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elisewin
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COSA COMBINO: Non è da questo che si giudica una persona!
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STO LEGGENDO
.:memorie dal sottosuolo-dostoevskij:. .:un eroe del nostro tempo-pratolini:. .:l'amore ai tempi dl colera-marquèz:. .:altri libertini-tondelli:. .:cronaca di una morte annunciata-marquèz:. .:l'aleph-borges:.
HO VISTO
una corona di stelle e di spine.per la nostra paura del buio e della fantasia.
STO ASCOLTANDO
il suono dei sogni da voler realizzare. .:modena city ramblers:. .:battiato:. .:de gregori:. .:faber:. .:guccini:. .:vasco:. .:barry white:.
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
finire questa cazzo di università. far emozionare con la mia scrittura.
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
arabo et inglese.
OGGI IL MIO UMORE E'...
instabile.
.:lei ce l'aveva.un'anima lieve.era una ragazza semplice,di quelle che sognano dietro i libri e alle poesie,e se la vita è carogna non importa,una ragione buona per sorridere la trovi comunque.era un tipo così.ed era carina,questo bisogna dirlo.non del genere vistoso,che ti giri a guardarle.piu' semplice.ma aveva qualcosa che ti accalappiava,niente da dire,ce l'aveva.come una specie di limpidezza,di trasparenza.era quel tipo di donna che quando ce l'hai tra le braccia,sai che lei è lì,proprio tra le tue braccia e da nessun'altra parte.non so se avete presente.ma è una cosa rara.e bellissima nel suo genere:.(baricco)
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

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MERAVIGLIE
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Messaggio
di elisewin da commentare:
è morto NORBERTO BOBBIO.lo conoscevo pochissimo.ma sono sicura che fosse un grande.
"Con lui se ne va davvero l'ultimo maestro, nel senso classico della parola, di quell'altra Italia, civile e laica, gobettiana, che cercò di declinare gli ideali rigorosi della giustizia e della libertà, ereditati dalle minoranze democratiche e virtuose del Risorgimento, in un Paese invece refrattario e incline storicamente al compromesso, agli uomini della Provvidenza, al trasformismo.
Anche negli ultimi anni, quando ormai le sue apparizioni pubbliche si erano diradate, il filosofo del diritto e della politica seppe essere un punto di riferimento, un opportuno "chiarificatore" appunto, nello sbandamento generale delle ideologie e degli ideali, tracciando con limpidezza lo spartiacque tra i valori e le categorie fondanti dell'agire degli uomini.
Proprio quando il tentativo di unificare valori e storia si era fatto più pervasivo, l'anziano professore rammentò nettamente che cos'erano e perché erano radicalmente differenti destra e sinistra (come nel suo fortunato libro dal titolo omonimo), gerarchia ed eguaglianza, illibertà e libertà, prevaricazione e diritto.Non scevro nemmeno lui da qualche giovanile contraddizione personale, Bobbio, nato a Torino nel 1909 in una famiglia borghese dalle antiche radici piemontesi, seppe però superarle con la militanza antifascista e l'adesione nel 1942 alla corrente liberalsocialista e quindi al Partito d'azione, la forza politica in cui confluirono tanti suoi compagni di scuola del leggendario liceo classico torinese D'Azeglio e dell'Università di Torino, dove si era laureato nel 1931 in filosofia del diritto, affinandosi alla scuola di Luigi Einaudi, Francesco Ruffini e Gioele Solari. Laureatosi anche in filosofia con una tesi su Husserl e la fenomenologia, ebbe il suo primo incarico d'insegnamento della filosofia del diritto all'ateneo di Camerino.
Fu in quegli anni, durante i quali venne pure arrestato insieme ad altri esponenti di Giustizia e Libertà (nel 1935) come Franco Antonicelli, Carlo Levi, Giulio Einaudi, Vittorio Foa, Massimo Mila, Augusto Monti e Cesare Pavese, che Bobbio approfondì i suoi studi che lo portarono ad affiancare alla filosofia del diritto la filosofia della politica e i problemi sociali. (...)qualche anno fa Bobbio, che nel frattempo era stato nominato senatore a vita, nel 1984, da Sandro Pertini, in questo modo descrisse se stesso: "A chi un giorno mi chiedeva con quale brano di uno dei miei scritti amerei definirmi, indicai la conclusione della prefazione di 'Italia civile': 'Dalla osservazione della irriducibilità delle credenze ultime ho tratto la più grande lezione della mia vita. Ho imparato a rispettare le idee altrui, ad arrestarmi davanti al segreto di ogni coscienza, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare. E poiché sono in vena di confessioni, ne faccio ancora una, forse supeflua: detesto i fanatici con tutta l'anima."[tratto da repubblica.it]
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