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di D17 da commentare:
 L'animale del giorno è il basilisco. Sembra che nel bunker ne sia nascosto uno, che esca fuori col buio e mangi un diverso oggetto ogni notte, prendendolo da una diversa scrivania, poi sostituendolo con un altro simile, ma non identico. Così, un censimento accurato del corredo potrebbe servire a ricostruirne le tracce. Incontrarlo "di persona" infatti, rischierebbe di voler dire scorgerne gli occhi, e con ciò chiudere i propri per sempre.
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COMMENTI:
Autore:
D17
( venerdì 21 novembre 2003, ore 14:31
)
La voce "Basiliscus", che si incontra nella Vulgata, traduce l’ebraico Sephà, che indica un serpente velenoso terribile, non identificabile tra i viventi.
Dagli antichi col nome Basilisco venivano designati strani mostri creati dalla fantasia a cui si attribuivano malefici poteri.
Il Basilisco è l’essere favoloso del mondo dei serpenti, un rettile leggendario carico di significati simbolici.
Nel corso degli evi il basilisco, che significa "piccolo re", si modifica fino alla bruttezza e all’orrore, e adesso se ne sta perdendo il ricordo.
Scrive Plinio: "E’ un drago che ha sulla testa una corona d’oro, grandi ali spinose, una coda di serpente, che termina con la testa di un gallo. Il suo fiato avvizzisce la frutta. Il suo sputo brucia e corrode. Il suo sguardo spacca le pietre. L’odore della donnola lo uccide.
Altra arma contro di lui è lo specchio: il basilisco è fulminato dalla sua propria immagine. E’ l’idea del maligno che lo morde".
Il basilisco, sempre secondo Plinio che ne ha parlato a lungo è un serpente lungo solo dodici dita che ha una macchia bianca sulla testa, a forma di diadema.
"Il suo sibilo fa fuggire i serpenti: non striscia sinuosamente come gli altri rettili, ma avanza, col corpo eretto a metà.
Il suo contatto e anche il suo alito uccide gli arboscelli, brucia l’erba da tanto è velenoso. E’ accaduto davvero che un uomo a cavallo uccise un basilisco colpendolo con la lancia ma il veleno seguì l’arma e uccise non solo il cavaliere ma anche il cavallo.
La donnola è l’antidoto contro questo mostro. Alcuni re, desiderando vedere morto questo rettile, ne hanno fatto la prova: si butta una donnola nella tana del basilisco ed essa lo uccide col suo odore, ma anch’essa perisce.
Così termina la lotta della natura contro se stessa." Secondo altre fonti il basilisco nasce dall’uovo di un vecchio gallo di sette o quattordici anni, deposto sul letame e covato da un rospo o da una rana.
E’ raffigurato da un gallo dalla coda di drago o da un serpente con ali di gallo. Il basilisco risiede nel deserto: meglio, egli crea il deserto. Ai suoi piedi cadono morti uccelli e imputridiscono i frutti.
Il basilisco, questo orrendo mostro mortifero è fulminato dalla sua propria immagine.
Pare che gli antichi lo chiamassero basilisco che significa regale, a causa di quella macchia bianca a forma di diadema.
La voce "Basiliscus", che si incontra nella Vulgata, traduce l’ebraico Sephà, che indica un serpente velenoso terribile, non identificabile tra i viventi.
Dagli antichi col nome Basilisco venivano designati strani mostri creati dalla fantasia a cui si attribuivano malefici poteri.
Il Basilisco è l’essere favoloso del mondo dei serpenti, un rettile leggendario carico di significati simbolici.
Nel corso degli evi il basilisco, che significa "piccolo re", si modifica fino alla bruttezza e all’orrore, e adesso se ne sta perdendo il ricordo.
Scrive Plinio: "E’ un drago che ha sulla testa una corona d’oro, grandi ali spinose, una coda di serpente, che termina con la testa di un gallo. Il suo fiato avvizzisce la frutta. Il suo sputo brucia e corrode. Il suo sguardo spacca le pietre. L’odore della donnola lo uccide.
Altra arma contro di lui è lo specchio: il basilisco è fulminato dalla sua propria immagine. E’ l’idea del maligno che lo morde".
Il basilisco, sempre secondo Plinio che ne ha parlato a lungo è un serpente lungo solo dodici dita che ha una macchia bianca sulla testa, a forma di diadema.
"Il suo sibilo fa fuggire i serpenti: non striscia sinuosamente come gli altri rettili, ma avanza, col corpo eretto a metà.
Il suo contatto e anche il suo alito uccide gli arboscelli, brucia l’erba da tanto è velenoso. E’ accaduto davvero che un uomo a cavallo uccise un basilisco colpendolo con la lancia ma il veleno seguì l’arma e uccise non solo il cavaliere ma anche il cavallo.
La donnola è l’antidoto contro questo mostro. Alcuni re, desiderando vedere morto questo rettile, ne hanno fatto la prova: si butta una donnola nella tana del basilisco ed essa lo uccide col suo odore, ma anch’essa perisce.
Così termina la lotta della natura contro se stessa." Secondo altre fonti il basilisco nasce dall’uovo di un vecchio gallo di sette o quattordici anni, deposto sul letame e covato da un rospo o da una rana.
E’ raffigurato da un gallo dalla coda di drago o da un serpente con ali di gallo. Il basilisco risiede nel deserto: meglio, egli crea il deserto. Ai suoi piedi cadono morti uccelli e imputridiscono i frutti.
Il basilisco, questo orrendo mostro mortifero è fulminato dalla sua propria immagine.
Pare che gli antichi lo chiamassero basilisco che significa regale, a causa di quella macchia bianca a forma di diadema.
Autore:
Bacco
( venerdì 21 novembre 2003, ore 14:26
)
nonono, è chiaramente un galloserpente, il basilisco è un tozzo lucertolone dotato di sei zampe...
Autore:
D17
( venerdì 21 novembre 2003, ore 14:23
)
Ho qualche riserva bacco, ma non escludo che la tua osservazione sia giusta.
A me pare proprio un basilisco...
Autore:
( venerdì 21 novembre 2003, ore 13:51
)
basilisco
Autore:
Bacco
( venerdì 21 novembre 2003, ore 12:30
)
io invece sono costernato nel farti notare che l'immagine che hai semiologicamente attribuito al basilisco non è basilisco. trattasi altresì di galloserpente.
Autore:
D17
( venerdì 21 novembre 2003, ore 09:25
)
ne sono lusingato, sbe!
Autore:
( venerdì 21 novembre 2003, ore 09:23
)
ogni tuo post per me è un tocco di cognizione
Autore:
( venerdì 21 novembre 2003, ore 09:22
)
basilisco
Sillabazione/Fonetica: [ba-Si-lì-sco]
Etimologia: Dal lat. basili°scu(m), dal gr. basilískos, propr. 'reuccio', dim. di basiléus 're'
Definizione: ant. basalischio o basalisco, s. m. [pl. -schi]
1 grosso rettile innocuo dell'America centromeridionale, munito di lunghissima coda, con una cresta a corona sul capo e una sul dorso (ord. Squamati)
2 animale leggendario che, secondo le credenze medievali, dava la morte con lo sguardo | occhi, sguardo di basilisco, (fig.) che incutono terrore
3 grossa bocca da fuoco usata nel sec. XV per armare le galee.