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di ecce_ da commentare:
Conflitto di interessi per Berlusconi LAntitrust apre un procedimento
LAutorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto un procedimento per conflitto di interesse sul presidente del Consiglio per gli stanziamenti sullacquisto dei decoder. LAntitrust, si legge in una nota dellAutorità, "nella riunione del 22 dicembre 2005, ha deliberato lapertura di un procedimento ai sensi dell articolo 3 della legge sul conflitto di interessi. Il procedimento riguarda il Presidente del Consiglio e punta a verificare quanto segnalato da alcuni parlamentari circa leventuale sussistenza di una situazione di conflitto di interessi nellambito degli stanziamenti stabiliti dalla legge Finanziaria a favore dellacquisto di decoder televisivi".
La vicenda, che riguarda unazienda che produce decoder e i cui prodotti sono distribuiti da una società che fa capo a Paolo Berlusconi, era stata posta già ad ottobre da alcuni esponenti dellUnione, tra cui il senatore della Margherita Luigi Zanda. Lultimo atto, quello che ha dato spunto allapertura del procedimento dellAntitrust, è un esposto dell Unione di due giorni fa: "Con la fiducia sulla legge finanziaria, lon. Berlusconi si è assunto la responsabilità di atti governativi a favore anche del fratello" si leggeva ier in una nota dei presidenti dei gruppi dellUnione alla Camera dei deputati, con la quale si annunciava la presentazione allAntitrust un esposto sullargomento.
Lindice è puntato sulla questione di fiducia, decisa dal Consiglio dei ministri il 14 dicembre e votata dalla Camera dei Deputati nella seduta del 15 dicembre, su un maxiemendamento sostitutivo delintera legge finanziaria, "comprendente contributi pubblici per lacquisto dei decoder per il digitale terrestre, distribuiti e commercializzati in Italia anche da una società controllata dal signor Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio dei ministri".
Nellesposto allAntitrust i capigruppo del centrosinistra alla Camera rilevavano che, "in base al nostro ordinamento, la posizione della questione di fiducia investe in via diretta ed immediata la responsabilità del Presidente del Consiglio (dirige la politica generale del Governo e ne è responsabilè e, conseguentemente, ha il compito di mantenere lunità di indirizzo politico ed amministrativo" del governo, come recita lart. 95 della Costituzione), per cui la presenza o lassenza del presidente del Consiglio alla deliberazione relativa alla posizione della questione di fiducia è del tutto ininfluente, ai fini della responsabilità diretta del presidente del Consiglio, perchè si tratta di questione che non può essere deliberata senza il suo consenso e la sua autorizzazione".
"Ne consegue - precisava la nota - che, nel porre la questione di fiducia su un maxiemendamento che, tra laltro, comprendeva norme di favore per suo fratello, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è incorso nel conflitto di interessi.
Questo, infatti, si configura, sulla base dellarticolo 3 della legge 215/2004, anche quando l atto governativo (nella specie la posizione della questione di fiducia) concede vantaggi ai parenti entro il secondo grado ovvero a imprese o società da essi controllate". Già il 14 dicembre il presidente Catricalà aveva confermato che lorganismo di garanzia stava lavorando sulla questione degli incentivi per i decoder, sottolineando tuttavia che si era ancora "in una fase pre-istruttoria: stiamo ancora verificando - aveva detto - i requisiti di ammissibilità della questione e quindi siamo ancora lontani dallapertura di unindagine che presuppone elementi più certi".
Lo stesso giorno la questione era stata sollevata dal presidente del gruppo Ds Luciano Violante che in aula a Montecitorio aveva chiesto al governo di chiarire in quale riunione il Consiglio dei ministri fosse stata autorizzata la fiducia sul testo e chi la presiedeva. Nel mirino dell Antitrust, a quanto si apprende, sia gli aiuti del 2005 che quelli previsti dalla Finanziaria per il 2006. |
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