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di ecce_ da commentare:
Cyndy Sheehan, la mamma che ha risvegliato l'America contro di Beatrice Montini
Cindy Sheehan ha 48 anni, è californiana, bianca, cattolica e suo figlio Casey, arruolatosi nell'esercito statunitense per pagarsi le tasse universitarie, è morto in Iraq il 4 aprile del 2004 durante l’offensiva di Sadr City. La signora Sheehan insomma è una donna comune e la sua storia, semplice quanto tragica, non è molto diversa da quella di oltre 1800 madri statunitensi che hanno perso il loro figli per «una nobile causa», come si ostina a dire il loro presidente. Eppure da quando il 6 agosto è arrivata a Crawford, in Texas, e si è piazzata davanti al Prairie Chapel Ranch dove Bush solitamente passa le sue vacanze estive, Cindy è diventata una dei personaggi più noti degli Stati Uniti e praticamente ogni giorno i maggiori quotidiani e network televisivi a stelle e strisce (dal New York Time al Washington Post, dalla Cnn alla Cbs) parlano di lei.
Perché? Forse, come suggerisce il New York Time, il motivo di tanta fama sta proprio nella sua nella sua “normalità” e soprattutto nel fatto che la signora Sheehan, di Vacaville, “Mamma pace” (come è stata ribattezzata dai media), “la Rosa Parks del movimento contro la guerra” (come la definiscono i pacifisti) in fondo sta chiedendo a Bush quello che ormai sempre più americani vorrebbero sapere dal loro presidente: «Per quale nobile causa mio figlio è morto in Iraq?».
Bush non si è ancora deciso a ricevere Cindy, né pare abbia intenzione di farlo, ma la domanda senza risposta che gli pone Cindy sta creando notevoli imbarazzi a lui e al suo partito. Così in agosto (proprio quando la protesta di “peace mom” è inziata) mentre la popolarità del presidente George W raggiungeva i suoi minimi storici (il 43% secondo Scott Rasmussen, il sondaggista del giornale neocon Washington Times) la voce contro di Cindy segnava una sorta di rinascita del movimento pacifista a stelle e strisce. Tanto che iBush si è visto praticamente costretto a trovare, tra le tante mamme che hanno perso i loro figli in Iraq, una disposta a dichiararsi orgogliosa di aver mandato a morire il proprio figlio. Insomma una “mamma guerra” da contrapporre alla “Mamma pace”.
Ma la forza simbolica e persuasiva di Cindy probabilmente sarà difficile da eguagliare. La signora Sheehan infatti, in poco più di tre settimane, è riuscita non solo a convogliare su di se l’attenzione dei media statunitensi (sempre molto restii a parlare di pace e mostrare le vittime della guerra ma pronti a cogliere la forza comunicativa di questa mamma in lutto che non si vuole dare per vinta) ma anche a divenire una sorta di simbolo degli “americani contro”, di quelli che considerano la guerra in Iraq illegittima, illegale e basata su un mucchio di bugie e quindi chiedono le dimissioni di Bush .
Questi i motivi che hanno spinto Cindy a partire alla volta del ranch di Crawford a bordo di un autobus che porta la scritta «Impeachment tour» e che, giorno dopo giorno, hanno fatto diventare il piccolo presidio davanti alla “casa Bianca estiva” un vero e proprio accampamento: “Camp Casey”, appunto, dal nome del figlio di Cindy morto a 24 anni in Iraq. Accampamento che sarà smobilitatoto solo il 31 agosto quando inizierà un tour per portare la protesta contro la guerra in varie località degli Stati Uniti. Tour che si concluderà a Washington con una grande manifestazione pacifista (il 24 settembre).
Se il messaggio pacifista di Cindy è riuscito ad arrivare a milioni di americani (e non solo) è stato anche grazie a due fondamentali fattori: l’immediato tam tam della Rete («Senza Internet gli Usa sarebbero uno stato fascista» ha dichiarato la Sheenhan ringraziando i numerosissimi blogger che hanno fatto rimbalzare on line il suo messaggio) unito alle indiscutibili capacità mediatiche della signora Cindy.
