

NICK:
Allanoon
SESSO:
m
ETA': 31
CITTA': Padova
COSA COMBINO: architetto abilitato!!!!
STATUS: middle
[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE
COMPLETO]
[
SCRIVIMI
]

STO LEGGENDO
storie fantastiche di un mago terrestre
Genesi
Le mie prigioni
..e venne chiamata due cuori..
La regina degli Straken
Il Tiranno
L’enigma del solitario
HO VISTO
Se mai si racconterà la mia storia, si dica che ho camminato coi giganti.. Gli uomini sorgono e cadono come grano invernale, ma questi nomi non periranno mai. si dica che ho vissuto al tempo di Ettore, domatore di cavalli, si dica che ho vissuto al tempo di Achille.
e...
STO ASCOLTANDO
Beethoven...Op27,n°2 my way the end Margherita Hotel California Op.n2 Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
oggi mi vesto di te... e ti spoglio!
ORA VORREI TANTO...
..un pensiero profondo..molto più profondo...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
...come un supereroe non conclude nulla, mai nulla!!!..
OGGI IL MIO UMORE E'...
..da Capitano Dan.. e strano..
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
|
Messaggio
di Allanoon da commentare:
Il 24 dicembre 1786, pur con alta pressione atmosferica. il cielo su Rimini era ricoperto di "dense ed un mote nubi": qualcuno lo definì "un cielo di bronzo".
Nonostante questi segni inquietanti, i riminesi erano assolutamente sicuri che nulla di preoccupante sarebbe accaduto quella notte: era la notte di Natale e di certo il Signore mai avrebbe colpito il suo popolo proprio in quella occasione.
Il terremoto - così assicuravano i preti che nessuno osava contraddire - era uno dei mezzi di cui "l'onnipotente divin Signore" si serviva "a far ravvedere il peccatore, o per accrescere colla rassegnazione nel giusto la perfezione". (1)
Ma tutti i riminesi, in quella notte, erano in pace con Dio, avevano devotamente seguito le pie funzioni ed avevano pregato nelle tante chiese della città ancora odorose e calde di incensi.
A mezzanotte, i pochi coraggiosi che, sfidando il freddo intenso, si trovavano sulla spiaggia, "...videro in gran lontananza alzarsi, come dal golfo del Quarnaro, una lunghissima colonna di fuoco, che da greco a garbino verso Rimini dirigevasi, e rendea a poco a poco le nubi, che stavano sopra, rosse e fiammeggianti; talché dopo un'ora il cielo sopra la città apparve pieno zeppo di fuoco. Due ore incirca dopo la mezzanotte, cioè passate le 9, s'accese sopra Rimino un estesissimo lampo, che vivamente e d'un color rosso tutta l'illuminò; e chi ritrovassi all'aperto fu costretto a chiudere gli occhj, sostener non potendo l'intensa penetrantissima luce". (2)
Il cielo in quella notte dovette essere veramente terrorizzante; alcuni riminesi osservarono lontano, sul mare, "slanciarsi gran fiamme che si succedevano e sparivano, allargandosi in forma di sfere o allungandosi in elissi, riempiendo tutto l'orizzonte di un tetro spaventevole splendore; tutta l'atmosfera s'incendiò in modo che appena permettea loro un certo difficoltoso respiro: l'incendio dalla periferia del corpo passò ad incendiarli anche internamente, e nello stesso tempo si ritrovarono percossi al suolo da una non percepita violenza, senza potersi muovere, parlare, e respirare". (3) Possiamo senz'altro ammettere che, in situazioni così drammatiche, si sia portati ad enfatizzare ed ingigantire percezioni e ricordi, tuttavia le testimonianze sono troppo concordi e precise per rifiutarle o sottovalutarle.
