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di ecce_ da commentare:
"Un cantautore alluniversità": si moltiplicano i corsi su De André di SIMONE CERIOTTI
Sette anni fa, nel giorno della sua scomparsa, non era difficile immaginare che Fabrizio De André sarebbe entrato nelle università italiane, oggetto di approfondite ricerche letterarie come accade ai grandi autori contemporanei. Lincognita, semmai, erano i tempi necessari affinché il mondo accademico si accorgesse della valenza letteraria delle canzoni e, più in generale, della sua opera.
Invece, in un periodo relativamente breve, grazie anche alle numerose tesi di laurea a lui dedicate e alle iniziative della Fondazione guidata da Dori Ghezzi, gli atenei hanno avviato diverse attività di ricerca e analisi, la più nota delle quali è proposta dalluniversità di Siena. Si tratta del "Centro studi Fabrizio De André", un dipartimento nato alla fine del 2004, il cui scopo è larchiviazione e la messa in rete di tutto il materiale prodotto dal cantautore genovese.
Ma non è tutto. Il mese prossimo, sempre nellateneo senese, prenderà il via un corso di Archivistica dedicato allanalisi delle interviste rilasciate da De André: gli studenti delle lauree specialistiche di tipo umanistico potranno conquistare tre crediti formativi esaminando le tematiche di questi testi, sotto il coordinamento di Stefano Moscadelli, docente ordinario di Archivistica: "Proporrò agli studenti la lettura delle carte con occhio archivistico, ma anche con lo spirito della critica letteraria e sociale. Si tratta di un lavoro interdisciplinare al quale prenderanno parte studenti di Lettere, Antropologia e Storia, quindi mi aspetto analisi approfondite e complete".
La ricerca sarà improntata sugli scritti dellultimo periodo di De André, quello da cui proviene la maggior parte del materiale in prosa: "Si tratta di interviste, certo, ma non sono pensieri improvvisati - continua Moscadelli - perché Fabrizio trattava le conversazioni come testi letterari, si faceva scrivere le domande e preparava con cura le risposte, sempre in forma scritta. Siamo in possesso di documenti che testimoniano, attraverso numerose stesure, i ripensamenti e le variazioni prima della versione definitiva. Canzoni e interviste sono accomunate dalla scrupolosità dellautore, che non scriveva mai di getto, ma rielaborava più volte i concetti".
Comè organizzato il Centro studi che cataloga e archivia tutto il materiale, inedito e non, relativo a Fabrizio De André? Lo spiega Gianni Guastella, docente a Siena e direttore dellistituto: "Facciamo affidamento sulla buona volontà degli studenti che si propongono per fare stage o periodi di lavoro, mentre cinque persone lavorano qui a tempo pieno. La sistemazione dellarchivio è quasi completa, stiamo concludendo la digitalizzazione del materiale e presto metteremo tutto in rete, liberamente consultabile. Da lì inizierà un discorso di riflessione scientifica. Il nostro augurio è di contribuire a divulgare De André nelle università, con studi approfonditi, e nelle scuole, promuovendo incontri sui temi delle sue canzoni".
Nonostante lappoggio e la collaborazione della Fondazione Fabrizio De André, non è facile raccogliere tutto il materiale in circolazione sul cantautore genovese: "De André - continua Guastella - non scriveva moltissimo. Una buona parte dei suoi elaborati proviene soprattutto dallultimo periodo o dal primissimo, grazie agli appunti raccolti dalla madre. Fabrizio aveva labitudine di scrivere note a margine dei libri che leggeva (a volte si trattava di prime stesure delle sue canzoni, come nel caso di Prinçesa, tratta dallomonimo romanzo), solo che buona parte di questo materiale è andata dispersa, perché lui i suoi libri li regalava. Per questo chiediamo a chi possiede scritti inediti di farsi avanti: noi archiviamo, digitalizziamo e poi restituiamo tutto".
Sono passati sette anni dalla morte di Fabrizio De André e gli sono già state intitolate scuole e piazze, le sue vecchie canzoni ritrovano la vetta delle classifiche e la sua arte è oggetto di studi accademici. "Certamente De André - conclude Guastella - è il più letterato tra i nostri cantautori ed è lunico che ha assorbito stili diversi affiancandoli alla sua tradizione ligure-genovese. Stranamente a questo non corrisponde unadeguata bibliografia di carattere letterario, la maggior parte dei libri che parlano di lui si occupano solo del cantautore-cantante. Questo avviene anche perché nella percezione della gente il cantautore è una figura che non può essere consacrata dalla letteratura in senso stretto. Niente di più sbagliato. E proprio De André, nei prossimi anni, lo dimostrerà". |
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COMMENTI:
Autore:
thrilly
( mercoledì 11 gennaio 2006, ore 12:45
)
Era ora. Era un poeta, e uno dei migliori della nostra contemporaneità secondo me. non ho mai capito perché studiamo i lirici greci (peraltro splendidi per cairtà!), che erano tutti, in qualche modo, dei cantautori ante-litteram... e non studiamo i contemporanei. Ce ne sarebbero a paccate!
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