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Messaggio di ecce_ da commentare:
Allarme depressione tra i giovani
"800mila, e in costante aumento"
di TULLIA FABIANI

Che stress. Che ansia. Che depressione. I ragazzi usano spesso certe esclamazioni, in molti casi come un intercalare, in altri come reale espressione di malessere. Anche se il "male di vivere" che può colpire gli adolescenti non sempre è dichiarato a voce alta. Tanto da passare inosservato. In Italia sono almeno 800 mila i giovani depressi: manifestano intenzioni di suicidio e soffrono di disturbi della personalità, di tipo ansioso o maniaco-depressivo. E il fenomeno sembra essere in aumento. A lanciare l’allarme è l’Associazione dei docenti cattolici, preoccupata per gli effetti che le pressioni sociali o i problemi familiari possono provocare sui ragazzi. "Gli ultimi dati forniti dagli istituti di psichiatria - spiega il professor Alberto Giannino, presidente dell’Associazione - indicano un forte aumento della depressione fra i giovani: l’8% dei giovani soffre di nevrosi d’ansia e il 5% di depressioni gravemente limitanti. Inoltre per sette ragazzi su cento, che hanno oggi fra i 18 e i 24 anni, la malattia è cominciata prima della maggiore età". Lo stress da competizione, i ritmi di crescita accelerati, la solitudine, gli ambienti relazionali più complessi, le minori occasioni di gioco: sono tutti sintomi che intaccano la vita quotidiana dei bambini e degli adolescenti e che, secondo i docenti, finiscono per avere pesanti ripercussioni sulla loro salute mentale.

"Questa sofferenza - commenta Giannino - non sempre è colta dalla famiglia, anzi ci risulta che spesso venga nascosta e non curata per vergogna o pregiudizio. Anche per questo probabilmente sono ancora pochi i casi che vengono diagnosticati in modo corretto e ancora meno quelli trattati correttamente. Dal manifestarsi dell’ansia alla cura del giovane sofferente passa molto, troppo tempo. In media da nove mesi a cinque anni, con un 30% di pazienti che non riceve cure adeguate e un 40% che non assume alcuna terapia". E ciò non fa che aggravare la malattia.

Del resto per i genitori come per i docenti è difficile fare una diagnosi chiara e precoce perché i sintomi di una depressione adolescenziale sono atipici o vengono facilmente mascherati da problemi fisici o da altre condizioni in apparenza completamente estranee a questo tipo di patologia. Ad esempio i disordini alimentari (anoressia e bulimia), il desiderio di dormire continuamente, l’insonnia, i dolori cronici, le cefalee e i disturbi gastro-intestinali possono nascondere una causa più profonda. Come pure l’abuso d’alcol e di droghe leggere. O i problemi di concentrazione e l’iperattività. Ma in particolare nella diagnosi sembra fondamentale la giusta valutazione degli umori. "Uno dei motivi per cui non si riconosce la depressione - precisa il professor Mario Di Pietro psicoterapeuta e autore di numerose ricerche sulla prevenzione del disagio giovanile - è perché si associa il problema a un umore triste (presente negli adulti) mentre nei ragazzi il malessere si manifesta soprattutto con un umore collerico e irritabile e il forte calo di interesse per attività che prima li coinvolgevano".

I comportamenti anomali, l’ostilità, l’aggressività possono dunque essere avvisaglie da non sottovalutare e da prevenire, secondo Di Pietro, con screening scolastici e programmi di educazione socio-affettiva; necessari anche per distinguere i casi di depressione, da altri particolari stati d’animo pure fisiologici negli adolescenti. Ed evitare eccessi di allarmismo. "In generale c’è un abbassamento della soglia dello stress negli adolescenti di oggi, dovuto probabilmente alle troppe ore passate davanti alla tv - commenta la professoressa Anna Oliverio Ferraris, psicologa dell’età evolutiva -. I ragazzi sono bersagliati da messaggi che li condizionano e li spingono al consumo e alla percezione di nuovi bisogni. Ci si sente inadeguati se non si è uguali al modello rappresentato".

Che possono fare allora la famiglia e la scuola? "Dovrebbero rendere i ragazzi più consapevoli della realtà di questi due mondi e della loro differenza - risponde la Ferraris - aiutarli a separare la vita reale da quella virtuale della tv con i suoi personaggi". Ma la prevenzione passa anche attraverso l’attivazione di una rete complessiva che riguardi le strutture sociali e quelle propriamente scolastiche. "In ogni scuola - ricorda Giannino - c’è una Commissione Salute e una nuova figura di docente della Funzione strumentale per la salute. Ed è importante che queste realtà lavorino per attivare tutti gli strumenti di prevenzione e cura della patologia depressiva. Serve perciò una maggiore collaborazione con le Asl e con lo sportello psicologico". Perché in questi posti, quando serve, i ragazzi trovino l’aiuto di cui hanno bisogno.

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