Messaggio
di Emanuelez da commentare:
due settimane di astinenza dal blog. due settimane importanti, in cui ho ritrovato forza e autostima, non senza qualche aiuto. è uno strano periodo della mia vita, in cui sto imparando a conoscermi, a comprendere le mie potenzialità (della cui gran parte ignoravo), di quello che ho da dare e di quello che voglio ricevere. un periodo di scelte (spesso difficili e dolorose), di sfide vinte e perse, di possibilità bruciate e sfruttate. resto però un sognatore, un idealista, uno che crede che tutto sia risolvibile parlando con civiltà e rispetto reciproco, uno che sente l'amaro in bocca quando vede quanto odio viene versato inutilmente. datemi del pazzo, ma questa è una cosa di me che non voglio proprio cambiare. è quello che mi rende speciale. è quello che mi rende unico. si... unico. |
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COMMENTI:
Autore:
Porkemon
( sabato 15 novembre 2003, ore 01:35
)
vorrei salutare tutti quelli che mi conoscono!
Autore:
Emanuelez
( giovedì 17 luglio 2003, ore 17:53
)
eh si... quanto hai ragione!!!
Autore:
cia2003
( giovedì 17 luglio 2003, ore 17:48
)
due settimane bellissime ... riferito alle ultime due ....
Autore:
betta84
( mercoledì 25 giugno 2003, ore 18:50
)
we we..sai chi so io??? la cuginetta della carlaaaaaaa
Autore:
banshee
( martedì 24 giugno 2003, ore 08:56
)
Non cambiare mai!
Autore:
JIJO
( lunedì 23 giugno 2003, ore 22:40
)
simpiooooooooooooooooooooo
ocio che l'aula studio è chiusa per 2 giorni, mi trovi nelle aulette di fianco.
ciao vecio
Autore:
strega
( sabato 21 giugno 2003, ore 19:50
)
ke la forza sia con te!!!!
Autore:
corivorivo
( venerdì 20 giugno 2003, ore 09:42
)
AMICO FRAGILE
Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte
con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":
per osservarvi affittare un chilo d'era
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.
E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo "Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.
E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.
Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci.
E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.
Fabrizio De Andrè