Così raccontò Giuseppe Vianelli 'custode deputato alla Sanità di Rimino': "La sera del dì 24 venendo il 25 dicembre dell'anno scorso 1786 tra le ore 6 e 7 mi ritrovava fuori della mia abitazione in compagnia d'altri verso la spiaggia del mare, e con nostra sorpresa vedemmo in gran lontananza, come dal golfo del Quarnaro un poco più in là di greco verso tramontana un gran fuoco in mare, il quale da esso sorgeva ed illuminava le nubi sovrapposte, che prima erano oscurissime; l'infocamento si dirigeva lentamente verso Rimini, finché le nuvole, che ricoprivano la città, apparvero tutte rosseggianti, e ciò successe verso le ore 9". (4) L'inquietante fenomeno atmosferico fu ritenuto di origine elettrica e fu subito associato al terremoto, secondo una teoria sismologica in gran voga a quel tempo. Si supponeva, infatti, che l'elettricità aerea tendesse a ricongiungersi con quella sotterranea, e questo flusso elettrico accendeva i gas e le materie infiammabili che si riteneva esistessero sotto il suolo. (5) Il sisma era, in definitiva, una grandiosa esplosione sotterranea innescata elettricamente. Questa congettura soddisfaceva pienamente le conoscenze scientifiche del] 'epoca (l'elettricità era l'ultima conquista dei fisici), e sembrava dare una buona spiegazione a fenomeni che erano stati notati in varie occasioni di terremoto: lampi, scariche, scintille etettrostatiche, boati e crepiti. Tomiamo alla tragica notte di Rimini. Quasi immediatamente dopo l'accecante bagliore che proveniva da nord-est, si avvertì una violentissima scossa tellurica che durò 15 o 16 secondi. La scossa prima ebbe direzione da nord-est a sud-ovest, poi fu un "vortice e sussulto" ed infine riprese la prima direzione.
"Durante il terremoto moltissimi osservarono e nelle case e per le strade discendere dai soffitti, dai muri, e dai tetti orgogliose e vive fiammelle nella figura, nel colore e nel crepito similissime alle note scintille elettriche; né mancano persone autorevoli, le quali affermino che la croce e la palla dorata del campanile de' PP. Agostiniani, il più alto di tutti, in quel tempo appari' investita da una pioggia di fuoco". (6) "Gran parte de' Riminesi afferma che, durante il tremuoto, videro continuamente e chiaramente tutti gli oggetti che avevano nella camera, talché fu loro facile senza accender lume il ritrovar le vesti, l'aprir le porte, il ricovrarsi ove credevano d'essere meno in pericolo; fu anzi errore di molti il pensare che fosse già giorno chiaro". (7) Quelle scintille o fiamme provenivano dalle nubi che gravavano su Rimini. Molte testimonianze assicurano che le nuvole "si sciolsero poscia in fiamme sopra la città". (8) All'udire un boato spaventoso, molti contadini di Covignano uscirono di casa e guardarono verso la città di Rimini; essi "videro cadervi dall'alto quantità immensa di piccoli fuochi, e dissero, che forse in città s'incendiava una qualche gran macchina di fuochi artificiali. e che molte erano le granate e moltissimi i razzi che dopo lo scoppio lasciavan cadere quella copia di fiamme". (9)
L'intera città, ma anche l'immediato circondario, furono letteralmente ricoperti da un torrente di luce che pioveva dall'alto in forma di scintille. Fu avvertito anche "quel fetore che suol lasciare il fulmine", ovvero l'ozono. "Altri, che s'incamminavano alle loro case, furono assaliti in faccia da un'insolita vampa di fuoco, e dovettero cadere a terra" (11): particolare di eccezionale importanza per l'ipotesi che verremo ad esporre tra poco.
Le numerose testimonianze non lasciano dubbi: in quella terribile notte del 1786 avvene un misterioso sconvolgimento di natura irradiante. La sismologia registra fenomeni elettrostatici in concomitanza di terremoti disastrosi, ma difficilmente troveremo una descrizione così apocalittica come quella lasciataci dagli attoniti sopravvissuti di Rimini. E a proposito di sopravvivenza, è necessaria una osservazione. Il sisma fu definito devastante (12), eppure i morti furono solo nove in tutta la città ed altrettanti nell'intera diocesi: un numero sorprendentemente modesto, soprattutto se paragonato ad altri terremoti. Ad esempio, il terremoto rovinoso del 22 marzo 1661 fece 120 morti a Civitella, più di 60 a Galeata ed oltre 40 a Rocca San Casciano, senza contare le molte centinaia di feriti.
Cosa si deduce da tutto ciò? Una contraddizione apparentemente senza soluzione: il terremoto del 1786 fu esteso, lungo (ben 16 secondi) e violentissimo, eppure fece poche vittime. E se gli edifici furono tutti colpiti, furono solo tre le case crollate.(13)
Insomma, molti indizi ci fanno dubitare che quello del 1786 sia stato davvero e soltanto un terremoto: la colonna di fuoco che giunge da nord-est e si slancia su Rimini; una pioggia di fuoco (elettrostatico?) che ricopre la città; un sommovimento tellurico che squassa Rimini ma abbatte solo tre case, la direzione delle scosse che è la stessa della "colonna di fuoco", ondata di calore che si abbatte sulle persone, le getta a terra e ne impedisce i i respiro...
