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di ecce_ da commentare:
"Addio Aracateca, arriva Macondo" Il paese di Marquez cambia nome
"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre l’aveva condotto a conoscere il ghiaccio". E’ sufficiente l’incipit di "Cent’anni di solitudine" per entrare subito nel magico mondo di Macondo, uno dei luoghi letterari più noti del pianeta. Sicuramente meno conosciuto, invece, è Aracataca il villaggio che diede i natali a Gabriel Garcia Marquez.
"In Europa molti non sanno cosa siano esattamente Bogotà e Medellin, ma tutti ti domandano di Macondo o di Aracataca", ha detto al ritorno da un viaggio nel vecchio continente Pedro Sanchez, sindaco del paesino del Magdalena. E allora, preoccupato dalla crisi economica e dalla povertà in cui vivono i suoi concittadini, il primo cittadino ha avuto l’idea: ribattezzare la cittadina da lui amministrata con il nome di Macondo.
"La questione è semplice - ha detto con estrema franchezza il sindaco ai giornalisti - si tratta di sfruttare turisticamente l’ingegno del nostro più illustre concittadino e di trasformare in realtà l’immaginaria Macondo, nata dalla sua fertile fantasia e dall’attività di Josè Arcadio Buendia". Per questo Sanchez ha presentato ufficialmente martedì scorso all’Assemblea del Magdalena un progetto in cui propone di mutare il nome di Aracataca, creato nel 1915, in quello di Aracataca-Macondo, in chiara allusione al villaggio inventato dal Premio Nobel della letteratura colombiano nei romanzi ’La Hojarasca’, da noi conosciuto come ’Foglie morte’ del 1955 e ’Cent’anni di solitudine’, pubblicato nel 1967.
Davanti ai responsabili dipartimentali, il sindaco ha ricordato che le finanze cittadine sono in bancarotta e che un accresciuto flusso di turisti forse può contribuire ad una ripresa. "Non abbiamo un acquedotto - ha detto - l’acqua di cui disponiamo non è adatta al consumo, e l’agricoltura non è ancora uscita dalla crisi in cui l’ha gettata lo scontro fra i paramilitari e le Farc". Da parte sua Rafael Dario Jimenez, assessore alla cultura, ha osservato che "se esiste Illier-Cambray, il villaggio immaginato da Marcel Proust in ’Alla ricerca del tempo perduto’, perché non può essere realtà Aracataca-Macondo?".
Problemi giuridici per questo cambiamento esistono, ma Sanchez è convinto che possono essere superati, e per questo ha già ordinato ad un falegname un enorme cartello da mettere all’ingresso del villaggio con la scritta: ’Benvenuti a Aracataca-Macondo, terra del realismo magico’.
Ma non si tratta di una mera, se pur comprensibile e giustificata, operazione commerciale. Nelle sue memorie del 2002 - ’Vivere per raccontarla’ - Garcia Marquez lascia intendere che c’è una relazione tra il villaggio immaginario con quello che gli ha dato i natali. E così descrive l’origine di Macondo: "Il treno fece una fermata in una stazione senza centro abitato, e poco dopo passò vicino all’unica coltivazione di banane del percorso, ed essa aveva il nome scritto all’ingresso: Macondo". |
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