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Evissa
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CITTA': VALLE DI SUSA (TO)
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di Evissa da commentare:
Il "VINO DEL GHIACCIO" : UN BRINDISI DI DOLCEZZA PER UN PROGETTO DI ECCELLENZA
LAlta Valle Susa protagonista della sperimentazione in collaborazione con Donna Sommelier sinserisce tra le esclusive aree del mondo in cui vengono prodotti gli EisWine
A febbraio 2006, con una spettacolare vendemmia tra i filari innevati prenderà avvio il progetto della Comunità Montana Alta Valle Susa "Il vino del ghiaccio". Il progetto è stato presentato dal Presidente Mauro Carena e da Maria Luisa Alberico, Direttore della rivista Donna Sommelier Europa, partner della Comunità in questo progetto, domenica 30 ottobre al Salone del Vino del Lingotto a Torino, fiera internazionale per produttori e professionisti del settore enologico provenienti da tutto il mondo, destando notevole interesse da parte di addetti ai lavori, ma anche del numeroso pubblico di appassionati che ha assistito alla presentazione. LAlta Valle Susa si inserisce infatti con questa sperimentazione tra le esclusive aree del mondo nelle quali sono prodotti i "Vini del ghiaccio", o Eisweine, nella corrente dizione tedesca con la quale questa tipologia di pro-dotti è conosciuta a livello internazionale. La Comunità Montana Alta Valle Susa in collaborazione con Donna Sommelier Europa, produrrà infatti a Chiomonte, sede naturale e storica dove sono collocate le vigne più alte del Piemonte, un vino del tutto unico e non prodotto altrove in Piemonte: il "Vino del ghiaccio", appunto, così chiamato per il particolare procedimento produttivo, che prevede una vendemmia tardiva, lasciando i grappoli sul tralcio fino allinverno. In questo modo essi subiscono una drastica diminuzione, si riducono perdendo buona parte del proprio peso, concentrando però gli aromi e dando luogo a trasformazioni enzimatiche uniche, con un risultato di profumi e sapori del tutto particolare. Si ottiene un vino denso, quasi viscoso, dal colore intenso e dalla profumazione ric-chissima e in molti casi totalmente diverso rispetto agli aromi normali delle uve di provenienza. Sono poche le aree del mondo in cui, per condizioni metrologiche e ambientali sono possibili raccolte così avanzate e la viticoltura della Valle potrà così vantare grazie a questo progetto della Comunità Montana a Chiomonte, Comune con gli impianti vitati più alti del Piemonte, la propria esclusiva collo-cazione tra i paesi che nel mondo producono Eiswein. Attualmente in Europa gli Eiswein sono infatti presenti nella zona del Burgerland austriaco e in Germania, dove a fine Settecento furono tentati i primi esperimenti in tal senso. LAvanà, vino autoctono da tempo immemorabile coltivato in Valle, si affiancherà così ai grandi Rie-sling Seyval Blanc, al Pinot canadese, al Cabernet Franc e al Vidal Blanc. A questi si aggiungono, per larea austro-tedesca il Gewurztraminer e lEhrenfelser. Alcuni filari dei vigneti di Avanà della Coo-perativa Clarea di Chiomonte, che produrrà il "Vino del Ghiaccio" presso la Cantina "La Maddalena" per la Comunità Montana, sono infatti stati lasciati sui tralci dopo lultima vendemmia, e sono stati riparati con delle reti che proteggeranno i grappoli fino a febbraio, quando si vendemmierà. «Andremo a produrre questo vino proprio nel cuore del periodo olimpico, momento molto importante per il nostro territorio», ha spiegato il Presidente della Comunità Montana Mauro Carena. «Non si tratta semplicemente della ricerca di un prodotto particolare e unico, quale sicuramente questo vino sarà, per abbinarlo ad un evento come le Olimpiadi, ma di unoccasione per riflettere, per raccontare a tutto il mondo che avrà gli occhi puntati sulle nostre montagne che da noi esiste la possibilità di praticare sport a livelli di eccellenza, che cè un turismo di grande qualità, ma che noi, e lo dico con orgoglio, abbiamo anche tanto altro, e cioè un patrimonio di cultura, storia, enogastronomia, paesi caratteristici e paesaggi bellissimi, resi unici dagli uomini e dalle donne che vi hanno lavorato». In questa direzione va quindi lintenzione di questo progetto e delle numerose iniziative di rilancio e promozione delle produzioni tipiche della Comunità Montana: «Bisogna puntare sullinnovazione, e sicuramente si tratta di una sperimentazione mai condotta in questo modo in Valle, ma soprattutto noi vogliamo che questi progetti di valorizzazione diventino un modo per ricordare cosa significhi la-vorare le vigne a mille metri di altitudine, che costituiscono leredità di persone che hanno creato terrazze, costruito muri di pietra, trasformato pendii in terre che danno ancora oggi un prodotto di alta qualità. Inoltre come Ente siamo profondamente convinti che il recupero dellagricoltura tradi-zionale sia lunico vero strumento di tutela ambientale e salvaguardia del territorio, oltre che loccasione di una nuova possibilità di occupazione anche per i giovani, riscoprendo mestieri antichi, condotti però con spirito e mezzi moderni», continua il Presidente Carena. «Di queste iniziative di viticoltura di montagna, che vedono la nostra Comunità montana impegnata anche in altri interventi, come il recupero di vigne in quota ad Exilles, si dice spesso che sono ormai presenti anche in altri territori, che altre Valli li hanno già tentati. Vorremmo però dire che da noi non ci sono le stesse sovvenzioni a cui possono attingere territori come la Val dAosta o il Trentino, ma sicuramente possiamo contare sulla passione di gente innamorata del proprio territorio, che cre-de nella propria cultura, fatta anche di prodotti e mestieri antichi, e che con questo orgoglio vivrà le Olimpiadi», conclude Carena, che dalla dottoressa Alberico e dal campione olimpico Livio Berruti, testimonial delliniziativa Giochi di Vini Donna Sommelier, ha ricevuto il calendario che vede proprio il mese di febbraio dedicato al "Vino del ghiaccio" della Comunità Montana. ]
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COMMENTI:
Autore:
tiredbrain
( venerdì 17 febbraio 2006, ore 09:56
)
Per me due casse grazie. Prego inviarmi coordinate bancarie per bonifico
Prosit (burp!)
Autore:
ika80
( mercoledì 15 febbraio 2006, ore 16:55
)
interessante davvero..... se solo avessi letto tutto
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