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Ecco la generazione "No figli": Sempre più coppie senza bambini di STEFAN THEIL
Al caffè "Da Capo", locale alla moda di Atene, i 30-40 anni si godono in pace un cappuccino. L’argomento di conversazione preferito è, naturalmente, quello delle relazioni: la riluttanza degli uomini a impegnarsi, l’indipendenza delle donne, quando avere figli e, sempre più spesso, se averne. "Col passare degli anni le mie possibilità di avere bambini diminuiscono", dice Eirini Petropoulou, 37 anni. "Non sposerò qualcuno solo per avere un figlio".
Ama il suo lavoro ed è il suo parea, il gruppo degli amici più cari, le cui vedute sono simili alle sue - gruppo che per i giovani greci sempre più spesso svolge il ruolo della famiglia - a fornirle sostegno sociale. "Se a 45 anni sarò ancora senza figli, penserò alla possibilità di averne uno da sola". Ma la sua realizzazione personale non dipende da questo.
Fino a qualche decennio fa, la Grecia era una delle società più tradizionaliste d’Europa, dominata dal comandamento della Chiesa ortodossa di sposarsi e moltiplicarsi. Tabù sociali e religiosi classificavano le donne senza prole come aride zitelle e gettavano il sospetto sulle preferenze sessuali degli uomini non sposati di mezza età. Nello spazio di una generazione la rigida corazza sociale è scomparsa, grazie a una serie di fattori, tra cui un migliore livello di istruzione, maggiori opportunità di lavoro per le donne e l’ingresso della Grecia nel filone culturale dell’Unione europea. Risultato: una percentuale di matrimoni inferiore alla media europea e un tasso di natalità tra i più bassi del mondo, 1,3 bambini per donna.
Avere figli non è più un dato scontato: "Mai come ora, presso molte società, quella di non avere figli è una legittima opzione, per uomini e donne", dice Catherine Hakim, London School of Economics. Con un rapido cambiamento che tocca paesi tanto diversi tra loro come la Svizzera e Singapore, il Canada e la Corea del Sud, i giovani tendono a protrarre l’età adulta senza avere figli, posponendo il loro arrivo fin dopo i quaranta.
Gran parte di loro finisce col non averne affatto. La scelta di non avere figli, in Germania, riguarda il 30% delle donne con un’istruzione universitaria e è in rapido aumento tra gli uomini. In Gran Bretagna, negli ultimi vent’anni, il numero delle donne senza figli è raddoppiato. In Giappone, dove il tasso di natalità s’attesta a 1,25 bambini per donna, la percentuale record del 56% delle donne sui 30 anni è ancora senza prole, nel 1985 era il 24%. "Il futuro del Giappone sarà determinato dalla scelta di queste donne di diventare madri o no", dice Miho Iwasawa dell’Istituto nazionale per la ricerca sulla popolazione.
La tendenza ha generato una nuova cultura del non avere figli. In Gran Bretagna, sta crescendo il mercato di libri come "Child-Free and Loving It" ("Felici Senza Figli"), che la giornalista Nicki Defago spiega di aver scritto "per far sì che le donne che decidono di non fare bambini sappiano che i loro sentimenti sono perfettamente normali". Per loro nascono gruppi di supporto, come quello con sede a Vancouver "No Kidding!", all’inglese "Childfree Association". Facendo tesoro della condizione sempre più frequente di sostituti dei bambini che i cani assumono tra i giovani giapponesi, la Honda progetta auto che al posto del sedile porta-bambini prevedono un cestino per cani.
Con la loro maggiore capacità di spendere, il popolo dei senza figli sta facendo salire i prezzi di aree come Manhattan e il centro di Londra; uno studio britannico ha dimostrato che il valore di una casa scende del 5% se i vicini hanno figli adolescenti. Anche gli alberghi stanno venendo incontro a questo tipo di clientela; in Italia, il resort "La Veduta" promette: "La vostra vacanza in Toscana non sarà disturbata dagli schiamazzi dei bambini". A Roma, alcuni ristoranti si presentano come "club", i cui membri devono avere più di 18 anni, mettendo in chiaro che i bambini non sono benvenuti.
In passato (come negli anni ’50 e ’60) la mancanza di figli era la conseguenza della povertà o di cambiamenti radicali, della perdita di uomini in tempo di guerre; l’infertilità colpiva al massimo il 3% delle coppie. Oggi, la decisione di avere - o di non avere - un figlio è il risultato di una combinazione di fattori, tra cui le opportunità di carriera, lo stile di vita e la condizione economica. La nuova normalità della mancanza di prole riguarda tutte le classi sociali, non solo lo stereotipo dei Dink (double-income-no-kids, due stipendi e nessun figlio). In Germania, dove il tasso di denatalità è il più alto del mondo, 25%, libri come "Minimum", del conservatore Frank Schirrmacher descrivono una "spirale di denatalità" nella quale una popolazione in calo diviene sempre più riluttante ad aver figli.
Dalla Germania alla Russia, si parla sempre più spesso di sanzioni per chi sceglie di non fare figli. In Russia, dove la natalità è scesa dal 2,3 degli anni ’80 all’attuale 1,3, una lobby affaristica ha chiesto un inasprimento fiscale per le coppie senza bambini. In Germania, alcuni economisti e politici hanno suggerito che le pensioni di chi non ha figli siano tagliate del 50%. Gli esperti sostengono che i governi dovrebbero modificare le loro politiche per spingere i genitori che hanno già uno o 2 bimbi ad averne un altro: potrebbero prendere esempio dalla Francia, che ha aumentato i sussidi alla natalità per incoraggiare le famiglie ad avere il terzo o quarto figlio.
Una soluzione potrebbe essere quella di convincere le donne a mettere su famiglia un po’ prima. La fertilità cala rapidamente dopo i 35 anni, nonostante le nuove tecnologie studiate per mantenere vitali più a lungo gli ovuli femminili. Tra le donne con prole, l’età media del primo concepimento è salita dai 24 anni del 1971 ai 30 di oggi. In Grecia la natalità media è di 1,3 bambini per donna, ma tra le donne nate negli anni ’60 è di 1,9. Tra le italiane di quella generazione, è di 1,7, a paragone dell’1,2 del resto della popolazione, mentre per le tedesche è dell’1,6 rispetto all’1,4: quella che appare come rinuncia ad avere figli altro non è che la scelta di averne più tardi. Ma più tardi può facilmente diventare mai. La maggior parte delle coppie senza figli aspetta troppo a lungo per concepire; solo un terzo sceglie di restare davvero senza figli, dice Tomas Sobotka, demografo dell’Istituto di Vienna. |
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