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Il 15% delle case acquistato da stranieri
Quelli regolari sono 3.035.000, pari al 5,2% della popolazione totale

ROMA - Un aspirante alla patente di guida ogni 4 è un immigrato; quasi il 15% delle persone che acquista una casa è straniero; il 91% degli immigrati possiede un cellulare. La vita degli immigrati cambia e cambia in meglio quando arriva in Italia: a pensarla così sono ben 8 immigrati su 10. Lo segnala il dossier sull’immigrazione presentato da Caritas-Migrantes secondo il quale sono poco più di tre milioni i cittadini stranieri regolari presenti nel nostro paese. Per la precisione 3.035.000, pari al 5,2% della popolazione italiana, con un immigrato ogni 19 residenti. Il loro numero ha quasi raggiunto quello degli emigrati italiani nel mondo, pari a 3.150.000, e il nostro paese si colloca a livello di Spagna, Francia, Gran Bretagna, staccato nettamente solo dalla Germania. A tracciare la mappa del fenomeno immigrazione nel nostro Paese è il XVI Dossier Statistico Caritas-Migrantes, presentato a Roma, da cui emerge come in Italia sia rilevante anche la diversificazione delle provenienze, che includono tutti i paesi del mondo, seppur in misura differenziata.

PROVENIENZA - Ogni 10 presenze straniere, 5 sono europee, 2 africane, 2 asiatiche e una americana. È un nuovo mondo entrato in casa nostra, comunitario solo nella misura del 10%. Alla cifra complessiva del numero degli immigrati regolari in Italia, spiega il Dossier, si perviene tenendo conto dei dati registrati dal Ministero dell’Interno, del numero dei minori e di una quota di permessi di soggiorno in corso di rinnovo.

NEGLI ALTRI PAESI EUROPEI - L’Italia si colloca accanto ai grandi paesi europei di immigrazione: Germania (7.287.980), Spagna (3.371.394), Francia (3.263.186) e Gran Bretagna (2.857.000). L’aumento degli immigrati in Italia nel 2005 è dovuto sia ai nuovi arrivi (187.000) che alle nascite di figli di cittadini stranieri (52.000). Nel prossimo futuro, avverte il rapporto, deve essere messo in conto un aumento ancor più rilevante, come hanno dimostrato le 485.000 domande di assunzione presentate nel mese di marzo 2006 per fruire delle quote stabilite dal Decreto Flussi (170.000, quindi quasi tre volte inferiori alle necessitá). Se si tiene conto del deficit demografico italiano e della pressione dei paesi d’origine, è realistico stimare l’impatto in entrata in almeno 300 mila unità l’anno. I soggiornanti dei paesi dell’Est Europa sono circa 1 milione: i principali gruppi sono, tra gli extracomunitari, quello albanese e ucraino; tra i comunitari, quello polacco; tra gli Stati che si accingono ad entrare nella Ue, quello romeno (che è in assoluto il più numeroso).

LE FEDI RELIGIOSE - La diversità dei luoghi di origine determina la co-presenza di molte fedi: cristiani (49,1 per cento), musulmani (33,2 per cento), religioni orientali (4,4 per cento). Sono 1 milione e mezzo i cristiani provenienti da altri paesi, con cattolici e ortodossi che quasi si equivalgono (circa 660.000 unità ciascuno). Vi sono poi 1 milione di musulmani, e tra i 50 e i 100 mila induisti e buddisti, oltre a 350.000 o non credenti o classificabili nelle religioni prima menzionate.

DISTRIBUZIONE TERRITORIALE - L’incidenza degli immigrati sulla popolazione italiana è del 5,2%, con 1 immigrato ogni 19 residenti, in particolare 1 ogni 14 nel Centro e nel Nord Est, 1 ogni 16 nel Nord, 1 ogni 15 nel Centro. Tra dieci anni, stima quindi il rapporto, l’incidenza sarà raddoppiata e verranno superati i valori che oggi si riscontrano in Germania e in Austria. L’Italia, per la stragrande maggioranza degli immigrati, rappresenta un paese di approdo definitivo. La maggioranza dei permessi di soggiorno è, infatti, a carattere stabile, per cui più di 9 su 10 immigrati sono presenti per lavoro (62,6 per cento) e per famiglia (29,3 per cento), ai quali si aggiungono altri motivi anch’essi connessi con una certa stabilitá del soggiorno (motivi religiosi, residenza elettiva, corsi pluriennali di studio).

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