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di ecce_ da commentare:
Alice tv, la prova è superata: adesso la sfida sono i contenuti
Eppur funziona. La televisione via internet di Telecom Italia, partita oggi, non si blocca, come ancora succede alle esperienze di televisione vista attraverso i vari player su personal computer. Ci ho visto un buon pezzo di Windtalkers, un film di guerra diretto da John Woo (2002). E non si è mai "congelata", non solo, ma le immagini scorrevano su uno schermo di 42 pollici con qualità molto più che accettabile, anzi diciamo molto buona. Merito della "compressione" e dello standard (porta un nome esotico per luomo comune, Mpeg-2) scelto. Va bene, la prova avveniva in un negozio Telecom, ma è difficile, visto che entro il 2006 lofferta si estenderà da 4 a 256 città, che ci sia il trucco. Quindi la "cosa va" e a una velocità internet quasi popolare: 4 "miseri" megabit, sul normale filo di rame.
Loggetto ha un aspetto volutamente famigliare per chi abbia già in casa la televisione di Fastweb o veda i canali satellitari sui decoder di Sky. La grafica del servizio è su sfondo nero, a destra una finestra riporta le immagini di uno dei canali. A sinistra una "pulsantiera" virtuale, cioè un elenco di possibili scelte. Cosa ci sia dentro lo si sa: canali broadcast come la 7 e MTV, ma soprattutto il video on demand: il film lo si può "tenere" per 24 ore. Poi non è più disponibile. Teoricamente, a prova di qualsiasi duplicazione.
Cè un catalogo di film (3 euro il prezzo più diffuso), cè lofferta di calcio (tutta la serie A meno lUdinese), che costa 11 euro al mese. Si compra con un pin, si può controllare da un menù se qualcuno ha comprato a nostra insaputa, si possono escludere i bambini dalla visione di contenuti ritenuti sconvenienti - si chiama "parental control", proprio così, scritto in inglese sul video stesso, controllo dei genitori.
Il costo del singolo film o evento si aggiunge peraltro ai 45 euro e centesimi dellabbonamento ADSL che serve per averlo. Migrazione automatica per i clienti Alice (dicono i responsabili), estranei tutti gli altri, compresi i clienti Tin. Se la volete, a casa arriva unaltra connessione internet, vera, ma quella che avete già non potete usarla per questa tv. Perché questo è un "triple play": 1) ci si riceve la televisione; 2) offre la telefonia: si possono avere e fare chiamate in voce, servizio basato su internet, il cosiddetto VoIP. A disposizione più telefoni cordless, da portare in giro per casa (ma, attenzione: anche questo si paga a parte); 3) si può navigare in internet dal computer, teoricamente anche mentre va la tv.
La televisione di Alice costa più di Sky e molto di più del digitale terrestre, ha la "faccia" di Fastweb ma un "tubo" di trasmissione più stretto. Eppure, grazie a internet, si porta dietro i mezzi del comunicare e quindi più servizi sul piatto ce li mette. Anche la navigazione internet da televisore, ci mette. Che è una forma assai immatura nel design dei siti e poco sviluppata, ma permette comunque di vedere un sito in 42 pollici. Abbiamo guardato Repubblica.it: ci fa una bella figura.
Lo strumento per la navigazione internet è una tastierina di uso assai facile, grande come un portamatite, quando si usavano. Ovviamente il decoder non ha hard disk: quindi vi potete guardare la posta, ma non salvare il file allegato. Giocare in diretta, ma non scaricare il gioco sul decoder.
Giochi, servizi, altra televisione, tanta altra televisione: per quelli di Alice è chiaro che questo è il futuro, e dal modo in cui presentano il servizio attuale si capisce che lattrezzo da oggi in vendita - che comprende un decoder, i telecomandi (quello tv e la tastiera internet), un modem e un "router" Wi-Fi, per permettere ai telefoni e al pc di funzionare in tutta la casa - è considerato una sorta di primo nato di una famiglia numerosa.
Fin qui i punti di forza di questo servizio, cui si aggiunge il canale di pagamento, elementare e micidiale: niente carta di credito, va tutto sulla bolletta del telefono ma si può controllare in ogni momento quanto hai speso. Quindi la tecnologia: al contrario di satellite e digitale terrestre, la IPTV (Internet Protocol Television) di Telecom si affida alle potenti spalle della rete e alla sua velocità e forza di sviluppo. Alla sua onda lunga. Già allo stato attuale, il servizio utilizza due tecnologie "povere", come il Wi-Fi e il VoIP che sono figlie della liberazione della banda radio e della flessibilità immensa dellarchitettura internet. Quindi è un cavallo che può andare lontano.
I punti di debolezza sono innanzitutto: 1) il costo: non è un servizio economico ed arriva su un mercato dove per la tv spendiamo tutti già molto. Telecom ha più volte paragonato il servizio on demand dei film a Blockbuster, dove il noleggio costa di più ma la tessera non ti porta via 45 euro/mese. 2) Laccredito in bolletta facilita lacquisto ma la spesa per lutente rischia di crescere davvero molto; 3) Lofferta al momento non è poi questa macchina da guerra, ma potrà essere arricchita; 4) Dal punto di vista dello sviluppo e della consapevolezza di internet, qui la rete e i suoi usi intelligenti (didattici, di lavoro o di sviluppo personale) sono del tutto marginali, mentre il porno potrà essere finalmente visualizzato su uno schermo degno del nome. In compenso il "grimaldello" televisivo potrà fare entrare internet anche in case dove forse non sarebbe arrivata (ma a caro prezzo...).
Non resta che un pensiero, un "sapore" che viene da tutta questa prova: che questo sia un contenitore ancora un po vuoto. Destinato ad essere riempito da altro e da altri. Telecom non si sbilancia ma non lo esclude. Possiamo ospitare qualsiasi programma broadcast, anche se la vocazione del servizio è il video on demand - dicono. E infatti... |
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