

NICK:
GIUMBOLO
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CITTA': Vasto
COSA COMBINO: Amministro condomìni degli anni '80..eheheh
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Patrick Murphy, His way (The Brian Clough story)

Roberto Parodi, Controsole

Roberto Parodi, Scheggia

Ted Simon, I viaggi di Jupiter

Indro Montanelli, La storia di Roma

John Grisham, L’allenatore

Fabio Volo, Il giorno in più

Hateley, il leone del Milan, di Gino Franchetti
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Kitchen, di Banana Yoshimoto

Signori bambini, di Daniel Pennac

Inseguendo il paradiso del rugby, di Fabrizio Zupo

Falce e carrello, di Bernardo Caprotti

La grande bugia, di Giampaolo Pansa
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A time to kill, di John Grisham

Torino è casa mia, di Giuseppe Culicchia

Il Vernacoliere

Il broker, di John Grisham

Il giorno più lungo, di Cornelius Ryan
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I grandi generali di Roma antica, di Andrea Frediani

L’ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafon

Il mio anno preferito, di Nick Hornby

Vinicio Capossela: rabdomante senza requie, di Elisabetta Cucco
HO VISTO
Il Tricolore
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..la gente della mia età andare via, lungo le strade che non portano mai a niente, cercare il sogno che conduce alla pazzia, alla ricerca di qualcosa che non trovano nel mondo che hanno già....
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STO ASCOLTANDO
Lady, are you crying Do the tears belong to me Did you think our time together was all gone
Lady, you’ve been dreaming I’m as close as I can be And I swear to you Our time has just begun
Close your eyes and rest your weary mind I promise I will stay right here beside you Today our lives were joined, became entwined I wish that you could know how much I love you
Lady, are you happy Do you feel the way I do Are there meanings that you’ve never seen before Lady, my sweet lady I just can’t believe it’s true And it’s like I’ve never, ever loved before
Close your eyes and rest your weary mind I promise I will stay right here beside you Today our lives were joined, became entwined I wish that you could know how much I love you
Lady, are you crying Do the tears belong to me Did you think our time together was all gone
Lady, my sweet lady I’m as close as I can be And I swear to you, our time has just begun
DIMONIOS
China su frontesi se sezzidu pesa ch’es passendesa Brigata Tattaresa. Boh! Boh! E cun sa manu sinna sa mezzus gioventude de Saldigna.
Semus istiga de cudda antiga zente ch’a s’inimigu frimmaiat su coro. Boh! Boh! Es nostra oe s’isigna pro s’onore de s’Italia e de Saldigna.
Da sa trincea finas’a sa Croazia sos "Tattarinos" han’iscrittu s’istoria. Boh! Boh! Signimos cuss’olmina onorende cudd’erenzia tattarina.
Ruiu su coro e s’animu che lizzu cussos colores adorant s’istendarde. Boh! Boh! E fortes che nuraghe a s’attenta pro mantennere sa paghe.
Sa fide nostra no la pagat dinari. Aioh! Dimonios! Avanti forza paris.
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
Invece di parlare di abbigliamento, citando il grandissimo poeta Brunello Robertetti (chi non lo conosce?.. provate a digitare su youtube... una leggenda), "..ora diche una poesie":
C’era una volta un Re cche ddar palazzo mannò ffora a li popoli st’editto: - Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo, sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.
Io fo ddritto lo storto e storto er dritto: pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo: Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo, ché la vita e la robba Io ve l’affitto.
Chi abbita a sto monno senza er titolo o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore, quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.
Co st’editto annò er boja pe ccuriero, interroganno tutti in zur tenore; e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero.
ORA VORREI TANTO...
... il mio delizioso Centenario con mezzo ghiaccio di Marinella..
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IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

