

NICK:
ecce_
SESSO:
m
ETA': 33
CITTA': padova
COSA COMBINO:
STATUS: single
[ SONO OFFLINE ]
[PROFILONE
COMPLETO]
[
SCRIVIMI
]

STO LEGGENDO
HO VISTO

STO ASCOLTANDO
ABBIGLIAMENTO
del GIORNO
ORA VORREI TANTO...
IN QS PERIODO STO STUDIANDO...
OGGI IL MIO UMORE E'...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...

PARANOIE
Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE
Nessuna scelta effettuata
|
Messaggio
di ecce_ da commentare:
Calcio balilla, il mito che non perde mai Dalloratorio oggi è un vero sport di MAURIZIO CROSETTI
Quel fortissimo clack. E poi sentire la manopola un po morbida, limpugnatura tra le dita. E il rumore che fa la pallina quando viaggia nella pancia del calcio balilla, dopo il gol. Palla contesa, palla alla difesa. Le cento lire incastrate nellasta col pomello, perché si possa giocare allinfinito senza pagare. E il segnapunti, e le palline che schizzano e volano. Ma rullare non si può, i ganci invece sì.
Mentre tutto il mondo cambiava, il calcio balilla no. Un ometto in porta, due in difesa, cinque a centrocampo, tre in attacco. Rossi contro blu. Pettinati con la scriminatura, come se avessero la brillantina. Undici rodolfi valentini impomatati che simulano la partita di pallone incollati alle loro aste lucenti, e si gioca saltellando da una manopola allaltra (se si è due contro due), oppure a coppie tenendo strette le proprie, io in attacco, tu in difesa che poi ci scambiamo. Da mezzo secolo. Nei bar, alloratorio, nelle comunità, a casa, in carcere, negli ospedali. E da venerdì, al "Palais" di Saint Vincent, Valle dAosta, in gara per un titolo mondiale: 36 nazioni, 50 giocatori, la più brava del mondo è italiana e si chiama Samantha Di Paolo.
"Ho imparato nel bar di mia mamma, avevo nove anni e salivo sulla sedia altrimenti non ci arrivavo. Mi alleno cinque ore al giorno, ma se dico che il calcio balilla è uno sport mi ridono dietro. Ritmi da professionista e guadagni da dilettante: è già tanto se ti copri le spese. Eppure è sport, eccome. Servono forza, testa, destrezza, fortuna. E magari, trovandolo, anche uno sponsor".
In Italia abbiamo 18 mila tesserati e milioni di praticanti. I campioni si mettono il talco sulle mani, come i ginnasti, e spruzzano grasso liquido sulle aste per farle scorrere meglio. Cè anche una Federazione, con un responsabile sportivo (Roberto Giovannini, pure lui in gara a Saint Vincent) che dice: "Il calcio balilla piace perché è rimasto quello di sempre, con 50 centesimi giochi una partita al bar, e se vuoi comprartene uno ti dura tutta la vita: sono indistruttibili".
I migliori li fabbricano a Pozzolo Formigaro, provincia di Alessandria (costo medio, da 300 a 900 euro). La ditta si chiama Garlando, tutto cominciò negli Anni 40 quando il pioniere Renato, artigiano, andò a lavorare per un bizzarro marsigliese di nome Marcel Zosso. Costui si era messo in testa di costruire "bigliardini" (però il nome ufficiale è quellaltro, un po fascista, dove balilla sta per ragazzo, omino). Renato Garlando si mise in proprio nel 1954, e adesso lazienda produce 30 mila pezzi lanno per 10 milioni di euro di fatturato e una sessantina di dipendenti. "Esportiamo anche in Cina, ma due terzi della produzione è per i privati" spiega Francesco Belletti, direttore commerciale. "Si gioca tanto in casa, e il boom labbiamo avuto proprio negli anni dei videogiochi. Forse perché il calcio balilla è così fisico, materiale, non è virtuale, ci giochi con altre persone, è tutto il contrario rispetto alla solitudine delle PlayStation".
Loggetto è sempre quello delloratorio, con la pallina da recuperare con la mano. Però è unillusione ottica. La forma e il senso del gioco sono eterni, i materiali no: oggi si usano "legni stabilizzati" (termine tecnico, "Mds"), gli ometti sono stampati direttamente sui tubi dacciaio cromato con tecniche coperte da segreti industriali, perché guai se il giocatore poi "slitta". Legno, metallo, plastica (le palline bianche sono di polipropilene) per assorbire forza e gesti classici: il corpo che si appoggia allasta eppure lei non si piega, nel gran colpo del polso goleador. Il mobile invece si sposta, prende a viaggiare come una zattera su quelloceano in tempesta che è la partita, e qui bisogna parlare di regole. Diverse, stranamente, tra Italia e resto del mondo. Noi siamo più severi e vietiamo il doppio tocco, cioè il gancio, mentre allestero ammettono passaggi, passetti, stop e tiri, trascinate e "virgole" (gli americani, sempre esagerati, hanno persino inventato il calcio balilla con tre portieri). "Per mia fortuna vivo in Svizzera" dice Samantha la campionessa "e mi alleno contro i maschi con le regole dei mondiali". Anche per questo è di nuovo favorita, mentre il più forte in assoluto è un belga, Frederic Collignon, che si porta a casa 200 mila euro allanno. Guadagnano bene solo i fuoriclasse, e solo se maschi: una cosa antica non può che essere maschilista. Invece il senso generale è più democratico, si comincia a gareggiare ufficialmente a sei anni e si prosegue fino a sessanta e oltre. Ed è anche una guerra commerciale. I soliti cinesi fabbricano montagne di calcio balilla giocattolo, però quelli super non hanno ancora imparato a farli. In compenso, noi italiani abbiamo inventato il bigliardino sponsorizzato, cioè tappezzato di scritte ed esposto nei locali pubblici. Non è tanto romantico, ma fa girare soldi e qualcosa bisogna pure concedere. Tanto, nel cuore del gioco, non cè commercio capace di cancellare quel favoloso e remotissimo clack. |
ATTENZIONE:
Per commentare questo BLOG
è necessario essere iscritti
alla community di www.spritz.it
COMMENTI:
NESSUN COMMENTO DISPONIBILE
|
|

APRILE 2026
<--Prec.
Succ.--> |
| Do |
Lu |
Ma |
Me |
Gi |
Ve |
Sa |
| |
|
|
1
|
2
|
3
|
4
|
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
11
|
|
12
|
13
|
14
|
15
|
16
|
17
|
18
|
|
19
|
20
|
21
|
22
|
23
|
24
|
25
|
|
26
|
27
|
28
|
29
|
30
|
|