragonabile in un certo senso al paradiso cristiano.
Che hai fatto durante l'inverno? Sei andata in palestra? Hai faticato sui libri? Ti sei fatta bella? Hai tagliato i capelli con un nuovo stile che ti sta a pennello? Allora il premio, quest'estate, sarà di avere gli occhi di tutti addosso, quando danzerai con passione sulla pista da ballo. Riceverai i tanto sospirati complimenti non appena toglierai il tuo pareo in spiaggia, mostrando ai fortunati presenti il tuo delizioso e delicato fisico da ninfa.
Filippo pensava a questa teoria del premio estivo, dopodichè ha dato un'occhiata a sè stesso, abbozzando un mezzo sorrisetto.
"Io che ho fatto quest'inverno? Ho bevuto... Oh si, ho bevuto tanto, da fare invidia ad un vikingo."
Il ragazzo ha sempre amato bere, specie con gli amici. Non saprebbe più immaginarsi in compagnia, ad un tavolo di un bar, mentre ordina un succo d'arancia o una cocacola.
"Beh, ho fatto dell'altro. Due esami all'università, non male. Ho litigato spesso con i miei, ho dormito tante volte fuori, tante volte e con tante ragazze diverse. Ho girato mezza Italia. Ho chattato con tante persone. Sono stato in un sacco di posti con un sacco di amici".
Filippo posava la birra al tavolo, mentre le voci dei suoi amici, flebili ed indistinte al suo orecchio, chiacchieravano su qualche modello di cellulare e qualche computer nuovo.
D'inverno è più facile fare amicizia. E' più facile avere sentimenti veri. Che aveva fatto Filippo quell'inverno? Pensa, pensa e trova solo alcuni volti nel suo passato, volti persi chissà come e chissà quando lungo un cammino lungo appena qualche mese. Già, qualche mese, che però ora sembra una strada montuosa invalicabile, lontana anni luce.
Lo sguardo sveglio ma anche docile del ragazzo fissava con attenzione i bagliori che la poca birra rimasta emanava dalla bottiglia verdastra.
"I sentimenti vanno e vengono, niente è per sempre. E questo gioco estivo non fa per me. Meglio aspettare l'inverno".
Filippo rimanda alla mente la canzone di Natalie Imbruglia "Come September". Lui non sa l'inglese, ma si è sempre immaginato parlasse di una persona che, come lui, desidera malinconicamente la fine di questa torrida giostra, il ritorno alla normalità, o meglio, il ritorno del pensiero alla quotidianità, una volta che questo si sarà appagato con l'oppio di una fantasia desiderata ma, sotto sotto, inesistente.
Il ragazzo giocherellava ancora un po' con la sua bottiglia, prima di dare l'ultimo sorso svogliato e scacciare i suoi fantasmi, tornando ad ascoltare i discorsi degli amici.
"Filippo che ne dici? Noi quattro a Barcellona! Sai che casino combiniamo?"
Entusiasmante. |
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