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NICK: robbish
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ETA': 75
CITTA': fashoda
COSA COMBINO: no
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STO LEGGENDO
umperio bogarto e la villa del brivido (è vero, sto ancora leggendo questa storia xkè non l ho capita)





HO VISTO
l erba di grace,21 grammi,fantozzi subisce ancora.Il primo film era ottimo, competente, un vero cine come fanno ad Hollywood, il sonoro era proprio karasciò, ti slushavi tutti gli urli e i gemiti. Molto realistico tanto che sentivi perfino il respiro pesante e l’ansimare del taraciok malcicco. e poi chi si vede? Il nostro vecchio amico, il succo di pomodoro, lo stesso che adoperano in tutti gli studi di Hollywood comincia a scorrere a fiotti. Magnifico è buffo come i colori del vero mondo diventano veramente veri soltanto quando uno li vede sullo schermo


STO ASCOLTANDO
Nena,where’s my mind (dicono dei placebo ma ci credo molto poco,anche pippo dice di no)


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
mutande con arabesque e maglietta del parmigiano reggiano.solo reglia e becks possono capire








ORA VORREI TANTO...
lasciamo stare


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
E’ inutile che cerchi il bello perche’ tanto non lo sarai mai





OGGI IL MIO UMORE E'...




ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
1)
2)
3)
4)
5)
6)

 


MERAVIGLIE

1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)


Messaggio di robbish da commentare:
Lo scopo di questa
missiva è quello di rendere giustizia a una
generazione,
quella di noi
nati agli inizi degli anni ’80 (anno più, anno meno),
quelli
che vedono
la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20
o 30
volte
tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo
fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna,
non
abbiamo
vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per
l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di
Italia
’90.
Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo
ideali,
mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di
quanto
sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo
Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo
dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli
che
sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo
dice.
Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le
biglie,
a
saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e
allo stesso
tempo
i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere
andati ai parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a
colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
elefante
e
con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con
bande
bianche
sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di
marca le abbiamo
avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 31
ottobre era la vigilia dei Santi e non
Halloween, quando ancora si
veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a
fare
la Maturità e i pionieri
del 3+2.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto
sorbirci
Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti
piacquero allora,
vai
a rivederli adesso, vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per
Candy-Candy,
ci siamo innamorate dei fratelli di
Georgie, abbiamo riso con Spank,
ballato
con Heather Parisi, cantato
con Cristina D’Avena e imparato la
mitologia
greca con Pollon. Siamo
una generazione che ha visto Maradona fare
campagne
contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli
per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre
fatti
accaduti
prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto
nessun avvenimento
storico.
Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo,
abbiamo visto cadere il
muro di
Berlino, e Clinton avere relazioni
improprie con la segretaria nella
Stanza
Ovale; siamo state le più
giovani vittime di Cernobyl; quelli della
nostra
generazione l’hanno
fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq,
ecc.);
abbiamo gridato NO
NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere
molto bene
cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo
imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
altro,
abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet
sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la
generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e
Terence
Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli
ultimi
a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con
Superman,
ET
o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big
Bubble, ma neanche le Hubba Bubba
erano male; al supermercato le
cassiere ci davano le caramelline di
zucchero
come resto. Siamo la
generazione di Crystal Ball ("con Crystal
Ball ci puoi
giocare"), delle
sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a
forma di
mattoncino,
dei Puffi, i Voltrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì
Ayuara,
l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù,
Creamy,
Kiss
Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la
casa
di
Barbie di cartone ma con l’ascensore.
La generazione che ancora
si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno
insieme.
La generazione che
non ricorda l’Italia Mondiale ’82, e che ci
viene un riso
smorzato
quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di
quest’anno è la
favorita.
L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
portapacchi della
macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15
giorni.
L’ultima generazione degli spinelli.
Guardandoci indietro è
difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo
in macchina senza
cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag;
facevamo viaggi di
10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe
turista.
No avevamo
porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con
chiusure
a
prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni
per
le
ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli
vivi e
il
gioco delle penitenze era bestiale.
Non c’erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e
quaderni,
tutti infilati in una
cartella che raramente aveva gli spallacci
imbottiti,
e tanto meno le
rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al
limite uno
era
grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per
bere e nessuno
si è
mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a
scuola, cosa che le
nostre
madri sistemavamo lavandoci la testa con
l’aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi,
dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la
spassavamo
tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di
tutto;
bevevamo
l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua
non
imbottigliata, che
bevono anche i cani! E le ragazze ci intortavano
inseguendole per toccar
loro il sedere e giocando al gioco della
bottiglia o a quello della
verità,
non in una chat dicendo Abbiamo
avuto libertà, fallimenti, successi e
responsabilità e abbiamo imparato
a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno di nostri?
Congratulazioni! Hai
avuto la fortuna di crescere come un bambino.

non voglio prendermi meriti che non mi appartengono:
questa e’ un’e-mail del buon carleffex

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