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di ecce_ da commentare:
Medicine affidate alle ragazze pon pon Case farmaceutiche sotto tiro negli Usa
Bellezza e spigliatezza. Sono queste le caratteristiche più richieste a un brava rappresentante di medicinali. Ne sono sempre più convinte le case farmaceutiche americane che hanno iniziato ad arruolare massicciamente i loro agenti tra le ragazze pon-pon. Ad essersi accorto di quanto è breve il passo dal bordo di un campo di football o di basket alla sala d’attesa di uno studio medico è il New York Times che dedica all’argomento un lungo articolo della sua edizione online.
Dati ufficiali su quante cheerleaders intraprendano la carriera di rappresentanti di medicinali non ne esistono, mette in chiaro il giornale, ma la tendenza è evidente se si pensa che dalla sola Università del Kentucky, che detiene il titolo di ateneo con le migliori ragazze pon-pon, le case farmaceutiche ne hanno assunte quasi una trentina.
"Hanno le caratteristiche giuste per riuscire - spiega il signor Williamson, istruttore delle cheerleaders del Kentucky - movenze esagerate, sorrisi esagerati ed entusiasmo esagerato: con queste armi sono in grado di ottenere quello che vogliono dalle persone".
Ma se per il loro datore di lavoro queste capacità sono meriti indiscussi, a molti fanno invece storcere il naso. In fondo, fanno notare i critici, assumere una ex ragazza pon-pon come rappresentante assomiglia molto alla vecchia consuetudine di corteggiare i medici con regali, cene e pseudo-congressi in località esotiche messi da parte con gli anni per via dei costi insostenibili e degli scandali.
Uno dei principali oppositori di questo metodo, il professor Thomas Carli della University of Michigan, è convinto che anche questo ricorso alla seduzione per piazzare le medicine avrà vita corta. Il dottor Carli si è battuto per limitare la presenza nel suo ospedale di avvenenti rappresentanti, ma è comunque convinto che "le case farmaceutiche si renderanno presto conto che i giorni di questo mercato sessuale sono davvero limitati". |
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