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di ecce_ da commentare:
Gb, impronte digitali in biblioteca: schedati settecentomila bambini di CRISTINA NADOTTI
LONDRA - Lo scopo è quello di accelerare le procedure per il prestito nelle biblioteche scolastiche, ma cè chi teme che sia invece una schedatura di massa, che coinvolge almeno 700 mila bambini. In Gran Bretagna è allarme per il sistema con cui 3500 scuole elementari concedono libri in prestito ai propri alunni. Invece che usare una scheda cartacea sulla quale annotare i dati dellutente e dei libri prelevati dalla biblioteca, scrive ledizione online del Mirror, si è passati alla scannerizzazione delle impronte digitali.
Lorganizzazione NO2ID, che si oppone allintroduzione delle carte di identità con microchip e allistituzione del registro nazionale per lidentità, ha lanciato lallarme, sostenendo che si tratti di un altro sistema per raccogliere più informazioni possibile sui cittadini, fin da piccoli, e di un altro passo verso la registrazione obbligatoria di dati biometrici, sulla quale si è aperta nel Paese una accesa polemica. Le nuove carte di identità prevedono infatti la raccolta di tutti i dati in un database centralizzato, che secondo le organizzazioni che si occupano di difesa della privacy costituirebbe una aperta violazione della tutela dei dati personali.
"Stiamo mandando i nostri bambini a scuola o in prigione? - chiede Phil Booth, coordinatore nazionale di NO2ID - Non accetteremmo mai che venissero prese le impronte a degli adulti senza un consenso informato, perciò mi sembra davvero scandaloso che si schedino bambini di cinque anni". Il direttore del Micro Librarian Systems, che ha avviato il sistema di raccolta di impronte digitali, ribatte che non cè niente di spaventoso nellutilizzare le nuove tecnologie: "Alla fine si tratta di una scelta - dice Andy OBrien - se i genitori sono contrari allutilizzo di tecnologie biometriche possono chiedere che il proprio figlio continui a usare la scheda cartacea".
Si tratta solo dellultimo fronte aperto in Gran Bretagna nel dibattito sulla tutela della privacy. Qualche tempo fa le organizzazioni che si occupano di tutela della privacy denunciarono i sistemi di identificazione adottati da alcuni scuole, che richiedono ai propri studenti di essere identificati tramite impronte digitali per accedere ai locali scolastici e alle mense. A livello nazionale, il governo giustifica luso di tecnologie biometriche e la raccolta dati con la necessità di avere procedure più rapide e un maggiore controllo su potenziali terroristi. Le associazioni mettono in guardia contro il pericolo di scambio di milioni di dati personali tra più settori, sia pubblici, sia privati e sul potere di controllo sui cittadini che il possesso di questi dati darebbe allo Stato. |
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