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di ecce_ da commentare:
Erano cannibali i primi europei: le prove in una grotta spagnola di LUIGI BIGNAMI
È una grotta che permette un viaggio a ritroso nel tempo, verso le origini più inquietanti delluomo. Così si potrebbe definire lantro, chiamato Gran Dolina, che si trova tra le montagne di Atapuerca in Spagna, dove da tempo si ritrovano resti di ominidi vecchi di centinaia di migliaia di anni. È proprio al suo interno che nel 1994 vennero scoperti i primi resti dellHomo antecessor, un ominide che visse circa 800.000 anni fa. Recentemente sono stati scoperti nuovi reperti che portano ad un centinaio i resti fossili in fase di studio, che apparterrebbero ad almeno 10 individui differenti.
"Studiando questi ultimi reperti possiamo dire con certezza che lHomo antecessor praticò a lungo il cannibalismo", spiega Eudald Carbonell, paleontologo che coordina le ricerche del giacimento fossile. Secondo gli scienziati gli antichi abitanti di quellarea mangiavano gli individui che giungevano da fuori, soprattutto bambini e giovani, e non gli appartenenti al proprio gruppo. "Molto probabilmente si trattava più di un rituale culturale che di una reale necessità alimentare", spiega lesperto.
Nellarea vi è anche un altro importante giacimento, la "Sima de los Huesos" dove, ad oggi, sono stati scoperti circa 5.000 resti fossili, tra i quali vi sarebbero quelli di 30 individui preneandertaliani. E proprio recentemente è stato scoperto un cranio in condizioni eccezionali ancora in fase di studio. "Poiché questi resti sono tra i più antichi tra i nostri progenitori europei possiamo affermare che siamo discendenti di cannibali", spiega il ricercatore. Ma come si è arrivati dallo studio di quei pochi resti a sostenere lipotesi che gli antecessor si mangiavano tra loro? Identificare su un reperto fossile la presenza certa di tracce di cannibalismo non è per nulla facile.
È noto lesempio di un cranio risalente a 60.000 anni fa che venne scoperto oltre 60 anni or sono nella Grotta Guattari nel Circeo, il quale è stato ritenuto un esempio indiscutibile di cannibalismo preistorico. Solo 17 anni fa, grazie ad uno studio con il microscopio elettronico si è arrivati a capire che le incisioni sul cranio che si pensava fossero state prodotte da incisioni con pietre per staccare la carne, erano in realtà opera di denti di iene. Oggi, comunque, la manipolazione delle ossa al fine di staccare la pelle risulta ancora la strada più importante per individuare tracce di cannibalismo.
Così, ad esempio, si cercano incisioni lasciate da oggetti affilati oppure ossa spezzate per estrarre il midollo o ancora si ricercano eventuali segni di scottature come primitivi tentativi per rendere la carne più soffice e facile da staccare E proprio alcune di tali incisioni sono state scoperte su alcuni fossili di Atapuerca. La certezza di essere di fronte a reperti in cui si è consumato del cannibalismo tuttavia, si ha quando si ritrovano vicino a un fuoco o comunque in unarea dove si radunava una comunità.
I reperti spagnoli non sono lunico esempio di cannibalismo tra ominidi. Infatti, un esempio assai noto di unazione di cannibalismo riguarda lAustralopitecus africano soprannominato Lucy, scoperto nel 1974 e che risale a oltre 3 milioni di anni fa. Lo studio al microscopio elettronico ha rilevato sugli zigomi tracce di segni di taglio su quasi tutto il volto. Si spiegherebbero solo ipotizzando che qualcuno cercò di staccare la pelle con una pietra appuntita che sarebbe poi stata mangiata. Poiché in quel periodo gli ominidi non utilizzavano pelli di altri animali per coprirsi, lunico motivo per cui usavano togliere la pelle a propri consimili era per cibarsene.
Altri gruppi di nostri predecessori che certamente si dedicarono al cannibalismo sono stati trovati in Etiopia, dove un cranio di circa 450mila anni fa presenta tracce di scarnificazione. Lì vicino vennero trovate testimonianze di un fuoco. Lultimo popolo che ha praticato in modo intensivo il cannibalismo sono gli Anasazi, che vissero appena 800 anni fa nel sudovest del Colorado. In tempi recenti, si è parlato di popolazioni della Papua Nuova Guinea dedite al cannibalismo, ma le prove per asserire che il fenomeno avveniva su vasta scala sono ancora inconsistenti. |
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