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Messaggio di Evissa da commentare:
Primi risultati dei test.

Ma il Comitato che bloccò i lavori: prelievi nei posti sbagliati . Non c’è amianto nel sottosuolo di una delle zone della Valle di Susa interessate dal passaggio dell’Alta velocità ferroviaria (Tav) Torino-Lione. Sono questi i risultati dei rilievi eseguiti nell’area del monte Rocciamelone che saranno presentati oggi. Nella norma anche i valori della radioattività


NIENTE CAROTAGGI FATTI DAL “NEMICO” che fa propaganda!Ho provato a scrivere una particolare smentita ovvero UN CHIARIMENTO alle notizie dei media sul carotaggio effettuato PER far perdere simpatizzanti, e altra gente notav che non si preoccupa più dopo il risultato . Non potendo essere una smentita diretta, ma necessaria, si potrebbe chiamare "chiarimento urgente” verso i media che correttamente dovrebbero dare la possibilità della smentita ritocco. Urge riscatto Il titolo potrebbe essere AMIANTO e URANIO chiarimenti urgenti sui carotaggi Esistono strumenti appositi per rilevare con precisione quanto esista nel sottosuolo, appoggiandoli al suolo, senza carotaggi. L’uranio in particolar modo, si vede pure da aerei o da satelliti artificiali sensibilissimi. Al suolo per esser maggiormente precisi anche nei particolari, prima di fare un carotaggio “pulito” si fanno le rilevazioni, si cerca il terreno giusto. Il carotaggio è sottile come un braccio o meno. A Monpantero il carotaggio fatto dalla ditta interessata agli scavi, non ha amianto, è definito pulito, è stato pubblicizzato molto, non è il primo ma almeno il terzo carotaggio che ha “dichiarato”(!) di aver fatto, dopo 2 dichiarati scartati, perché “si sono sbagliati i tecnici” (?) quindi non davano sufficienti buoni risultati. Perchè cercare l’amianto a Monpantero? Si sa da sempre che non c’è. Chi ha giusti timori per la salute ne viene addirittura ridicolizzato, con quel carotaggio . Aquel modo forse si possono fare 100 carotaggi buoni e puliti, nel vasto terreno montano, magari vicino a quello buono già estratto (pure con 200 scartati non buoni o occultati) . Significano fare l’interesse di chi guadagna sugli scavi stessi, con propaganda favorevole. SMETTIAMOLA. rispettiamo le Alpi. Curiosità: il carotaggio di Monpantero ha ugualmente, nonostante non sia zona di vena, piccole vene di uranio. Diciamo capillari, tracce, nonostante che il carotaggio è molto stretto piccolo, ben studiato e mirato, l’uranio presente è ritenuto un particolare poco significante ovvero normale delle Alpi, da giustificarsi a non menzionarli in un primo tempo. la dichiarazione fu: “il carotaggio non ha tracce di amianto”. Bravo tecnico. Ovvio. Non v’era dubbio (di amianto). e stop- di uranio nemmeno accennòPer convincere la gente che ha problemi quotidiani a non preoccuparsi più. “Faremo altri carotaggi!” No basta. Disumano lavorare tanto, a spese popolo, per pubblicizzare l’innocuità dove non esiste. L’uranio si trova a forma di vene o puntini nel sottosuolo alpino occidentale dove si vorrebbe scavare. L’amianto si trova condensato sotto il Musinè; in superficie non c’è pericolo, in parole povere, esso man mano che sale in superficie diventa meno pericoloso e canbia nella struttura, in profondità modifica la sua struttura-composizione e diventa altamente pericoloso. In montagna si fanno passeggiate ed escursioni in tutta salute. Si coltivano e lavorano prodotti alimentari migliori nel mondo. Non tanto sul Musinè poco abitato ed evitato per tradizione. Il pericolo sono le miniere. La montagna ha bisogno di alberi, in specie di grande fusto. Vantiamo in miniere in zona l’amianto migliore di tutta Europa quindi il peggiore in termini di salute. Nonostante le “precauzioni del caso” si dovettero chiudere tali miniere per la moria dei dipendenti e non solo. Dopo 50 anni si eliminarono dalle costruzioni materiali tipo eternit, poiché se ne scoprì il possibile deterioramento negli anni, esposto al vento e intemperie; la lavorazione dell’amianto che momentaneamente non lo renderebbe pericoloso, continuò a causare morti anche fra gli operai e civili nei dintorni. Tanto da chiudere pure tali fabbriche. Tanto da smantellare e bonificare ogni presenza di esso nelle costruzioni, per legge. Tanto da pagare 5 anni di pensione anticipata agli impiegati che hanno lavorato