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Messaggio
di JIJO da commentare:
Quando lo vidi allo zoo di Barcellona mi fece un'impressione incredibile, sembrava veramente di guardare un anziano essere umano chiuso in gabbia. Mi turbava... e ancora oggi ricordo il suo sguardo e i suoi occhioni azzurri...
Copito de Nieve (Fiocchetto di Neve), unico gorilla albino conosciuto nonche' l'ospite piu' amato dello zoo di Barcellona, e' morto oggi, intorno alle 6.40 del mattino, a causa di un cancro alla pelle. Lo ha annunciato fonti ufficiali del capoluogo catalano. Copito de Nieve era arrivato a Barcellona nel 1966, dopo essere stato catturato nelle foreste dell'Africa Centrale, in quella che adesso e' la Guinea Equatoriale, e si era rapidamente transformato nell'animale piu' popolare dello zoo della citta'. Il cancro alla pelle che ha ucciso l'unico gorilla albino di cui si abbia tracce fu scoperto nel 2001, e nel settembre scorso, all'aggravarsi le sue sue condizioni, il direttore dello zoo barcellonese, Jordi Portabella, aveva chiesto ai bambini della citta' di venire a visitarlo per un ultimo saluto.

Il lungo addio a "Fiocco di neve" "Copito" vive da 37 anni nello zoo della città catalana E' unico al mondo e ha una forma rarissima di cancro alla pelle Barcellona piange il gorilla bianco Decine di migliaia di persone sono già andate a salutarlo si prepara una giornata di lutto e gli verrà dedicata una strada
Madrid - Nella grande gabbia dello zoo di Barcellona, che da 37 anni è la sua casa, "Copito de nieve" si gratta ogni tanto l'ascella, e poi si succhia le dita. Non sa che quel bozzo che da qualche tempo gli provoca tanti fastidi sarà la causa della sua morte. La capitale catalana si sta già preparando a un'inconsueta giornata di lutto: l'unico gorilla albino esistente al mondo è malato di un rarissimo cancro alla pelle, i veterinari non gli danno più di qualche settimana, al massimo tre mesi di vita. A Barcellona "fiocchetto di neve" (è questo il significato del suo nome) ha trascorso la quasi totalità dei suoi 40 anni, ha avuto 22 figli dall'unione con tre esemplari femmina di gorilla di montagna (sette sono morti) e ha sette nipoti. Lo trovò, nel 1966, il cacciatore catalano Benet Mañé alla frontiera tra il Camerun e l'attuale Guinea Equatoriale. Il caso volle che proprio da quelle parti, a Ikunde, nella selva guineana, ci fosse un importante centro di ricerche zoologiche diretto da un biologo catalano, Jordi Sabater Pi. Il trasferimento dell'animale a Barcellona fu quasi immediato, e in poco tempo Copito de nieve è diventato uno dei simboli della città nel mondo. Per questo la commozione è grande e i preparativi per il doloroso addio sono accuratissimi. Il sindaco, il socialista Joan Clos, ha già annunciato che all'animale sarà dedicata una strada, ma è anche probabile che, in omaggio a Copito, venga costruito un monumento. I suoi fan accorrono a decine di migliaia per vederlo per l'ultima volta, prima che la malattia entri nella fase terminale e il gorilla venga ritirato dalla gabbia. Nei fine settimana si formano code lunghissime, famiglie intere con i bambini invitati speciali: quelli che portano un disegno di Copito avranno il biglietto d'ingresso gratuito e la loro "opera" esposta in una grande mostra. Il grande gorilla bianco di 140 chili, ignaro del suo destino, continua per il momento la sua vita di sempre. Anzi, persino più pacato del solito a causa dell'età (i suoi 40 anni equivalgono agli 80 di un uomo) e del cocktail di antidepressivi e analgesici che gli viene somministrato a sua insaputa insieme al cibo, la solita dieta a base di frutta, ortaggi, frutta secca e yogurt, per il quale va pazzo. I suoi ultimi giorni li sta vivendo come un vero nonno, senza perdere di vista per un solo istante le tre nipoti Batanga, Nimba e soprattutto Muni, la più piccola. Gioca e insegna loro come comportarsi. Ma spesso si stanca e si ritira nel suo angolo preferito, una roccia piatta dalla quale può dominare tutto il giardino e controllare anche le due figlie che vivono con lui. Per evitare litigi in famiglia, in genere basta un suo sguardo o un grugnito. I veterinari hanno ormai rinunciato a prolungargli artificialmente la vita: un intervento chirurgico sarebbe in teoria possibile ma si prospetta come troppo rischioso, e di sicuro provocherebbe all'animale enormi sofferenze. Il destino, così, è ormai segnato. Del resto, Copito de nieve ha già vissuto molto a lungo, probabilmente il doppio rispetto alle possibilità di sopravvivenza che avrebbe avuto nella selva africana. |
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COMMENTI:
Autore:
cia2003
( martedì 25 novembre 2003, ore 16:00
)
noooooooooooo! il peluchone e' morto?????? ti ricordi quanto siamo stati a guardarlo?
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