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COSA COMBINO: Giurisprudenza
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di Lou da commentare:
LAVORO Articolo 18, un sì per estenderlo Contrarie le imprese: «Un freno»
d.r.
A tenere banco, per forza di cose, è la consultazione sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. L'articolo 18 della legge 300/1970 prevede, nelle aziende con più di 15 addetti, il diritto al reintegro sul posto di lavoro, con una sentenza del tribunale, per il dipendente licenziato senza giusta causa. Se vince il «si» le tutele previste si estendono anche alle aziende con meno di 15 addetti; se vince il «no», o se non si arriva al quorum, la situazione rimane invariata. «Si tratta di una battaglia di civiltà - spiegaAlessandro Sabiucciu, segretario provinciale di Rifondazione comunista - dove i diritti fondamentali di ogni persona, la dignità sul posto di lavoro, devono essere estesi quando si parla di licenziamenti ingiustificati. Andare a votare è importante, siamo convinti che il quorum sarà raggiunto con la vittoria delle nostre ragioni. I problemi delle piccole aziende non sono i diritti ma il mercato, la competizione, la delocalizzazione, l'accesso al credito». Esattamente all'opposto la posizione di Confartigianato. «Rispettiamo l'istituto referendario - dice il presidente provinciale Mario Pozza - ma questa volta siamo costretti ad invitare tutti alla non partecipazione al voto o all'astensione. I lavoratori sono già tutelati dalla legge e le piccole aziende non hanno alcun bisogno di altri lacci e vincoli». I radicali andranno a votare, ma voteranno per il «no», come spiega Raffaele Ferraro, coordinatore dell'area Treviso e Venezia. «Rispettiamo il referendum anche se siamo contrari ai principi ispiratori di chi li ha promossi. Per cui andremo a votare, ma per il «no». Crediamo che allargando le tutele dell'articolo 18, che andrebbe abolito del tutto, si estenderebbe l'area dei supertutelati ai danni di chi, invece, non ha alcuna tutela». Per quanto riguarda la questione degli elettrodotti, il quesito tende ad abolire l'articolo 119 del regio decreto 1775/1933 e l'articolo 1056 del codice civile, in cui si dice che ogni proprietario di fondo deve consentire il passaggio delle condutture elettriche sui suoi terreni. Se vince il «si» cade la servitù coattiva e, di conseguenza, i proprietari potranno negare il passaggio di linee elettriche. Se vince il «no» o non si arriva al quorum, tutto resta intatto.
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