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Messaggio di sbifidus da commentare:
Videogayme: l’omosessualità nei videogiochi

Ecco una storia documentata sui giochi elettronici omosex

Chi intenda scrivere una storia gay dei videogiochi non può però non riconoscere al gioco The Sims [36], simulatore di vita familiare, il primato di aver abbattuto ogni discriminazione riguardo gay e lesbiche. Nel gioco bestseller creato da Will Wright, non c’è alcun ostacolo all’espressione creativa. Un giocatore gay può duplicare in un mondo virtuale la propria vita, costruire una casa identica a quella dei suoi sogni, con arredamento, vicinato più gradito e, soprattutto, un fidanzato. Non solo, infatti, può sposare il proprio compagno (virtuale), ma costruire con lui la casa che più gli piace. E se la coppia dà prova di serietà, sperare persino di ricevere la visita di un assistente sociale che affidi loro un neonato in adozione [37].

Il gioco è stato molto apprezzato in Italia, dove una comunità di persone che si incontravano solitamente su un canale gay di chat del circuito IRC usò il gioco per ricreare un ambiente conviviale virtuale simile a quello del Grande Fratello. Nel Grande Frocello [38] i personaggi erano creati sull’aspetto reale dei chatter ed avevano i nomi dei nick solitamente utilizzati sul canale. Ad aprile 2004 è uscito invece Singles: Flirt Up Your Life [39], titolo sulla falsariga del bestseller della Maxis, ma una sorta di rivoluzione sessuale rispetto ai casti Sims [40]. In Singles i personaggi del gioco non si limitano a scambiarsi inoffensivi baci, ma si spingono fino al petting sotto le lenzuola. In tutto il gioco, sesso, falli e conchigliette sono spesso in bella mostra [41]. Nella prima versione era inoltre prevista la modalità ’Pink’, che assicurava accoppiamenti gay e lesbici senza discriminazioni. La seconda edizione, Singles 2: Triple Trouble [42], come prevedibile, ha in seguito conservato la possibilità di stabilire relazioni omosessuali, ma questa volta senza neanche scegliere una modalità speciale. Il motivo? "Perché - sottolineano alla Deep Silver, la casa produttrice - l’amore è libero e non ha vincoli". ma Singles non è rimasto un caso isolato.

Un altro gioco della Maxis, The Urbz [44], porta i Sims in città. Via i volti appesi da middle-class americana (e le ville da sogno), in questa versione esseri dalle sessualità multiformi vivono le libertà e gli eccessi di una metropoli. Anzi, di una lesbopoli! Le strade grigie sono solcate da gare di motocicliste, mentre kickboxer se le danno di santa ragione in gabbie all’interno di scantinati e una godibile musica rock fa da sfondo a incontri di break dance in perfetto street style. Ma i giochi di Wright hanno visto numerosi cloni, come il simulatore di vita d’albergo Hotel Gigant [45]. E’ interessante notare, in questo caso, che la maggior parte di essi, benchè molto meno evoluti rispetto al prototipo, non impedisce affatto relazioni gay. Al contrario. The Sims 2 si integra perfettamente con Sim City 4 [46], ultima puntata dell’altra saga di successo della Maxis, in cui il giocatore fa la parte del sindaco di una megalopoli. Attraverso la modalità online, che porta a livello planetario la simulazione dei mondi virtuali interconnessi, si è registrata l’evoluzione di enormi città con interi quartieri gay e lesbici popolati, o meglio, giocati, da gay in tutto il mondo. Lo stesso tipo di aggregazione "per inclinazione sessuale" accade anche nei MMOG. I videogiochi per il multiplayer massivo online si sono sviluppati negli ultimi dieci anni. Al loro interno l’utente ha la possibilità di accedere a un mondo virtuale nel quale vive una vera e propria vita parallela e può relazionarsi con utenti di tutto il pianeta che si ritrovano in quello stesso mondo. Condividendo esperienze di vita nel mondo virtuale si stabiliscono spesso forti legami con persone di altre nazionalità e culture, nascono amicizia e intese. E capita molto spesso che si creino gruppi gay che vivono insieme nel mondo virtuale, come la gilda ’Triangle’, formatasi di recente in Final Fantasy XI [48] sul server Behemouth, che per mesi ha fornito soccorso ai suoi adepti in giro per le terribili lande di Vana’diel.

Si scopre così, giocando in gruppo, che i giapponesi sono i più ’velati’ in materia di sesso, che i cinesi sono i più originali nel trasgredire alle regole di gioco e che gli americani sono imperialisti anche quando giocano ai videogiochi.Attraverso la chat ludica, servizio di comunicazione sempre presente nei giochi online, si apprendono ed assorbono slang di tutto il pianeta. E spesso capita di sentire, al piccolo errore commesso in una azione di gruppo, epiteti come "You are gay!", come modo di dire degli adolescenti americani per richiamare qualcuno per una cosa sbagliata ma che non si riferisce quasi mai alla sua identità sessuale [49].

