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NICK: mollu
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CITTA': Campodarsego
COSA COMBINO: Lavoro!
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STO LEGGENDO
de tuuuuuuuuuuuuuuuuuttto
"Due Ruote e Una Sella! (a volte ritornano...)"
Stefano Disegni


HO VISTO
DI TUTTO UN Po’


STO ASCOLTANDO
tannto casin!!!


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
ING.KARNAK STYLE


ORA VORREI TANTO...
TROVARE UNA CASSA PIENA D’ORO PER POTER COMPRARE CASA!!


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
FNONOMETRIE VIBRAZIONI RSPP ;
KOME FARMI I C...SSI MIEI e vivere meglio!


OGGI IL MIO UMORE E'...
....
OGNI MATTINA ALZABANDIERA CON TANTO DI ADUNATA E SVGLIA DELLA CASERMA!!!


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata

Messaggio di mollu da commentare:
A una cena di raccolta fondi per una scuola che serve i disabili mentali, il
padre di uno degli studenti fece un discorso che nessuno di coloro che
partecipavano avrebbe mai dimenticato. Dopo aver lodato la scuola e il
personale dedito, fece una domanda: "Quando influenze esterne non
interferiscono dall’esterno, la natura di tutti è perfetta. Mio figlio Shay,
tuttavia, non può imparare le cose che imparano gli altri. Non può capire le
cose come gli altri. Dov’è l’ordine naturale delle cose, in mio figlio?" Il
pubblico fu zittito dalla domanda. Il padre continuò. "Io ritengo che,
quando un bambino come Shay, fisicamente e mentalmente handicappato viene al
mondo, si presenta un’opportunità di realizzare la vera natura umana, ed
essa si presenta nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino".
Poi raccontò la storia che segue: Shay e suo padre stavano camminando vicino
a un parco, dove c’erano alcuni ragazzi che Shay conosceva che giocavano a
baseball. Shay chiese: "Credi che mi lascerebbero giocare?" Il padre di Shay
sapeva che la maggior parte dei ragazzi non volevano un ragazzo come lui
nella squadra, ma comprendeva anche che se al figlio fosse stato permesso
giocare, la cosa gli avrebbe dato un senso di appartenenza di cui aveva
molto bisogno, e un po’ di fiducia nell’essere accettato dagli altri,
nonostante i suoi handicap. Il padre di Shay si avvicinò a uno dei ragazzi
sul campo e chiese se Shay poteva giocare, non aspettandosi un granché in
riposta. Il ragazzo si guardò attorno, in cerca di consiglio e disse: "Siamo
sotto di sei e il gioco è all’ottavo inning. Immagino che possa stare con
noi e noi cercheremo di farlo battere all’ultimo inning".
Shay si avvicinò faticosamente alla panchina della squadra, indossò una
maglietta della squadra con un ampio sorriso e suo padre si sentì le lacrime
negli occhi e una sensazione di tepore al cuore. Il ragazzo vide la gioia di
suo padre per essere stato accettato. In fondo all’ottavo inning, la squadra
di Shay ottenne un paio di basi, ma era ancora indietro di tre. Al culmine
del nono e ultimo inning, Shay si mise il guantone e giocò nel campo giusto.
Anche se dalla sua parte non arrivarono dei lanci, era ovviamente in estasi
solo per essere nel gioco e in campo, con un sorriso che gli arrivava da un
orecchio all’altro, mentre suo padre lo salutava dalle gradinate.
Alla fine del nono inning, la squadra di Shay segnò ancora. Ora, con due
fuori e le basi occupate, avevano l’opportunità di segnare la battuta
vincente e Shay era il prossimo, al turno di battuta.
A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay e perso l’opportunità di far
vincere la squadra? Sorprendentemente, a Shay fu assegnato il turno di
battuta. Tutti sapevano che gli era impossibile colpire la palla, perché
Shay non sapeva neppure tenere bene la mazza, per non dire cogliere la
palla. Comunque, mentre Shay andava alla battuta, il lanciatore, capendo che
l’altra squadra stava mettendo da parte la vincita per far sì che Shay
avesse questo momento, nella sua vita, si spostò di alcuni passi per