un tot di anni in strutture con componenti (sia pur modificati nella lavorazione) di amianto. Nonostante il non pericolo in superficie, abbiamo in Piemonte una epidemiologia altissima di malattie cancerogene dovute a tali materiali. Forse favorita dal forte vento che scende dalla Valsusa, quel vento scende dalle Alpi francesi verso l’Italia, immaginatevi se non si sollevano polveri sottili durante i megascavi. Per avervi lavorato nell’amianto su incarico svizzero, ci sono duemila morti, recentissimi, svizzeri mi pare.Merita un discorso a parte il grave rischio di disastro idrogeologico, iniziato in Francia e sospeso con la sospensione dei lavori che causarono siccità irreversibile nelle loro sorgenti anche lontane ed inquinamenti in varie zone (possono esser la cima di un aicberg). Quella montagna ha laghi interni di acqua purissima che verrebbero seppelliti. Ed ormai conduciamo il Mondo verso la siccità se non ci prestiamo attenzione. Sopra Venaus c’è una miniera di uranio, si vede segnata dalla vecchia classica cartografia geografica. Il popolo non può dare importanza a un anonimo tecnico di parte, interessato, che offende tutti cercando l’amianto nei paesi intorno Venaus. (non l’uranio badaben)Si deve considerare la relazione del Politecnico di Torino, anche di Pisa, di notevoli esperti insigni e grandi. Fra l’altro pure neutrali, anche se a favore della popolazione bisogna sempre essere, in casi di minimo dubbio ( sarebbe pur giusta una controparte a misura) dare la priorità assoluta d’importanza ai rischi salute e al desiderio della popolazione del posto.---------------------------------------------------------------------------------------------------------------Tav, dopo la pubblicazione dei dati dell’Arpa, Agnoletto: «OPERA DI DISINFORMAZIONE PREPARATA A TAVOLINO. SULL’AMIANTO E L’URANIO NON SI SCHERZA»Bruxelles, 22 marzo 2006 - Vittorio Agnoletto si chiede «come medico del lavoro, come sia possibile che il personale dell’Arpa, un istituto composto da tecnici possa dare credito a uno studio che non rispetta i parametri minimi di un qualsiasi studio scientifico».Il sondaggio che esclude la presenza di amianto nei siti della Val di Susa, secondo l’europarlamentare della Sinistra unitaria europea, non sarebbe credibile. Almeno tre i «lati oscuri» dei risultati resi pubblici oggi dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente.«In primo luogo - spiega l’eurodeputato della Sinistra unitaria europea - il carotaggio condotto dalla società Lion Turin Ferroviarie (Ltf), in località Seghino di Mompantero, è stato solo uno, mentre ne andrebbero fatti diversi.Lo scavo realizzato misura pochi centimetri di diametro. Forse, perforando una porzione di terreno più ampia, i risultati sarebbero stati diversi.Come se non bastasse, le carte geologiche già evidenziavano l’assenza di amianto in quel luogo preciso: perché non sono stati presi in considerazione gli studi già fatti, come ad esempio quello dell’Università di Siena, che indica esplicitamente venti siti a rischio?Infine, l’Ltf non è una società "neutra", bensì costituita specificamente allo scopo di promuovere la progettazione, gli studi, le ricognizioni ed i lavori preliminari del tratto internazionale della nuova linea ferroviaria Alta velocità tra Lione e Torino. Solitamente lavori di questo tipo si affidano a gruppi terzi, che non siano coinvolti nel progetto...».Per Agnoletto, ora, «é necessario rifare i sondaggi e la Valutazione d’impatto ambientale, come chiesto dalla Commissione d’indagine del Parlamento europeo. Non basta spacciare un sondaggio come verità assoluta per screditare agli occhi dell’opinione pubblica una comunità che ha dimostrato la capacità di costruire consensi dal basso. Non scherziamo col fuoco: l’amianto e l’uranio provocano la morte delle persone».

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COMMENTI:


Autore: alez
( venerdì 24 marzo 2006, ore 12:54
)

Perdona il solito parallelismo ma parlando di carotaggi, sul Vajont (non smetterò mai di provare brividi sulla schiena) furono effettuati diversi tipi di carotaggi. Quelli profondi, sistematici e scientifici svelarono la presenza della frana. Quelli ufficiali parlavano di materiale autoctono solido: furono carotaggi superficiali e privi di coerenza...




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