Una delle prime cose di cui la Sheehan e i suoi sostenitori si sono resi conto era infatti la necessità di arrivare, nelle case degli americani, di sfondare la barriera del piccolo schermo. Ed è per questo che fin da subito è partita una campagna di raccolta fondi attraverso decine e decine di siti Internet (a partire da Meet with Cindy e Gold Star Families for peace , l’associazione fondata dalla Sheehan) con lo scopo di raccogliere i soldi necessari per “far passare” in tv un piccolo spot televisivo in cui Cindy racconta la sua storia e chiede a Bush di spiegare agli statunitensi i veri motivi che li hanno portati in guerra. Insomma, quella di Cindy (e dei rinati pacifisti a stelle e strisce) è una battaglia fatta soprattutto di comunicazione a tutti i livelli dalla tv , alla radio , fino ad arrivare al puro e semplice merchandising (sempre rigorosamente venduto on line )
Risultato? Anche se mamma pace convince solo un terzo degli americani (secondo l’immancabile e immediato sondaggio ) Cindy è divenuta immeditamente un simbolo, un personaggio, un'eroina. Al suo accampamento sono iniziate ad arrivare centinaia di sostenitori: attivisti, pacifisti, associazioni di veterani , familiari di altri soldati uccisi in Iraq, cittadini qualunque e personaggi famosi (come la cantante Joan Baez). E in soli cinque giorni, attraverso Internet, gruppi come MoveOn.org e TrueMajority hanno organizzato migliaia di veglie in sostegno di Cindy che si sono svolte a metà agosto un po’ in tutta America. Ma non solo. Nello Utah, lo Stato più bushista degli States (71,5% di voti) ben 2mila persone si sono ritrovate a gridare in piazza il loro no alla guerra.
A questo punto anche i "politici di professione" iniziano ad accorgersi di Cindy e della rinascita pacifista americana. La moglie dell'ex senatore John Edwards, ex candidato alla vice-presidenza degli Stati Uniti che aveva votato a favore dell'intervento americano in Iraq nel 2003, ha mandato un messaggio di appoggio alla "madre coraggio". Un cambiamento della linea pro-guerra per l'ex vice di Kerry che sta valutando le possibilità di una corsa presidenziale nel 2008?. Quello che è certo è che la signora Cindy nel corso delle settimane è riuscita non solo a conquistare le personalità più combattive della politica americana (come Michael Moore ) ma è anche riuscita a far cambiare idea alla giornalista Arianna Huffington, la voce della destra americana drante la presidenza Clinton, che ha deciso di pubblicare il diario di Cindy sul suo sito e che adesso si definisce «una ex conservatrice che la guerra in Iraq ha trasformato in populista».
Intanto, fuori dal ranch, Cindy incalza: «Se George Bush venisse fuori in questo momento e mi parlasse, questa mobilitazione non finirebbe così come non finirebbe il movimento contro la guerra perchè abbiamo ancora truppe in Iraq». E la battaglia continua. |
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COMMENTI:
Autore:
misia
( giovedì 29 settembre 2005, ore 12:31
)
"George W. Bush sembra abbia continuamente attacchi di emicrania. La causa sarebbe una donna, Cindy Sheehan, soprannominata la mamma anti-Bush. Protesta contro la guerra in Iraq, quella guerra che le ha portato via un figlio in servizio nelle forze armate. Cindy vuole sapere dal presidente l'utilita' di questa morte. In agosto, per 26 giorni, si e' accampata fuori dal ranch di Bush a Crawford, nel Texas, diventando il simbolo del pacifismo americano. Due giorni fa, durante una manifestazione davanti alla Casa Bianca e' stata arrestata dalla Polizia, tutti i giornali ne parlano e poi c'e' il mal di testa..."
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