Spritz.it - ecce_'s HOME - BLOG DIRECTORY - IL TUO BLOG - Segnala qs BLOG



NICK: ecce_
SESSO: m
ETA': 33
CITTA': padova
COSA COMBINO:
STATUS: single

[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE COMPLETO]

[ SCRIVIMI ]



STO LEGGENDO


HO VISTO



STO ASCOLTANDO


ABBIGLIAMENTO
del GIORNO


ORA VORREI TANTO...


IN QS PERIODO STO STUDIANDO...


OGGI IL MIO UMORE E'...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...


ORA VORREI TANTO...




PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

 


MERAVIGLIE

Nessuna scelta effettuata

Messaggio di ecce_ da commentare:
Rovigo, "Iscriviamo i nostri figli altrove"
La scuola si spacca sui bimbi rom
di TULLIA FABIANI

Da due anni la scuola è tutta per loro. I bambini italiani non la frequentano più e a Villanova Marchesana, paese della provincia di Rovigo dove abitano 1.200 persone, sono rimasti solo i bambini rom: diciannove alunni; due pluriclassi, una di prima, seconda e terza elementare, l’altra di quarta e quinta. Un ’ghetto’ da chiudere secondo l’Opera Nomadi di Rovigo; una scuola che funziona regolarmente secondo l’amministrazione comunale.

"Abbiamo spiegato la situazione alla Prefettura, alla Provincia, al Csa (ex Provveditorato) - racconta Roberto Costa, presidente dell’associazione rovigiana - ma senza risultati. I bambini stanno ancora lì, "separati e discriminati".

Le cause. I genitori dei ragazzini italiani hanno deciso di iscrivere i propri figli nelle scuole dei paesi vicini. Motivo: il fatto che gli alunni stranieri (quasi tutti kosovari) impedirebbero il regolare svolgimento dell’attività didattica. Parlano male l’italiano, l’apprendimento è più lento e quindi l’andamento della classe ne risente. "Non è un problema razzistico - sostiene il sindaco Ilario Pizzi, eletto con una lista civica di cui non dichiara l’orientamento - il punto è un altro: se i genitori hanno dubbi sulla formazione scolastica dei propri figli in una certa scuola li portano da un’altra parte. I genitori si sono sentiti preoccupati e hanno fatto una scelta".

"Non sindachiamo sulla scelta dei genitori - replica Costa - ma sulla mancanza di progetti e sulla linea pedagogica secondo cui i rom dovrebbero star soli per imparare meglio". Così lo scontro è drastico sulle visioni pedagogiche: quella della omogeneità secondo la quale "i bambini rom hanno esigenze diverse e la classe omogenea può aiutarli di più nell’apprendimento, in quanto gli insegnanti sono tutti per loro"; e quella dell’intercultura che dà maggiore importanza "al processo sociale dell’apprendimento" e fa corrispondere i tempi della classe a quelli del bambino più debole o più fragile: tempi interculturali.

Le possibili soluzioni. Ora, in questa ultima direzione si muove il progetto de l’Opera Nomadi, che vorrebbe chiudere la scuola di Villanova Marchesana e portare i ragazzi rom a Crespino, un paese nei dintorni dove esistono classi multiculturali. Gli alunni sarebbero divisi in piccoli gruppi e inseriti nelle classi adatte (uno o due per classe). "Il progetto che abbiamo presentato al sindaco e al prefetto, è quello di ridistribuire nelle scuole vicine questi bambini - spiega Costa - ma il sindaco ha detto che preferisce tenere aperta la scuola di Villanova".

Secondo Pizzi si tratta di "garantire un servizio ai cittadini, tutelare l’identità locale e limitare i costi economici", ma vanno considerate anche la riconoscenza e l’ammirazione per gli insegnanti che hanno deciso di rimanere a Villanova. E a chi gli parla di scuola-ghetto risponde: "È vero che lì ci stanno solo bambini rom, ma è sbagliato dividere i bambini in quattro o cinque gruppi e portarli in altre scuole; sono più isolati mettendoli qua e là dove gli insegnanti non li possono seguire. Non possono essere inseriti in classi con programmi e metodi rivolti a bambini italiani, serve una didattica adeguata ai loro tempi di apprendimento altrimenti si stancano e abbandonano la scuola".

Perciò l’idea è di fargli frequentare le lezioni in altre scuole due o tre volte alla settimana. Una sorta di integrazione progressiva che secondo il progetto del Comune e dell’istituto comprensivo di Polesella, (costo 15 mila euro), presentato alla Dirigenza scolastica regionale, dovrebbe cominciare a tre anni. "Fra qualche anno avremo bambini che vanno alle elementari e che potranno frequentare le scuole italiane senza difficoltà - nota il sindaco - Attraverso una rete di operatori abbiamo convinto infatti famiglie e insegnanti a far andare all’asilo i piccoli rom, in modo che possano seguire lo stesso percorso scolastico dei bambini italiani".

Un modello di integrazione che non convince però l’Opera Nomadi. "Servirebbero interventi precisi di integrazione sociale - precisa il presidente dell’associazione - senza mediatori culturali e sostegni alle famiglie si rischia l’apartheid. Il Polesine ha 250 mila abitanti su questi 10. mila sono immigrati e circa 300 sono rom che vivono emarginati, anche se stanno qua da quindici anni e lavorano in fabbrica o nelle cooperative. È un problema politico". "La polemica è politica - afferma Pizzi - a cominciare dall’accusa di razzismo. In ogni caso ho proposto di aprire un tavolo di discussione, ci confronteremo per vedere se la nostra può essere una soluzione o se dovremo trovarne altre".

ATTENZIONE:

Per commentare questo BLOG
è necessario essere iscritti
alla community di www.spritz.it

 

COMMENTI:

NESSUN COMMENTO DISPONIBILE

APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30

RICERCA:
Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


BLOG che SEGUO:

misia chiara@ ebe dpa glendida daisychain gigio9 favola blink sharmel autarkeia kispriss pippiri tiredbrain opo elenya AFInside81 scriccy crystal83 epthavale trilly86 Jane_D


BOOKMARKS

fumetti della gleba

(da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti )

UTENTI ONLINE: