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raggioverde
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Buenos Aires e il Parco delle Brentelle
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maglioncino e maglietta sotto
ORA VORREI TANTO...
sapere quale è la decisione giusta
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
cosa penso del mio fidanzamento -- tornare o non tornare, questo è il problema
OGGI IL MIO UMORE E'...
strano
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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di raggioverde da commentare:
Ecco le impressioni del mio viaggio catalogate secondo la data:
4 novembre: Volo da Salonicco a Milano, volo da Milano a Venezia. Ma ci tengo a dire che la qualità del cibo offerto dall’ Alitalia è peggiorato nettamente durante gli ultimi 2-3 anni! Ora ti offrono un minusculo panino di salumi, un foglio di radicchio e un’ oliva, più una minipseudomacedonia (insomma, 4 pezzetti di composta) e una fetta di dolce. Nessun confronto con la pasta, il pesce, il petto di pollo, i risotti etc. offerti in anni precedenti. Poi prendo un autobus che attraversa un pò di campagna (rilevato l’odore di “agriturismo equestre”) e poi tutta Mestre fino ad arrivare alla stazione. Mestre mi è sembrata una città del tutto priva di carattere proprio. Poi prendo il treno per Udine che passa da una serie di posticini conosciuti soltanto sulla mappa. Arrivo ad Udine, per fortuna c’è una pianta della città esposta appena fuori stazione. Dopo 10-15 minuti arrivo in albergo, poi chiedo alla signora qualche consiglio per trovare un posto dove mangiare (erano già le 21 e qualcosa). Vado in una piazza (mentre fa un freddo cane) e trovo un ristorante cinese. Prendo un thé cinese, mangio un pò di cose, pago, esco di nuovo e scopro che… ho ancora fame! E non ho tanta voglia di rintanarmi in un albergo vecchio vecchio dove non c’è nemmeno la radio e il materasso del letto è decisamente concavo nonché più alto per i piedi che per la testa, soprattutto quando mi sento ancora stressato dal viaggio… quindi mi metto a girare di qua e di là e poi trovo una pizzeria che vende a tranci. La ragazza carina al banco mi chiede cosa voglio mangiare, io le dico di aspettare un attimo perche devo decidere, e mi sorprende chiedendomi “scusa, ma per caso sei sardo?” (ma non l’aveva notata la sciarpa della Fiorentina?) Rispondo “questo non me l’hanno mai chiesto prima!” e poi parliamo un pò, spiego di dove sono, cosa faccio, per quale motivo sono ad Udine… “e come riesci, dopo aver conosciuto il caldo dei tropici, a sopportare il freddo del Friuli?” Così si anima una simpatica conversazione a tre (anche il pizzaiolo, ovvero sospetto il marito o il fidanzato) e poi seguo per la mia strada, girando un pò a vanvera. Ci sono le strade con le arcate e i portici proprio come anche a Padova. Poi arrivo nelle piazze… veramente impressionanti, monumentali, illuminate… e tutto lo stress del viaggio mi lascia. Effetto “calmante estetico”, scopro che la città mi piace. Giro un pò così fino ad essere definitivamente stanco, poi torno in albergo per il collasso totale.
5 novembre Cominciamo con due scoperte non proprio piacevoli: non funzionano la sveglia e la macchina fotografica. O più giusto sarebbe dire tre: ho dimenticato le ciabatte a Salonicco, quindi la doccia aspetterà fino alla sera ma non mi dimentico di radermi per il colloquio, lustrarmi le scarpe, e mettermi la camicia formale azzurra. Compro colazione in un panificio, al bar gestito dalla stessa gente dell’ albergo mi prendo una piantina della città e si va, si va… per fortuna c’è il sole. Esploro anche di giorno le piazze ampie e monumentali di Udine, i piccoli giardini, le strade attraversate da piccoli ruscelli, le strade. Trovo un negozio di cinesi dove mi compro delle ciabatte nuove. Poi prendo un pranzetto (provo gli involtini di tacchina alla friulana, molto buoni ma serviti in quantità insufficiente) e decido di dormire un pò prima del colloquio, usando il telefonino come sveglia. Nella serata precedente e durante la mattinata mi piglio un pò di giornali locali e soprattutto giornali di offerte immobiliari (cosa importante da imparare: quanto costa l’affitto? Risposta: probabilmente circa 400-450 euro, se sono fortunato questo può includere le spese condominali). Ma quello che mi sorprendeva era proprio la presenza (su un certo giornale) di alcuni annunci sociali diciamo… maliziosi, tipo “28enne burrosa di (qualche paese in zona) cerca uomo sessualmente insoddisfatto, amante seni grandi, disponibilità ad ospitare” oppure “ragazza di buona bocca organizza degustazioni”, per non dimenticarci di quella che cercava “uomini non liberi per piacere reciproco” e 2-3 altre tipe che dichiaravano l’intenzione di tradire il marito (?!?!?!?!?) – magari quel giornale era noto per questi annunci, in altri giornali ho trovato testi un pò più soliti. Poi andiamo al sodo: il colloquio. Dopo di aver bevuto un buon caffé machiavellico (macchiato per chi manca di fantasia) vado all’ ufficio dell’ agenzia Interfax (vi ricorda qualcosa questo nome?). Incontro il Dottor Alberto Boi e la sua co-titolare (almeno convivente, probabilmente moglie) e parliamo di tutto quello che c’è da discutere: stipendio, orario, compiti, modalità di contratto, pratiche da aprire. Cosa mi offre: 867 euro netti al mese, 1064 lordi (circa la metà di quelli detratti va al trattamento fine rapporto, ovvero mi sarebbe pagato quando smetterei di lavorare lì), più 13esima e 14esima (quindi 12138 netti all’ anno, appena più di 1000 al mese in media), 35 ore alla settimana, promessa di niente straordinari (se un giorno lavoro di più, si tiene in conto e un altro giorno lavoro meno, lo stesso vale per le settimane, mi ha detto che se in un certo periodo non c’è tanto lavoro e voglio andare a Padova o da qualche altra parte, posso “togliere” un’ ora di lavoro dal giorno per ricuperarla più tardi. Problemi: niente altri impiegati in ufficio, quindi sarebbe di nuovo un lavoro solitario e dovrei cominciare proprio da zero per conoscere gente ad Udine. Non so se i miei documenti basteranno per farmi entrare nell’ eccezione alle quote che c’è per traduttori ed interpreti. Anche se mi fa un contratto a tempo determinato per fino a 2 anni (massimo possibile) anche alla sua scadenza, secondo gli ha detto il suo commercialista, dovrei di nuovo rientrare nelle quote. (quindi mi sa che mi conviene fare un contratto che finisca in primavera o in estate). Come è rimasto tutto: se è soddisfatto delle traduzioni che gli farò nel prossimo mese, e la burocrazia non diventa un ostacolo totale, mi farà il contratto. Un’ altra cosa buona di Udine: posti dappertutto per consegnare le pile consumate (così non inquinano l’ambiente).
6 novembre: In mattinata porto alcuni documenti dal dott. Boi (cose da mostrare al consulente del lavoro e alla DPL per le mie pratiche), poi prendo un treno e vado a Trieste. Bellissimi i passaggi del Friuli, boschi con foglie di tanti colori diversi, le montagne ad est e il mare ad ovest (non sempre tutti e due visibili da ogni posto ma comunque). A Trieste mi perdo cercando di seguire un funicolare che pensavo portasse a qualche castello, faccio una salita tremenda e arrivo in campagna. Quindi scendo e giro il centro della città, con una sosta ogni tanto per mangiare o bere qualcosina. La città di Trieste è molto bella, sopratutto il suo panorama tra le colline, il bosco e il mare, si vede che è una città un pò grande ma questo non la fa perdere il suo valore estetico. Non sono sceso fino al mare, ma ho notato quante possibilità ci sono di salire una collina e rifugiarsi nella natura. Ho anche cercato di telefonare Corivorivo per farle gli auguri di buon compleanno ma non riusciva a sentire le mie chiamate quindi le ho scritto un messaggio. Qualche ora dopo il tramonto prendo il treno per tornare ad Udine, ormai stanchissimo. Prendo un paio di tranci di pizza dalla pizzeria di prima.
7 novembre: Mentre faccio colazione scopro che il bar dell’ albergo ha anche un personaggio non notato prima: un bel gattone bianco di età matura, di nome Tony, che si lascia coccolare e mi fa anche le fusa! E ora, dopo uno scambio di sms con RickyM, si va verso Padova (più giusto: si passa da Padova per scendere a Terme Euganee).
Mi fermo qui per continuare in un’ altra occasione. |
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