

NICK:
Canina
SESSO:
w
ETA': 23
CITTA': Oderzo - Milano
COSA COMBINO: Studio Scienze e tecnologie dell'Aperitivo
STATUS: sistemato
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STO LEGGENDO
Cazzi e mazzi
HO VISTO
...Facciamo 500 e 700? Ok, però io scarico l’iva al 20%.
STO ASCOLTANDO
Roba troppo mielosa.
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
...come Elvis. Ciuffo a banana compreso. Però tutto nero, che il bianco allarga.
ORA VORREI TANTO...
^_^
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
Il teletrasporto.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arriva o no ottobre?
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
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2)

MERAVIGLIE
1)
2)
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Messaggio
di Canina da commentare:
…stavo correndo in stazione in preda alla disperazione per riuscire a prendere il primo treno. Stavo correndo, singhiozzando e la gente non capiva perché. E mi guardava. Ma non mi sentivo per niente osservata, anzi, quel giorno mi isolai completamente dal mondo, caduto, dopo quella breve telefonata di mia mamma. Continuavo a chiamare al cellulare e nessuno mi rispondeva, così la mia angoscia cresceva, l’ansia aumentava e non sapevo più cosa fare. Arrivai a casa e trovai un silenzio e un vuoto che quasi mai avevo trovato. Un paio di anni prima, quando venni a sapere che mio padre era stato coinvolto in un incidente stradale e non si sapeva nulla di più, appena tornata da scuola, trovai in quelle mura quel silenzio, un po’ più doloroso per il mio papà, ma pur sempre lo stesso silenzio. Quel giorno di un anno fa eravamo io, mio mamma e mio fratello, mio papà stava solo fuori in giardino, nel suo viso la tristezza per aver perso quasi mezzo figlio… Poi è arrivata la Paola, PierAntonio piangeva come fosse un bambino (credo di non averlo mai visto piangere in tutta la mia vita), la Doriana, Michele. Io a stento trattenevo le lacrime davanti a tutti per cercare di incoraggiarli e poi mi nascondevo e la mia rabbia scoppiava: dovevo trattenermi però dal fare rumore, altrimenti mi avrebbero scoperta. Decidiamo poi io e Michele di portare un conforto, se così si può chiamare, con il vanto di riuscire a dare questo conforto, all’unica persona che poteva, suo malgrado, essere vittima di quello che è successo.
Non ho mai capito perché le persone devono eccedere con l’alcol, o qualsiasi altra cosa, non ho mai trovato il bisogno di provare a capire il perché. Anche perchè non c’è nessun motivo. Mi incazzo solo a vedere i fiori appesi ad un albero, mi incazzo nel vedere una vita spezzata a 23 anni. Mi incazzo a sapere che si poteva evitare. Mi incazzo a vedere le persone che commettono di nuovo gli stessi sbagli. Ma lo dico a me stessa e in questo blog… e poi sto in silenzio.
Vorrei continuare a raccontarti quello che faccio a Milano, parlarti di Francesco (“Ma guarda che sono io che devo sposarti così poi ho finito di lavorare!!!”) raccontarti le cazzate del Venerdì e del Sabato sera, bere una birra al Panno e mangiare un toast, rimanere seduti al 21 a litigare fino alle 5, davanti a un sacchetto di patatine e un cocktail inventato al secondo… Vorrei che mi guidassi tu, insieme al mio nonno e a mia cugina, da lassù. Io mi sentirò protetta. Ho cercato di scriverti SMS nel cellulare, ma tu non mi hai risposto, mi sono arrabbiata e ho cancellato il numero. Li non ti serve il cellulare? Allora facciamo che io da qui ti parlo, tanto so che mi ascolti. 
Erjon we miss you.
La Canzone Di Marinella Fabrizio De Andrè
Questa di Marinella è la storia vera che scivolò nel fiume a primavera ma il vento che la vide così bella dal fiume la portò sopra a una stella
sola senza il ricordo di un dolore vivevi senza il sogno di un amore ma un re senza corona e senza scorta bussò tre volte un giorno alla sua porta
bianco come la luna il suo cappello come l’amore rosso il suo mantello tu lo seguisti senza una ragione come un ragazzo segue un aquilone
e c’era il sole e avevi gli occhi belli lui ti baciò le labbra ed i capelli c’era la luna e avevi gli occhi stanchi lui pose la mano sui tuoi fianchi
furono baci furono sorrisi poi furono soltanto i fiordalisi che videro con gli occhi delle stelle fremere al vento e ai baci la tua pelle
dicono poi che mentre ritornavi nel fiume chissà come scivolavi e lui che non ti volle creder morta bussò cent’anni ancora alla tua porta
questa è la tua canzone Marinella che sei volata in cielo su una stella e come tutte le più belle cose vivesti solo un giorno , come le rose
e come tutte le più belle cose vivesti solo un giorno come le rose. |
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COMMENTI:
Autore:
tarzi
( venerdì 26 maggio 2006, ore 20:47
)
Vorrei trovare le parole per poter scrivere qualcosa... ma anche se non le trovo so già che Jack ha comunque capito... ti prego da lassu abbi sempre un occhio di riguardo anche per noi!! Ciao Jack!
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