lanciare la palla morbidamente, così che Shay potesse almeno riuscire a
toccarla con la mazza. Arrivò il primo lancio e Shay girò la mazza a vuoto.
Il lanciatore fece ancora un paio di passi avanti e gettò di nuovo
lentamente la palla verso Shay. Mentre la palla era in arrivo, Shay girò
goffamente la mazza, la colpì e la spedì lentamente sul terreno, dritta
verso il lanciatore.
Il gioco avrebbe dovuto finire, a quel punto, ma il lanciatore raccolse la
palla e avrebbe potuto facilmente lanciarla al primo che copriva la base e
squalificare il battitore. Shay sarebbe stato fuori e questo avrebbe segnato
la fine della partita. Invece, il lanciatore raccolse la palla e la lanciò
proprio al di là della testa del primo in base, fuori dalla portata dei
compagni di squadra. Tutti quelli che si trovavano sugli spalti e i
giocatori cominciarono a gridare: "Shay, corri in prima base! Corri in
prima!"
Shay non aveva mai corso in vita sua così lontano, ma riuscì ad arrivare in
prima base. Corse lungo la linea, con gli occhi spalancati e pieno di
meraviglia. Tutti gli gridarono: "Corri alla seconda, alla seconda, ora!"
Trattenendo il fiato, Shay corse ancor più goffamente verso la seconda,
ansimando e sforzandosi di raggiungerla. Quando Shay curvò verso la seconda
base, la palla era fra le mani del giocatore giusto,un piccoletto, che ora
aveva la possibilità per la prima volta di essere lui l’eroe della propria
squadra. Avrebbe potuto lanciarla alla seconda base per squalificare il
battitore, ma comprese le intenzioni del lanciatore e anche lui gettò
intenzionalmente la palla in alto, ben oltre la portata della terza base.
Shay corse verso la terza base in delirio, mentre gli altri si spostavano
per andare alla casa base. Tutti gridavano: "Shay, Shay, Shay, vai Shay".
Shay raggiunse la terza base, quello opposto a lui corse per aiutarlo e
voltarlo nella direzione giusta, e gridò: "Shay, corri in terza! Corri in
terza!" Mentre Shy girava per la terza base, i ragazzi di entrambe le
squadre e quelli che guardavano erano tutti in piedi e strillavano: "Shay,
corri alla base! Corri alla base, sali sul piatto!" Shay corse, salì sul
piatto e fu acclamato come l’eroe che aveva segnato un ’grand slam’ e fatto
vincere la sua squadra.
Quel giorno, disse il padre a bassa voce e con le lacrime che ora gli
rigavano la faccia, i ragazzi di entrambe le squadre aiutarono a portare in
questo mondo un pezzo di vero amore e umanità.
Shay non superò l’estate e morì in inverno, senza mai scordare di essere
stato l’eroe e di aver reso suo padre così felice, e di essere tornato a
casa fra il tenero abbraccio di sua madre per il piccolo eroe del giorno!
E ora, una piccola nota alla storia: Noi tutti spediamo migliaia di
barzellette per email senza pensarci due volte, ma quando si tratta di
inviare un messaggio sulle scelte di vita, la gente ci pensa due volte prima
di condividerlo. Nel cyberspazio circolano liberamente le oscenità, le
volgarità e le scene crude, ma le discussioni pubbliche sulla decenza
vengono troppo spesso soppresse nelle scuole e sui posti di lavoro. Se state
pensando di inoltrare questo messaggio, con ogni probabilità state filtrando
le persone sulla vostra lista dei contatti, distinguendo fra quelle
’appropriate’ e quelle che no. Bene, la persona che ve l’ha inviato ritiene
che tutti possano fare la differenza. Noi tutti abbiamo ogni giorno mille
opportunità di aiutare a realizzare "l’ordine naturale delle cose". Tutte le
interazioni apparentemente futili fra due persone ci presentano
un’opportunità: passeremo questa piccola scintilla d’amore e umanità o
perderemo l’opportunità di illuminare la giornata di coloro che sono meno
abili di noi, e lasciare il mondo più freddo, nel farlo?
Un saggio una volta disse che ogni società viene giudicata da come tratta i
propri meno fortunati.
Cari saluti

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