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Messaggio
di sally da commentare:
Spesso la gente mi dice che sono intollerante e estremista. Quando cerco di spiegare perché il modo in cui trattiamo gli animali nonumani non è moralmente difendibile mi si dice che ognuno ha il diritto di pensare quello che vuole e che non è giusto imporre le proprie idee agli altri. Ogni volta che parlo con un carnivoro mi sento rispondere sì hai ragione, rispetto la tua scelta ma non fa per me. Credo che sarebbe utile riflettere un po più seriamente su questo problema. Prendiamo un esempio molto semplice. Ammettiamo che a me diverta un sacco prendere a bastonate i bambini provocando loro solo lievi ferite curabili in pochi giorni. Ammettiamo che uno di voi mi colga sul fatto, cosa fareste? Cerchereste di spiegarmi educatamente che secondo voi il mio hobby è moralmente indifendibile? Sareste soddisfatti se vi rispondessi che rispetto la vostra idea ma che io la penso diversamente? Credo che qualsiasi persona sana di mente non sprecherebbe neanche un istante a cercare di convincermi ma piuttosto mi aggredirebbe violentemente per farmi smettere e far scappare il bambino. Picchiare un essere senziente come il bambino dell'esempio, pur essendo un atto di crudeltà intollerabile, è un danno di lunga minore rispetto alla tortura e alla sofferenza inflitta dagli umani al resto delle specie animali. Secondo voi ha senso affermare che la gente non picchia i bambini,non uccide i propri vicini o non violenta la prima persona che incontra per strada per scelta personale? Evidentemente la risposta è no. È unidea assurda. Evidentemente non lo è. Ma allora perché cambiare il significato del termine tolleranza appena si accenna agli animali non umani? Se uccidere e torturare degli esseri senzienti viene considerato una questione di scelta personale e difendere questa pratica significa far prova di tolleranza allora sono fiero di essere intollerante e incito qualsiasi persona che abbia una coscienza a far prova di intolleranza, a NON RISPETTARE LA SCELTA DI UCCIDERE delle persone che si cibano di esseri sensibili al dolore esattamente come noi. È per questo che per me è assurdo parlare del veganismo definendolo una scelta. Dal momento che mi sono reso conto che gli animali, per quanto riguarda la capacità di provare dolore e piacere, sono simili a noi mi risulta impossibile concepire che uno possa credere di trovarsi davanti ad una scelta. La scelta non c'è. O agisci di conseguenza oppure sei un ipocrita. E per questo che gli animalisti vegan non parlano di carne ma di cadaveri, che dicono che il latte è stupro e che chi si nutre di prodotti animali è un assassino.
E se non la pensate come me, sono il primo ad essere felice di parlarne, ma per favore, non inventatevi inutili giustificazioni per mettervi a posto la coscienza, ammettete che se vi cibate di carne non ve ne frega niente degli animali, non parlate più di scelta personale, non fate discorsi di tolleranza ma soprattutto andate a fanculo dal più profondo del cuore!
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