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Alla ricerca di un uomo focoso: sembra dai sondaggi che le donne desiderino appunto un amante sempre-pronto, quando giungono al massimo del loro risveglio sessuale, intorno ai quarant’anni, allorché ammettono di apprezzare di più la passione rispetto a quando avevano vent’anni. Ma attenzione alla cosiddetta focosità maschile.
Bisogna saper distinguere perché a incidere profondamente nelle relazioni affettive e sentimentali dei partners non è soltanto la scarsa sensibilità erotica dell’uomo che spesso si accompagna all’impotenza ma anche, a breve o lungo termine, la condizione opposta, ossia l’ipererotismo maschile che prende il nome di “satiriasi”.
E’ uno stato patologico in eccesso: l’uomo, in preda ad una esagerazione morbosa dell’impulso erotico, viene preso da improvviso e irrefrenabile orgasmo sessuale in seguito ad una condizione di sovreccitazione neuropsichica non dominabile. Esso non solo può incidere negativamente sull’armonia di coppia, ma può anche danneggiare le condizioni di salute. E’ noto infatti che le eccessive e troppo frequenti pratiche sessuali sono dannose all’organismo, soprattutto a quello dell’uomo che deve sostenere la parte più faticosa dell’atto sessuale: è soprattutto il sistema nervoso che ne risente, ma tutto l’organismo va incontro, a lungo andare, ad un indebolimento delle forze e a un esaurimento nervoso.
L’ipereccitazione sessuale dell’uomo ha per lo più il suo fondamento nella costituzione individuale ed è spesso difficile discernere i fattori che vi contribuiscono (fattori endocrini, nervosi, psichici, tossici ed eventualmente fattori derivanti da processi patologici).
In certi casi il fenomeno è dovuto ad un tono eccessivo del centro nervoso sessuale posto nel diencefalo (cioè in quella porzione dell’encefalo che è situata al di sotto degli emisferi cerebrali); in altri, ad uno stato di iperfunzione delle stesse ghiandole genitali (ipergonadismo) o dell’ipofisi (iperpituitarismo), in altri ancora ad un tono eccessivo dei centri nervosi midollari che presiedono ai fenomeni sessuali (erezione, eiaculazione). Nelle forme più gravi, il disturbo può essere imputabile alla presenza di un tumore dell’ipofisi, del testicolo, delle ghiandole surrenali o dell’epifisi. Nelle forme più lievi che fortunatamente sono le più diffuse, esso è dovuto semplicemente a uno stato persistente di sovreccitazione psichica. Per cui è bene che le quarantenni vogliose di fare buon sesso col cosiddetto amante sempre-pronto, imparino a distinguere per non andare incontro a situazioni pesanti.
L’ipereccitazione sessuale maschile può avere gradi e variazioni diversi, ma essa condiziona ampiamente, in ogni caso, il comportamento dell’individuo. Essa è favorita da stimoli sensoriali esterni che risvegliano e mantengono lo stato di eccitamento; per esempio la vista di un soggetto o di un oggetto atto a suscitare lo stimolo sessuale. Si può osservare in taluni casi il comparire di fenomeni sessuali precedenti il rapporto, per esempio l’eiaculazione precoce.
Non è raro poi che l’ipererotismo maschile sia caratterizzato da un’insoddisfazione successiva all’atto sessuale, per cui l’individuo, mai sazio, è teso alla ricerca di nuovi contatti in uno stato di vero e proprio parossismo sessuale.
L’ipererotismo maschile può colpire soggetti ancora molto giovani e anche bambini e addirittura vecchi e vegliardi. Tende però ad accentuarsi in epoche particolari: è frequente, per esempio, nell’uomo come nella donna, l’esaltazione dell’erotismo nell’epoca preclimaterica e climaterica. Va sempre tempestivamente curato per le conseguenze dannose che comporta per tutto l’organismo.
La terapia è diversa a seconda dei casi: se il disturbo è dovuto alla presenza di un tumore, non c’è che l’operazione. Quando è in gioco uno stato di semplice iperfunzione ghiandolare (dei testicoli, dell’ipofisi, delle ghiandole surrenali) è indicato l’impiego di ormoni estrogeni. In altri casi l’indirizzo terapeutico deve essere rivolto a ridurre l’ipertono corticale o diencefalico o neurovegetativo. Sono indicati allora i sedativi corticali, gli antispastici, i tranquillanti, i rilassanti. Gioverà rivolgere la cura sempre anche alla componente psichica.
La psicoterapia assumerà un ruolo di primaria importanza nei casi in cui l’analisi accurata della condizione psichica del paziente e del suo comportamento metta in luce l’esistenza di un conflitto emotivo conscio o inconscio.
Nella maggior parte dei casi di ipererotismo maschile basta la semplice psicoterapia a ripristinare la normalità dell’impulso erotico: ossia un’attività sessuale regolata dal buon senso e dalle condizioni di salute, oltre che dal naturale desiderio:il piacere sessuale deve essere graduato e distribuito saggiamente nel tempo per essere fisicamente e psichicamente più benefico, secondo i sessuologi
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