TRANS IN GAME
Un gioco distribuito in rete, Queerpower, partendo dall’ottica queer, insiste sullo scambio di ruoli sessuali. Al gioco è possibile accedere direttamente su Molleindustria.it, il sito dei videogame politically correct. Ambientato nel mondo di Queerland, con un paesaggio di alberi a forma di fallo e colline a forma di tette, il gioco permette, dopo aver scelto se essere cazzofilo, passerofilo o confuso, di cambiare identità in un batter di tasto e copulare scegliendo tra diverse posizioni.

In Giappone è stato invece creato un simulatore di vita trans [50]. Trans, questo il titolo, ha venduto moltissimo nella sua prima versione, ma non ha raggiunto il top della classifica del genere ’simulatori di appuntamenti’. In questi giochi la trama si evolve combinando appuntamenti in giro per la città col fine, nella maggior parte dei casi, di conquistare il cuore della persona amata. In Trans il ventenne Yuta viene abbandonato a Natale dalla propria fidanzata, Eri, e ne soffre al punto da idealizzare ogni cosa che le apparteneva. Con questo bel pretesto inizia a dare sfogo alle sue pulsioni di travestita utilizzando i trucchi e i vestiti della ex e vivendo esperienze da crossdresser e transgender. Giocare a Trans è un vero spasso! Inizialmente trucchiamo il piccolo Yuta con rossetti e mascara, scegliamo insieme a lui quale vestito indossare e ci rechiamo ad appuntamenti sempre diversi in giro per la città. Possiamo controllare l’umore del piccolo trans attraverso il suo battito cardiaco e sarà lui stesso a suggerirci cosa mettere. "Non mi sento a mio agio", ci dirà se tentassimo di vestirlo come Rosy Bindi! Dopo ogni incontro ed in base alle nostre scelte la storia evolve verso sei finali distinti. I momenti clou sono rappresentati con filmati e disegni, anche erotici. Potremo così diventare una sex icon del mondo transgender o restare eterosessuali crossdresser (cioè amanti del travestitismo).

Autore del gioco è Rino Maebashi, anche autore del bestseller Sunday Night Removers, e noto nella versione femminile col nome di Marie Shibano. I disegni delicati di Masae Hashimoto (Tekken) e le dolci musiche di Seiji Hano fanno da complemento a questo piccolo capolavoro videoludico. Il gioco, del quale è uscita anche una seconda versione, a differenza di altre produzioni giapponesi tratta del transgenderismo senza ironia [51]. Nonostante non abbia scene di sesso esplicito viene venduto come hentai, in busta chiusa, nel materiale porno.

LUDICA OMOFOBIA
Non tutti i giochi sono favorevoli all’integrazione. Negli U.S.A., ad esempio, scoppiò un grosso scandalo per il videogame Deer Avenger [52] (Vendicatore di cervi) di Simon & Schuster Interactive, tanto da suscitare l’attenzione delle associazioni gay americane. Il gioco era pensato come capovolgimento del fortunato gioco Deer Hunter [53] (Cacciatore di cervi). Il protagonista, il cervo Bambo (un Bambi armato più di Rambo), deve abbattere cacciatori che riproducono i tipi umani della società americana. Può sparare a ’Contadinotto’ o ’Yuppie’, ma anche a ’Free Hugger’ (letteralmente, ’coccolatore’ di alberi), un personaggio che saltella sullo schermo con modi effeminati.

Un gioco per duri (e maggiorenni) è invece Grand Theft Auto [54], arrivato al quinto episodio con "San Andreas", gioco fortemente contestato in U.S.A. [55] e vietato in Australia [56], nel quale dedicarsi ad una carriera criminale fatta di infrazioni, stupri e omicidi. Il gioco è molto apprezzato dai ragazzi dei ghetti metropolitani. Forse perché il protagonista è nero (e muscoloso e pieno di monili d’oro). Sarà perchè ricorda un po’ Escopeta [57], il gioco in flash in cui un cacciatore deve scovare e uccidere a colpi di lupara un omino nudo cha fa cruising tra gli alberi prima che questi lo metta a quattro zampe (è ancora in rete, basta cercare ’escopeta.swf’ su Google).


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COMMENTI:


Autore: assila
( sabato 10 dicembre 2005, ore 14:00
)

sei acido e cattivo....




Autore: sbifidus
( sabato 10 dicembre 2005, ore 11:24
)

se non ti interessa non la leggere




Autore: assila
( venerdì 9 dicembre 2005, ore 17:58
)

Ti prego, cancella sta roba che non interessa a nessuno!!!




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