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Messaggio
di GIUMBOLO da commentare:
L’Italia è attraversata da una grande emergenza. Non è innanzitutto quella politica e neppure quella economica - a cui tutti, dalla destra alla sinistra, legano la possibilità di “ripresa” del Paese -, ma qualcosa da cui dipendono anche la politica e l’economia. Si chiama “educazione”. Riguarda ciascuno di noi, ad ogni età, perché attraverso l’educazione si costruisce la persona, e quindi la società. Non è solo un problema di istruzione o di avviamento al lavoro. Sta accadendo una cosa che non era mai accaduta prima: è in crisi la capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli. Per anni dai nuovi pulpiti - scuole e università, giornali e televisioni - si è predicato che la libertà è assenza di legami e di storia, che si può diventare grandi senza appartenere a niente e a nessuno, seguendo semplicemente il proprio gusto o piacere. È diventato normale pensare che tutto è uguale, che nulla in fondo ha valore se non i soldi, il potere e la posizione sociale. Si vive come se la verità non esistesse, come se il desiderio di felicità di cui è fatto il cuore dell’uomo fosse destinato a rimanere senza risposta. È stata negata la realtà, la speranza di un significato positivo della vita, e per questo rischia di crescere una generazione di ragazzi che si sentono orfani, senza padri e senza maestri, costretti a camminare come sulle sabbie mobili, bloccati di fronte alla vita, annoiati e a volte violenti, comunque in balia delle mode e del potere. Ma la loro noia è figlia della nostra, la loro incertezza è figlia di una cultura che ha sistematicamente demolito le condizioni e i luoghi stessi dell’educazione: la famiglia, la scuola, la Chiesa. Educare, cioè introdurre alla realtà e al suo significato, mettendo a frutto il patrimonio che viene dalla nostra tradizione culturale, è possibile e necessario, ed è una responsabilità di tutti. Occorrono maestri, e ce ne sono, che consegnino questa tradizione alla libertà dei ragazzi, che li accompagnino in una verifica piena di ragioni, che insegnino loro a stimare ed amare se stessi e le cose. Perché l’educazione comporta un rischio ed è sempre un rapporto tra due libertà. È la strada sintetizzata in un libro cruciale, nato dall’intelligenza e dall’esperienza educativa di don Luigi Giussani: Il rischio educativo. Tutti parlano di capitale umano e di educazione, ci sembra fondamentale farlo a partire da una risposta concreta, praticata, possibile, viva. Non è solo una questione di scuola o di addetti ai lavori: lanciamo un appello a tutti, a chiunque abbia a cuore il bene del nostro popolo. Ne va del nostro futuro. |
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COMMENTI:
Autore:
lufty
( venerdì 18 novembre 2005, ore 16:52
)
non esiste una moda nellessere genitori. E comunque su una cosa non sono daccordo con brigitta: perche il SI non va spiegato? Io spiego anche il si...se i figli mi chiedono qualcosa e io dico SI spiego anche perche dico SI.
Autore:
GIUMBOLO
( venerdì 18 novembre 2005, ore 16:17
)
ma lo so, lo so...
Autore:
brigitta
( venerdì 18 novembre 2005, ore 16:14
)
IL MIO COMMENTO ERA SERISSIMO!!! Arghhh ...
Autore:
brigitta
( venerdì 18 novembre 2005, ore 16:09
)
Mi stai prendendo x il c... per caso?
Autore:
GIUMBOLO
( venerdì 18 novembre 2005, ore 16:05
)
vabbè.. se ti scusi, allora va bene.. eheheheh.. scherzo.. (quanto sei demodè!!!..)
Autore:
brigitta
( venerdì 18 novembre 2005, ore 15:55
)
Giux ... scusa se ti ho okkupato tanto posto qui sotto!!
Autore:
brigitta
( venerdì 18 novembre 2005, ore 15:54
)
Educare ed essere educati comporta una serie di sforzi e di sacrifici che in pochi oggigiorno vogliono sostenere, il sacrificio e il lavoro duro nn fanno + parte del nostro stile di vita, si deve avere tutto e subito senza fatica. E facile essere permissivi, un sì nn deve essere spiegato mentre un no ha bisogno di dialogo e di spiegazioni. Nn si deve demandare leducazione di un figlio alla società, la società può essere daiuto ma nn può sostituirsi ad un genitore. Forse la penso in un modo un pò demodé, ma nn me ne frega niente di nn essere alla moda in questo caso, anche xchè ho la presunzione di essere certa che sto facendo il mio dovere come genitore con i miei figli.
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