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di Lou da commentare:
INDULTINO: RADICALI, NON ALIMENTATE ULTERIORI APETTATIVE NELLE CARCERI Roma, 25 giugno 2002
Dopo l’approvazione al Senato del cosiddetto indultino, Daniele Capezzone, Segretario di Radicali Italiani, Rita Bernardini Presidente di Radicali Italiani e Sergio D’Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino, hanno dichiarato:
“Il rischio ora è che si continuino a ingenerare aspettative nelle carceri in vista del ritorno della legge alla Camera. Va detto chiaramente - e i detenuti devono sapere - che con il voto di oggi il Senato ha deciso di chiudere la vicenda una volta per tutte: ha deciso cioè di chiudere le celle a doppia mandata con i detenuti ammassati dentro e di buttare via la chiave. Dopo l’allarme lanciato dal DAP questo non è solo un modo di dire: è stata annunciata un’emergenza carceri con rivolte, evasioni e attacchi esterni che sta già determinando misure di sicurezza e un ulteriore giro di vite nelle carceri. La maggioranza o, meglio, Forza Italia e UDC, che ieri hanno subito il danno del compromesso sull’emendamento Centaro-Borea all’indultino e oggi la beffa del voto contrario anche all’indulticchio che ne era rimasto da parte degli ‘alleati’ (la Lega, ancora una volta, è riuscita a fare cappotto al resto della coalizione!), hanno la responsabilità principale di questo esito infame di tre anni di dibattito pubblico, di appelli e lotta nonviolenta e di ripetute suppliche del Papa. A quel che su questo resta della maggioranza diciamo: non illudete ancora i detenuti e le loro famiglie e non prendete in giro ulteriormente gli italiani; certificate la morte di ogni atto di clemenza.
L’opposizione, pur votando in parlamento in modo condivisibile, fuori, non ha dedicato alla situazione delle carceri un solo minuto di lotta politica, diciamo: neanche un girotondo. Alla opposizione diciamo: non alimentate ora l’impressione che la vicenda non sia ancora conclusa perchè ci sarebbe ancora la possibilità che alla Camera qualcosa di buono possa ancora accadere. L’unica cosa seria che resta da fare è quella di dotare i detenuti di tutte le possibilità di ricorso alle istanze di giustizia interna e internazionale contro le condizioni crudeli, disumane e degradanti di detenzione a cui sono costretti.” |
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