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MERAVIGLIE
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di sally da commentare:
  1. Ottobre. Una signora nota per strada un gatto. E’ stato investito da un’auto. Lo porta dal suo veterinario. Ha le zampe fratturate. La spina dorsale probabilmente danneggiata. L’intervento ha un costo che la signora non puo’ permettersi. Il veterinario (complimenti) consiglia di portarlo all’Asl. La signora ce lo porta. Le rispondono di recarsi presso un’altra Asl, che pare disponga di un pronto soccorso. Mentre ci si reca, telefona al Canile Municipale. Le rispondono di non poterlo accogliere. Non sanno fornirle alcuna indicazione in merito a dove far curare l’animale (complimenti). Arriva all’Asl indicata: non dispone di alcun pronto soccorso (complimenti). Un Vigile Urbano (complimenti), pero’, si premura di consigliare alla signora di portare il gatto al “rifugio” Parrelli. Detto fatto. Nessuna domanda: entrata immediata. Il gatto, tra l’altro, proviene da una colonia felina. Esiste una legge (art. 11 della LR 34/97) che vieta questo genere di deportazione di gatti che vivono liberi. Il Parrelli, evidentemente, puo’ permettersi di considerarsi come sempre al di sopra delle leggi. I macellai che gestiscono questa discarica sanno bene quanto sia comodo il servizio che offrono. Ai funzionari dell’ASL. Ai Vigili. Alla Polizia che cattura i pitbull con un pezzo di formaggio. A chiunque altro sia stipendiato per controllare che non avvenga tutto cio’ che qui avviene, regolarmente, da trent’anni. L’animale viene lasciato per 48 ore nelle condizioni in cui entra. Nessuna visita veterinaria. Nessuna cura. 48 ore, con zampe e schiena spezzate. La signora vuole sapere come sta. Telefona per due giorni al “rifugio”. L’unica risposta e’ lo spudorato, ignobile, vergognoso messaggio registrato della segreteria del Parrelli, che informa chiunque chiami questo trioaio del fatto che sta subendo una “violenta campagna denigratoria”. Sabato mattina, la signora si reca al Parrelli. Incontra gli attivisti che protestano. La convincono a farsi restituire l’animale. L’animale viene restituito. E’ sotto choc. Puzza in una maniera indescrivibile. DIVORATO DALLE LARVE. Ha ancora addosso un assurdo cerotto, che la signora, per qualche motivo, gli aveva applicato sulla schiena, prima di consegnarlo ai macellai. Immediatamente portato in clinica. Ci vuole un’ora e mezza per togliergli i bigattini. Le lastre confermano che ha la spina dorsale spezzata. E un blocco renale. Muore in meno di 24 ore. … vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora?
 2.
Sempre ottobre, venerdi’ 3. Una signora nota una randagia che corre per le strade del suo quartiere. Decide di portarsela a casa. La cucciola, pero’, sporca in casa. La signora, dopo 15 giorni, decide di sbarazzarsene. 17 ottobre: al Parrelli le porte sono sempre aperte. La signora, evidentemente, non fa caso al cartello con cui i gestori, in questi giorni, irridono leggi, ASL e Ufficio Diritti Animali. Dopo una visita dell’Asl che ha riscontrato (potrebbe succedere ogni settimana, se venissero effettuati controlli degni di questo nome) l’ennesimo superamento del tetto massimo d’accoglienza, hanno affisso sui cancelli un cartello che recita testualmente: “Abbiamo superato il tetto massimo: portate cani e gatti all’Ufficio Diritti Animali”. Nessuno dei delinquenti che fanno entrare l’animale domanda alla signora se e’ vaccinato, o da dove provenga. Sbattuto chissa’ dove, rimane nel lager per quattro giorni. A contatto con centinaia di altri animali. Senza alcuna visita veterinaria. 18 ottobre: Il signor L. ama i cani. E’ anche amico della signora che ha portato la cucciola al Parrelli. Infatti, le ha dato lui l’indirizzo. Gli hanno detto che e’ un bel posto. Per caso, incontra una ragazza di ritorno dal presidio anti-Parrelli del sabato. Gli mostra un volantino. Il signor L. pensa. 19 ottobre: il signor L. telefona al Parrelli. Chiede la restituzione della cucciola. Gli rispondono di passare a prendersela dopo un paio di giorni (un piccolo risultato delle proteste? Fino a poco tempo fa, con ogni probabilita’ gli avrebbero risposto senza problemi che l’animale era morto, o scappato). 21 ottobre: La cucciola esce dal lager. Segue immediata visita dal veterinario. Le sue condizioni sembrano buone. Ha tre mesi e mezzo. Vuole solo giocare. Le feci sono un po’ fluide... s’incrociano le dita. Ore 17: passa la notte in una clinica veterinaria. 22 ottobre: le viene riscontrata la gastroenterite. 23-24-25 ottobre: lotta tra la vita e la morte. 26 ottobre: muore alle 6.30 di mattina. … vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora? … vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora?
3.
Quattro cuccioli: meticci, due bianchi e due neri, fratelli, taglia media. Abbandonati. Trovati da un ragazzo ai margini di un bosco vicino Velletri, che li ha portati nel posto sbagliato, l’unico che permette l’ingresso di animali non vaccinati, potenzialmente portatori di qualsiasi malattia, senza disporre di zone d’isolamento a salvaguardia dei cani e gatti già presenti: il Parrelli.
Venuti a conoscenza del fatto, alcuni attivisti si sono affrettati a chiederne la restituzione. Ventiquattro ore di permanenza nel maledetto lager. Una volta usciti, i cuccioli sono stati immediatamente portati in una clinica veterinaria, i cui responsabili, appena appresa la provenienza degli animali, hanno immediatamente espresso dubbi sul loro stato di salute.
Purtroppo, non sbagliavano: i cuccioli ricoverati se ne sono andati uno dopo l’altro nell’arco di una settimana, tra gli atroci dolori derivanti dalla parvoviros.
Forse vi sono entrati gia’ malati, forse hanno contratto la malattia durante la permanenza nel lager Parrelli. Non si puo’ dire. Tuttavia, non e’ difficile capire che l’errore e’ a monte: se i cuccioli erano già malati, farli entrare in un’are a che ospita altri cani significa aver permesso deliberatamente la Trasmissione della loro malattia a tutti gli altri animali con cui sono venuti a contatto. Se invece i cuccioli sono entrati sani, si sono ammalati dentro al sfottuto Parrelli. Nessun canile, nessun rifugio accetta animali non vaccinati se non possiede un’area di quarantena.
Il Parrelli lo fa. Lo fa deliberatamente Lo fa da piu’ di TRENT’ANNI. E le sue vittime, pagano con la morte. … vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora? … vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora? … vuoi fare qualcosa per impedire che succeda ancora?
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COMMENTI:
Autore:
tomarebea
( mercoledì 12 novembre 2003, ore 18:12
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