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di ecce_ da commentare:
"Blackout informativo totale" Il Vaticano blinda il Sinodo
Accusata fino a ieri di sovraesposizione mediatica e ingerenza nella politica italiana, la Chiesa usa latteggiamento opposto per quanto riguarda le questioni interne al Vaticano. E stato deciso il blackout informativo sul sinodo dei vescovi. Nessuna notizia su quanto avviene allinterno, nessun resoconto ufficiale della discussione in corso: tutto è lasciato alle indiscrezioni.
Se il Papa ha introdotto la novità di unora al giorno di discussione libera (dalle 18 alle 19) per questo sinodo, già nei giorni scorsi lassemblea sinodale e il Vaticano hanno imposto di non diffondere le notizie relative ai contenuti di questi interventi ma di riferire solo largomento trattato.
Oggi unaltra restrizione: non deve essere riferito nemmeno il nome di chi ha toccato un determinato argomento. Ad annunciarlo nellultima seduta di discussione libera è stato lo stesso segretario generale de sinodo, Nikola Eterovic, rivolgendosi allassemblea sinodale. "State tranquilli gli addetti stampa non riferiranno i vostri nomi", ha detto al principio dei lavori. E così è accaduto.
La motivazione di queste limitazioni sono giustificate dal timore che i padri sinodali potrebbero non sentirsi a proprio agio sapendo che i loro interventi nella discussione libera vengono riportati con un certo clamore sulle pagine dei giornali.
E in effetti in questi giorni sono stati molti e delicati i temi affrontati: dal celibato per i preti allordinazione dei laici sposati, dallaborto allassenza crescente di sacerdoti e vocazioni. Molti interventi nella discussione libera di ieri sera, hanno sollevato la questione degli abusi liturgici che si verificano durante le messe, sia da parte dei sacerdoti che dei fedeli.
Qualche indiscrezione comunque filtra. Per esempio le parole del vescovo haitiano Pierre-Antoine Paulo che ha ricordato che leucaristia cristiana "è radicata nella pasqua ebraica" e nella esperienza di liberazione del popolo ebraico. Si tratta dunque di trarre le conseguenze di questo anche "per la liberazione delluomo: la Chiesa - ha sottolineato - non esclude la liberazione nè una certa teologia della liberazione".
Oppure il problema è stato sollevato dal vescovo nigeriano Michel Christian Cartateguy sulla possibilità di ammettere alla comunione le donne cristiane sposate a un musulmano, che , già escluse dalla comunità musulmana, si sentono ai margini anche di quella cristiana.
Ancora è tornato il tema dellintercomunione, cioè delle celebrazioni comuni fra cattolici e altre chiese cristiane. In particolare, è stato sollevato il problema del rapporto fra cattolici e ortodossi. A Mosca, ha spiegato un padre sinodale, probabilmente larcivescovo moscovita monsignor Kondrusievic, esistono più di 500 chiese ortodosse e solo due cattoliche. Eppure alcuni fedeli ortodossi vengono a confessarsi nella chiese cattoliche. A questo proposito è stato chiesto al cardinale Scola di fare un documento che contenga tutte le proposte venute fino ad ora sul questo tema. |
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