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Messaggio di tamburelli da commentare:
Maledette paure!
Freni. Blocchi. Sensazioni che minano la decisione e la conseguente indecisione, agganciandoti ad un vortice che ti porta a scivolare nell’instabiltà di chi non sa optare. Nel fango del posticipo. Nella colla di un pavimento che non ti fa saltare. La stabiltà apparente del istante in cui comunque non decidi ma riesci a temporeggiare. Quel momento di stallo. Come un pallone che sale e poi scende. Salita, stallo...quel momento di indecisione che la palla si concede per essere certa di non avere più l’energia sufficiente per continuare la corsa in verticale verso l’alto, poi la ricaduta, la discesa. Salita, stallo e ricaduta. Quel frame in cui non sai come concludere il tuo dubbio. Il tempo ci può sostituire. Fa le nostre veci. Forse qui la nostra fece? Magari il tempo ci riconsegnerà quel dubbio di non aver deciso ma di esserci lasciati cullare della comoda poltrona dell’aspettare..?Ci sediamo sullo stallo del rimandare. Anche in questo senso il tempo è cattivo consigliere. Non solo nella fretta. Come l’attesa, che non è lentezza o saggezza, è fuga dal decidere, così anche la fretta ci fa correre forte per scappare dal dubbio, risolvendolo in maniera quasi casuale. Impresa ardua sapere dove si conclude il tempo e dove inizia il ritardo. Soglie sottili ma taglienti come una lama tra la pianta di un piede. Camminare a tempo. Mettere un passo dietro l’altro. Non sempre correre. In assoluto capire e rispettare il proprio passo. Qui tutti ci chiedono di correre forte. Sappiamo bene che la velocità incontrollata può costringerci a danni irreparabili. A saper correre si fa prima. Questo è vero. Ma quante cose non vedo? Quanto avverto la mutazione del’ambiente? Conosco il punto di partenza’ so l’arrivo come sarà e resteranno comunque le uniche due cose che avrò visto. Andar piano aggiunge l’elemento della scoperta. Il non previsto. Magari quella è la fase in cui camminando imparo a conoscermi? Mi concedo la gioia di conoscermi. "Perchè sono le sfumature a dare vita ai colori" (Tiromancino). Se però non vedo il passaggio cromatico non potrò ricordarne la sensazione. Se non so muovermi con il passo che mi appartiene correrò tutta la vita tra fughe dalla fretta e dall’indecisione, negandomi la possibilità di emozionarmi.

Che argomento complesso e vasto nella sua apparentemente piccola dimensione. Difficile mettere a fuoco e per iscritto queste sensazioni. Ora di fretta, ora di ritardo, a volte di puntualità ma sempre sensazioni ostiche da spiegare.

...che tardi!!A proposito di fretta...devo scappare!

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