Si può concludere che l'evento fu di "origine esterna", non tellurica: qualcosa, proveniente da nord-est, scese dal cielo e si schiantò sul mare al largo di Rimini (14), la città fu investita dall'onda d'urto così poderosa che fu scambiata per un terremoto. Che cosa avrebbe potuto provocare tutti quei fenomeni che atterrirono i riminesi in quella notte terribile? Solo tre oggetti possono essere presi in esame: a) un meteorite di eccezionali proporzioni; b) una piccola cometa; e) un micro-buco nero (15), che produce l'esplosione della "palla di fuoco" o Kugelblitz. Ciascuno di questi corpi celesti avrebbe potuto esprimere una energia così elevata quale fu quella che sconvolse la città romagnola, ma per trovare una spiegazione ai violenti fenomeni elettrici dobbiamo restringere la nostra ipotesi all'ultimo fattore: un micro-buco nero. Un buco nero di massa pari ad un bilionesimo di chilogrammo avrebbe la forma di una sfera del diametro di circa 30 centimetri, ma sarebbe dotato di una forza energetica complessiva di 10.000.000 joules. (16)
Supponendo che un Kugelblitz abbia colpito la terra nel 1786, possiamo comprendere i fenomeni descritti: l'intensissima carica elettrica presente sulla città, il lampo accecante (un flash elettrico scoppiato quando il micro-buco nero è entrato nella atmosfera terrestre), l'ondata di calore che ha gettato a terra i testimoni, la direzione lineare del fenomeno che era la stessa del moto che aveva l'oggetto gravitazionale, i boati causati dall'esplosione. Si spiega anche il fatto che il fenomeno danneggiò molti edifici, ma non tanto quanto avrebbe fatto un vero terremoto così prolungato. Se il moto fosse stato tellurico, case e chiese avrebbero sofferto ben più gravi danni che invece (come prova lo scarso numero di vittime) non ci furono. E ad ulteriore sostegno dell'ipotesi buco nero, si ricordino i fenomeni atmosferici di natura elettrica che si manifestarono nei giorni successivi all'evento: "Furono quattro aurore boreali, molti tuoni e lampi dalla parte principalmente di greco, non poche stelle cadenti, due globi infuocati, striscie o travi di fuoco". (17)
Questi vistosi fenomeni furono causati dalla dispersione in aria della colossale carica elettrica del Kugelblitz esploso sul mare di Rimini. La notte di Natale del 1786 fu veramente una notte straordinaria: i bravi riminesi 'bonae voluntatis' attendevano dall'alto dei cieli un Uomo che avrebbe portato un messaggio universale di speranza. Per lo storico del 1997, invece, dalle profondità inimmaginabili del cosmo si abbatte sul pianeta, alla velocità di decine di migliaia di chilometri al secondo, un oggetto tanto raro quanto letale: se fosse caduto poche miglia più ad ovest, la città di Rimini sarebbe stata volatilizzata in un istantaneo apocalittico gorgo di luce e calore.
|
ATTENZIONE:
Per commentare questo BLOG
è necessario essere iscritti
alla community di www.spritz.it
COMMENTI:
Autore:
Allanoon
( giovedì 15 settembre 2005, ore 20:44
)
no!ma è interessantissimo!un micro buco nero che ha colpito rimini tre secoli or sono!..fooooooorte!
Autore:
zaccheo
( giovedì 15 settembre 2005, ore 18:22
)
secondo te qualcuno legge sti papiri che scrivi??? o meglio, copi e poi incolli???
Autore:
DiscoDema
( martedì 13 settembre 2005, ore 15:04
)
Te xe ndà in ramengo el serveo?
|
|

APRILE 2026
<--Prec.
Succ.--> |
| Do |
Lu |
Ma |
Me |
Gi |
Ve |
Sa |
| |
|
|
1
|
2
|
3
|
4
|
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
11
|
|
12
|
13
|
14
|
15
|
16
|
17
|
18
|
|
19
|
20
|
21
|
22
|
23
|
24
|
25
|
|
26
|
27
|
28
|
29
|
30
|
|