La Dea/luna riemerge dal mondo degli inferi e si affaccia nel mondo. È bellissima, giovane, rinnovata. È la Dea vergine, la fanciulla, la potenzialità di tutte le cose. Il Dio/sole la aspetta fuori già da un poco. È cresciuto ma è ancora acerbo, pieno di vigore e di azione inespressa. Si incontrano oggi, nel giorno dell’equilibrio cosmico. Sono belli, sono forti, sono giovani e sono pari. Esprimono il momento di equilibrio delle polarità, l’attimo quasi impercepibile in cui tutto è perfetto, tutto è possibile. Giorno/notte, luce/buio, maschio/femmina… nell’incontro bilanciato gli opposti si compensano: è il giorno dell’unione, il giorno in cui le qualità dell’uno si intrecciano con le qualità dell’altra nella perfezione del completamento. Nel percorso spirituale è arrivato il momento di uscire dal nostro cerchio interiore e iniziare a relazionarsi con l’altro e con il mondo. Ed è il momento propizio per liberare le energie creative. L’incontro nel sabba di Oestara delle divinità adolescenti maschile e femminile, inizio del loro rapporto e della reciproca esplorazione, segna la partenza di una nuova fase produttiva e creativa (che, nella natura, si manifesta con il risveglio vegetale e la stagione degli accoppiamenti di molte specie animali). Il sesso e l’erotismo sono le espressioni più forti delle energie creative attraverso il corpo. Sono forze potenti nel generare biologicamente ma esprimono risultati concreti anche nell’arte, nella produttività. Il momento ci invita a procedere a una nuova esplorazione delle nostre capacità di realizzazione, a livello fisico e spirituale, in relazione con gli altri e con il mondo. L’aprirsi agli altri passa per la via più attraente, quella dell’amore. L’aprirsi al mondo passa per la via dell’attività:i progetti finora accarezzati non sono più tali, ma cominciano a trasformarsi in tangibili realizzazioni, perché è tempo di far decollare le prime fasi di lavoro, di organizzazione e sotto l’impulso e l’energia del periodo di Ostara è facile scrollarsi di dosso l’inerzia dell’inverno, pianificare, programmarsi, iniziare concretamente.
Uno dei simboli di Oestara è l’uovo, contenitore di fermento vitale che - finalmente fecondato quindi vivo - deve maturare, essere covato, trasformarsi col calore delle cure, per arrivare più avanti a schiudersi e rivelare manifestamente il suo prodotto. L’uovo dunque è manifestazione di potere, il potere della realizzazione. E’ il segno della ricreazione dell’anno e del cosmo. Un antico mito narra che la Notte fecondata dal vento aveva deposto nell’immenso grembo dell’oscurità un uovo d’argento da cui balzò un dio con le ali d’oro, chiamato Eros, mostrando quel che esso conteneva: il cosmo intero con tutte le sue creature. La forma, la perfezione dell’uovo, ne hanno fatto un elemento fondamentale di miti molto complessi. L’uovo, ancestrale simbolo di vita, ha percorso i millenni tra le civiltà della Terra offrendo insostituibili fonti d’ispirazione ad artisti e pensatori: basti pensare all’ “uovo cosmico” che, presso alcune antiche civiltà, è posto all’origine del mondo. Come totalità racchiusa in un guscio, indica la creazione già prefigurata fin dall’inizio. Per gli antichi Egizi l’uovo era legato al culto dell’amore, come sorgente di energia vitale, di equilibrio e di armonia tra l’uomo e la natura. Per gli antichi Persiani l’uovo era legato ai riti agresti e ai quattro elementi dell’universo dai quali dipendeva la struttura "ideale" della vita dell’uomo. In Cina ed in India l’uovo è ancora oggi il simbolo dell’eterno ritorno alla Vita, la rappresentazione allegorica del mistero dell’essere. Per il mondo cristiano e’ sempre stato il simbolo della vita e della speranza, perchè legato alla ressurrezione di Cristo e della giustizia divina. Ma al di di là dei riferimenti simbolici, l’uovo rappresenta per l’uomo un elemento nutritivo di altissimo valore. E il nutrimento altro non è se non carburante per l’azione |